L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump
di Giuliano Noci
3' di lettura
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Si chiama Opit e nasce da un’idea di Riccardo Ocleppo, imprenditore, direttore e fondatore di Opit e seconda generazione in azienda, e Francesco Profumo, già presidente di Compagnia di Sanpaolo, ex ministro dell’Istruzione e Rettore del Politecnico di Torino. «Abbiamo voluto creare una università digitale focalizzata sull’Intelligenza artificiale e i nuovi percorsi formativi legati a questa nuova frontiera tecnologica».
Come è nata questa iniziativa?
L’idea in generale è stata quella di proporre sul mercato un nuovo modello di istruzione universitaria che fosse da un lato molto aggiornato sul tema delle competenze, curricula e insegnati, con sei percorsi di laurea, due triennali e quattro magistrali in ambiti quali la Computer Science, l’Ai, la Cybersecurity, il Digital Business, dall’altro un approccio molto pratico e legato alle esigenze del mondo dell’industria. Vogliamo colmare un gap tra la formazione, spesso troppo teorica, e il mondo del lavoro e dell’imprenditoria.
Cosa caratterizza la vostra proposta didattica?
Il nostro è un modello didattico proprietario, con 45 docenti reclutati in tutto il mondo che abbiano una solida preparazione accademica ma anche esperienza in azienda. Vogliamo offrire un percorso di studio che abbia un forte orientamento al business, con l’obiettivo di portare da subito un valore aggiunto in azienda. La nostra didattica è tutta in inglese, è un progetto nato per essere internazionale, i docenti arrivano da 20 nazionalità diverse. Gli studenti italiani l’anno scorso sono stati il 35% ma nel complesso la realtà è molto variegata.