Superbonus, Dl verso via libera della Camera: tutte le novità
Martedì 4 aprile voto finale dell’aula di Montecitorio. Tra le novità i sei mesi in più per ottenere il 110% sui lavori delle villette
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Decreto Superbonus verso il primo giro di boa alla Camera. Lunedì 2 aprile è previsto il seguito della discussione del disegno di legge (per le fasi dell’illustrazione degli ordini del giorno, dell’espressione del parere da parte del Governo e della votazione degli stessi) di conversione.
Martedì 4 aprile ci sarà invece il voto finale dell’aula di Montecitorio, in prima lettura, sulla legge di conversione del provvedimento con misure urgenti in materia di cessione dei crediti (dl 11/2023). Tra le novità introdotte durante l’esame del testo da parte della commissione Finanze, i sei mesi in più per ottenere il 110% sui lavori delle villette, sconto in fattura e cessione del credito ancora possibili per chi deve installare una caldaia o degli infissi nuovi, compensazione dei crediti incagliati con i titoli di Stato. Dal 17 febbraio il decreto ha bloccato i meccanismi di sconto e cessione per tutte le agevolazioni edilizie, lasciando però qualche spazio alle modifiche sulle quali è stata successivamente votata la fiducia alla Camera. Il decreto andrà convertito in legge entro il 17 aprile. Ecco le novità più importanti.
Stop allo sconto in fattura e alle cessioni
La data spartiacque rimane come previsto il 17 febbraio 2023: dall’entrata in vigore del decreto le operazioni che hanno permesso di effettuare i lavori senza tirare fuori un euro di tasca sono vietate. Proprio le cessioni hanno infatti garantito ai bonus un successo indiscutibile ma hanno anche fatto lievitare i costi per lo Stato e proliferare le frodi.
Le eccezioni: dal sismabonus alle case popolari
Fatta la norma sono arrivate le deroghe. Ad essere esclusi dallo stop alle cessioni saranno innanzitutto i bonus per la rimozione delle barriere architettoniche, così come quelli sugli immobili danneggiati dall’alluvione nelle Marche e dai terremoti. Eccezione anche per Iacp, onlus e cooperative di abitazione. Lo stop non toccherà nemmeno i lavori di riqualificazione urbana.
Soluzione anche per gli infissi e le caldaie
In Commissione alla Camera si è deciso di intervenire anche sul fronte della cosiddetta “edilizia libera”: nel caso in cui non ci sia stato ancora l’avvio dei lavori entro il 16 febbraio, basterà aver versato l’acconto per ottenere comunque il diritto a sconto e cessione. In assenza di un acconto, dovrà essere provata l’esistenza di un accordo vincolante con la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà. La dichiarazione falsa implica la responsabilità penale.

