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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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Decreto Superbonus verso il primo giro di boa alla Camera. Lunedì 2 aprile è previsto il seguito della discussione del disegno di legge (per le fasi dell’illustrazione degli ordini del giorno, dell’espressione del parere da parte del Governo e della votazione degli stessi) di conversione.
Martedì 4 aprile ci sarà invece il voto finale dell’aula di Montecitorio, in prima lettura, sulla legge di conversione del provvedimento con misure urgenti in materia di cessione dei crediti (dl 11/2023). Tra le novità introdotte durante l’esame del testo da parte della commissione Finanze, i sei mesi in più per ottenere il 110% sui lavori delle villette, sconto in fattura e cessione del credito ancora possibili per chi deve installare una caldaia o degli infissi nuovi, compensazione dei crediti incagliati con i titoli di Stato. Dal 17 febbraio il decreto ha bloccato i meccanismi di sconto e cessione per tutte le agevolazioni edilizie, lasciando però qualche spazio alle modifiche sulle quali è stata successivamente votata la fiducia alla Camera. Il decreto andrà convertito in legge entro il 17 aprile. Ecco le novità più importanti.
La data spartiacque rimane come previsto il 17 febbraio 2023: dall’entrata in vigore del decreto le operazioni che hanno permesso di effettuare i lavori senza tirare fuori un euro di tasca sono vietate. Proprio le cessioni hanno infatti garantito ai bonus un successo indiscutibile ma hanno anche fatto lievitare i costi per lo Stato e proliferare le frodi.
Fatta la norma sono arrivate le deroghe. Ad essere esclusi dallo stop alle cessioni saranno innanzitutto i bonus per la rimozione delle barriere architettoniche, così come quelli sugli immobili danneggiati dall’alluvione nelle Marche e dai terremoti. Eccezione anche per Iacp, onlus e cooperative di abitazione. Lo stop non toccherà nemmeno i lavori di riqualificazione urbana.
In Commissione alla Camera si è deciso di intervenire anche sul fronte della cosiddetta “edilizia libera”: nel caso in cui non ci sia stato ancora l’avvio dei lavori entro il 16 febbraio, basterà aver versato l’acconto per ottenere comunque il diritto a sconto e cessione. In assenza di un acconto, dovrà essere provata l’esistenza di un accordo vincolante con la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà. La dichiarazione falsa implica la responsabilità penale.