La proposta

Dl Sicurezza, spunta il modello Ice: nuove armi non letali per le forze dell’ordine

Dai proiettili al peperoncino a quelli a deformazione programmata, fino ai marcatori Uv, ai Led stroboscopici sugli scudi, agli esoscheletri leggeri e alle tonfa: l’odg del senatore di FdI Lisei impegna il Governo a valutarne l’introduzione

di Ivan Cimmarusti

No Kings Italia, la manifestazione nazionale contro le politiche di guerra a Roma, Italia - Sabato 28 Marzo 2026 - Cronaca. (foto di Cecilia Fabiano/LaPresse)  No Kings Italy, demonstration against war politics in Rome, Italy - March 28, Saturday 2026 - News. (photo by Cecilia Fabiano/LaPresse) LAPRESSE

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Non è ancora una nuova dotazione operativa. Ma il segnale politico è netto, e pesa. Nel cuore del Dl Sicurezza irrompe un arsenale di strumenti «a letalità controllata» pensati per l’ordine pubblico da utilizzare in cortei e manifestazioni: lanciatori a Co2 con capsule irritanti al peperoncino, sistemi a impatto cinetico controllato da 40 millimetri con proiettili deformabili, marcatori selettivi a vernice o Uv, Led stroboscopici sugli scudi, protezioni esoscheletriche leggere, tonfa e un fondo per la formazione specialistica degli operatori.

A mettere nero su bianco questa linea è l’ordine del giorno firmato dal senatore di Fratelli d’Italia Marco Lisei e approvato nell’esame del Dl Sicurezza. Un testo che spinge il Governo a valutare una sperimentazione su nuove armi non letali e che porta dentro il dibattito italiano un lessico, una postura e in parte anche strumenti che richiamano da vicino quelli usati o autorizzati negli Stati Uniti nel perimetro del Department of Homeland Security, dentro cui opera anche la discussa Ice, l’agenzia federale americana per l’immigrazione e il controllo delle frontiere.

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Cosa cambia davvero con l’ordine del giorno

Il punto va chiarito. L’ordine del giorno non introduce automaticamente queste armi non letali nei reparti e non obbliga, da solo, all’acquisto delle dotazioni. È un atto di indirizzo politico con cui il Senato impegna il Governo a valutarne l’opportunità.

Ma proprio per questo il testo è rilevante. Perché indica una direzione precisa: spostare sempre di più la gestione dell’ordine pubblico verso strumenti capaci di intervenire a distanza, selezionare i bersagli, ridurre il contatto diretto e limitare, nelle intenzioni, i danni collaterali.

Intanto il decreto sicurezza, dopo il passaggio al Senato, è arrivato alla Camera per la conversione.

Le nuove armi non letali previste dal testo di Lisei

Sono quattro le direttrici tecnologiche che il Governo è chiamato a vagliare.

I primi sono i lanciatori a Co2 per autodifesa: pistole ad aria compressa che sparano capsule contenenti miscele irritanti a base di peperoncino, in grado di provocare effetti immediati ma temporanei come forte infiammazione agli occhi e alle mucose, tosse e lacrimazione.

Ci sono poi i sistemi a impatto cinetico controllato (Sicc), lanciatori calibro 40 millimetri che utilizzano proiettili Sponge Grenade a deformazione programmata, pensati per creare distanza e contenere i soggetti ritenuti più pericolosi.

La terza categoria è quella dei marcatori selettivi a distanza: sistemi ad aria compressa che lanciano capsule a vernice indelebile o tracciante Uv per individuare e fermare in un secondo momento i leader delle azioni violente, limitando il ricorso alle cariche di alleggerimento.

Infine ci sono i dispositivi di difesa attiva stroboscopica, cioè sistemi Led ad alta intensità da integrare sugli scudi per provocare il disorientamento temporaneo dei manifestanti pronti all’attacco.

Esoscheletri, tonfa e formazione specialistica

Il testo non si ferma ai quattro strumenti principali. L’ordine del giorno chiede anche di valutare la dotazione di protezioni esoscheletriche leggere, pensate per sostenere le articolazioni, assorbire gli urti e ridurre il carico fisico sugli operatori.

A questo si aggiunge l’estensione del bastone tattico a impugnatura laterale, tipo tonfa, ai reparti impegnati nel controllo del territorio e nell’ordine pubblico.

L’ultimo tassello è politico e operativo insieme: l’istituzione di un fondo specifico per la formazione specialistica.

Il collegamento con Ice e gli Stati Uniti

È qui che il testo di Lisei diventa più sensibile e più controverso. Perché almeno due dei quattro strumenti indicati nell’ordine del giorno richiamano direttamente l’arsenale usato dai reparti federali statunitensi - Ice - nelle proteste scoppiate nelle città americane contro le operazioni di deportazione dell’amministrazione Trump.

Le pistole al peperoncino, tecnicamente pepper ball launcher, sono il primo elemento di contatto. Il secondo è rappresentato dai lanciatori calibro 40 millimetri con proiettili Sponge Grenade, che nella logica operativa risultano lo strumento gemello dei Sicc descritti nel testo firmato da Lisei.

Si tratta di armi antisommossa pensate come non letali, progettate per agire a distanza e per fermare, contenere o disperdere senza ricorrere alle armi da fuoco. Ed è proprio questo il punto politico più forte dell’ordine del giorno: introdurre anche in Italia un modello di gestione dell’ordine pubblico fondato su strumenti intermedi, collocati tra il manganello e la pistola.

Riproduzione riservata ©
  • Ivan Cimmarustigiornalista

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Sicurezza, giudiziaria, inchieste, giustizia tributaria

    Premi: Nel 2011 tra i vincitori del Premio Internazionale Antimafia Livatino-Saetta

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