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Dodici mesi di vittorie italiane trainate dalle azzurre

Oltre alle medaglie alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, gli sport di squadra hanno riservato traguardi storici.

di Dario Ricci

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A trazione femminile. Si possono definire così i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, appena conclusi, per l’Italia. Perché il nostro è un medagliere da record (30 medaglie, di cui 10 ori, 6 argenti e 14 bronzi) in cui le donne l’hanno fatta da padrone. Inevitabile quindi partire da loro, le signore tra ghiaccio e neve, nel delineare le campionesse finora protagoniste di un’annata ancora in larga parte da vivere, ma che almeno negli ultimi dodici mesi ha già indicato i nomi di molte delle proprie potenziali protagoniste.

Metalli preziosi tra ghiaccio e neve

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Se la tigre per antonomasia è Federica Brignone, che piega al suo volere l’Olympia delle Tofane sciando solo per amore, senza rancore né rabbia malgrado le ferite ancora vive per lo spaventoso infortunio dell’aprile scorso, la leonessa è Sofia Goggia. Sì, perché agguantare un bronzo (terza medaglia olimpica consecutiva in discesa libera, come lei nessuno mai) dopo aver sentito risuonare nelle orecchie l’urlo straziante dell’amica e collega Lindsey Vonn, ha richiesto coraggio e volontà. Senza dimenticare che proprio Goggia insieme all’amicaMichela Moioli (che pure a Livigno s’è messa al collo altre due medaglie a cinque cerchi) furono decisive nell’incantare con la loro performance i membri del Cio che nel luglio 2019 assegnarono proprio alla candidatura diffusa italiana, e non alla svedese Stoccolma, quelli che ora sono diventati i terzi Giochi Olimpici Invernali della nostra storia sportiva.

Ma a fare la storia è stata Arianna Fontana, portabandiera alla cerimonia d’apertura, che è diventata l’atleta italiana più medagliata di sempre ai Giochi Olimpici. La pattinatrice di short track ha portato il totale di medaglie Olimpiche conquistate in carriera a quota 14, grazie all’oro nella staffetta mista e a due argenti (500 metri e staffettafemminile).

Arianna Fontana "A questi Giochi non avrei potuto chiedere di meglio"

E il doppio successo da leggenda di Francesca Lollobrigida? E Lisa Vittozzi che impallina al poligono dolori fisici e fantasmi dell’anima per inseguire – e catturare – l’oro nel biathlon? E l’orgoglio di Dorothea Wierer, che esce di scena dopo una carriera da favola e con due quinti posti che – con qualche errore al tiro in meno – forse avrebbero potuto essere anche qualcosa di diverso e di più. Senza, poi, dimentica il bronzo storico di Flora Tabanelli nel big air, primo di sempre per un’azzurra, medaglia vinta anche qui con un legamento di un ginocchio lesionato.

Corpi che raccontano determinazione, passione, volontà. E viene da sorridere all’idea di quelle bambine che hanno seguito queste campionesse con il naso incollato alla tv o allo smartphone: qualcuna sarà un giorno al loro posto ed è forse questa la più bella eredità olimpica.

Saper fare squadra

Dodici mesi da incorniciare anche per gli sport di squadra, dal calcio al basket, dal volley al softball. Se vincere è dura, confermarsi è ancora più difficile. E allora che dire all’Italvolley di Julio Velasco, che all’oro olimpico di Parigi aggiunge un anno dopo il titolo mondiale? «Qui e ora» la parola d’ordine che il ct ha di fatto imposto alla capitana Anna Danesi e compagne, spegnendo ansie e paure ed esaltando convinzione e determinazione di un gruppo che promette di non aver concluso qui la raccolta di titoli e vittorie. Tanto che la striscia da record di 36 partite vinte resta aperta a nuovi traguardi.

Ma nella storia – lo sanno bene le nostre protagoniste – non si entra solo attraverso l’arco del trionfo. Anzi, è la prestazione che dà la misura dell’impegno, della ricerca del meglio di sé stesse. Strappano applausi allora le azzurre del calcio, guidate dalla capitana Cristiana Girelli (che ha appena lasciato la Juventus per volare a giocare negli Stati Uniti), agli Europei in Svizzera e accarezzano il sogno della finale, prima di cedere ai supplementari, in uno stadio sold out con 26.500 spettatori, all’Inghilterra poi laureatasi campione. «Ero pronto a prendere l’aereo per raggiungervi e fare il tifo in finale!», farà sapere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Intanto l’Italia scrive nella storia del calcio femminile il ritorno alla semifinale dal 1997.

Non ha mancato il proprio appuntamento con la storia l’Italbasket femminile del coach Andrea Capobianco, che ha riconquistato una medaglia europea (un bronzo) a trenta anni da quello di Brno ’95, firmato Catarina Pollini. Stavolta la trascinatrice in campo è Cecilia Zandalasini, leader di una squadra che ha dovuto fare a meno del talento di Matilde Villa, infortunata.

La rotta verso i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028 è segnata per le azzurre del softball, che continuano a raccogliere trofei in vista dell’importante appuntamento a cinque cerchi negli Usa, che vedrà nel suo programma il ritorno di questo sport. Ai Campionati europei 2025, l’Italia della capitana Giulia Longhi si conferma oro continentale grazie alla vittoria contro i Paesi Bassi in finale, dopo una cavalcata che l’ha vista perdere una sola partita su nove. Il bottino così sale al record di 14 titoli europei.

In ordine sparso Sara Curtis (nuoto), Nadia Battocletti (mezzofondo), Antonella Palmisano (marcia), Sofia Raffaeli (ginnastica artistica), Larissa Iapichino (salto in lungo), ancora Federica Brignone (che prima dei Giochi e dell’infortunio, aveva vinto la sua seconda Coppa del Mondo e un oro e un argento mondiali): bastino questi nomi, splendida e vincente polvere di stelle, a ricordarci campionesse che riflettono i loro sogni – e soprattutto il loro cuore - nel metallo delle medaglie, indicando a tutti noi la strada e l’esempio da seguire.

La corsa di Nadia Battocletti
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