L’intervista.

«Docenti da tutto il mondo per corsi di laurea online con formazione pratica»

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di Filomena Greco

3' di lettura

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Si chiama Opit e nasce da un’idea di Riccardo Ocleppo, imprenditore, direttore e fondatore di Opit e seconda generazione in azienda, e Francesco Profumo, già presidente di Compagnia di Sanpaolo, ex ministro dell’Istruzione e Rettore del Politecnico di Torino. «Abbiamo voluto creare una università digitale focalizzata sull’Intelligenza artificiale e i nuovi percorsi formativi legati a questa nuova frontiera tecnologica».

Come è nata questa iniziativa?

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L’idea in generale è stata quella di proporre sul mercato un nuovo modello di istruzione universitaria che fosse da un lato molto aggiornato sul tema delle competenze, curricula e insegnati, con sei percorsi di laurea, due triennali e quattro magistrali in ambiti quali la Computer Science, l’Ai, la Cybersecurity, il Digital Business, dall’altro un approccio molto pratico e legato alle esigenze del mondo dell’industria. Vogliamo colmare un gap tra la formazione, spesso troppo teorica, e il mondo del lavoro e dell’imprenditoria.

Cosa caratterizza la vostra proposta didattica?

Il nostro è un modello didattico proprietario, con 45 docenti reclutati in tutto il mondo che abbiano una solida preparazione accademica ma anche esperienza in azienda. Vogliamo offrire un percorso di studio che abbia un forte orientamento al business, con l’obiettivo di portare da subito un valore aggiunto in azienda. La nostra didattica è tutta in inglese, è un progetto nato per essere internazionale, i docenti arrivano da 20 nazionalità diverse. Gli studenti italiani l’anno scorso sono stati il 35% ma nel complesso la realtà è molto variegata.

Ci racconta i vostri numeri?

Abbiamo ricevuto decine di migliaia di candidature per il primo anno ma abbiamo cercato di essere selettivi. Abbiamo iniziato le prime due classi con un centinaio di studenti provenienti da 38 paesi nel mondo, Italia, Europa, Usa, canada, Middle East e Africa, quest’anno abbiamo l’obiettivo di arrivare a 300 studenti. Abbiamo accreditato Opit a Malta che è l’unico paese europeo oltre all’Irlanda ad essere di madrelingua inglese, per noi questo è un tratto molto importante. Vogliamo offrire una didattica di alta qualità ma con costi accessibili, intorno ai 4.500 euro all’anno, con una didattica completamente online.

Il progetto è molto ambizioso...

Sì, si tratta di una iniziativa che deve essere di alto profilo, il grande vantaggio di iniziare una istituzione universitaria da zero è l’opportunità di creare un modello didattico innovativo, lo svantaggio è quello che devi costruire un brand ex novo, convincere gli studenti a scegliere la tua proposta e non altro. E allora l’unico modo per fare una impresa di questo tipo è farla con un profilo alto, con un rettore come Profumo e docenti che arrivano dal mondo dell’Università ma hanno una forte volontà di innovare. Admission, Didattica e Servizi allo studente, si tratta di tre aree chiave nelle quali abbiamo scelto persone di grande esperienza, ad esempio il nostro Academic director è un docente di Machine Learning in Canada, Lorenzo Livi.

Esiste un modello a cui vi siete ispirati?

Il fatto che l’educazione online si associata ad una bassa qualità è un qualcosa che caratterizza soprattutto la cultura italiana anche se non solo quella, tuttavia esistono esempi virtuosi di Università online di ottimo profilo come la Open University in Uk, nata negli anni Novanta.

Quale tipo di fabbisogno vivono le aziende in questa fase in cui le nuove tecnologie basate sull’Ai stanno accelerando?

Quando abbiamo iniziato a pensare a questo progetto con il board e gli advisor, abbiamo raccolto molti imput dalle aziende, studenti e docenti. Abbiamo anche fatto molte analisi di mercato partendo ad esempio dai documenti del World Economic Forum, per ragionare su quali saranno le principali competenze da qui ai prossimi 5-10 anni, così abbiamo identificato figure come data scientist o computer scientist o esperti in Ai e cibersecurity saranno quelle più richieste. Oggi c’è uno shortage importante di competenze, era allora necessario accelerare e creare un modello complementare alla formazione universitaria tradizionale, tanto che abbiamo molti studenti lavoratori.

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