Buoni benzina esentasse fino a 200 euro
Fino a 200 euro di buoni benzina esentasse per il 2022. Segnatamente nella bozza di decreto si prevede che «l’importo del valore di buoni benzina o analoghi titoli ceduti a titolo gratuito da aziende private ai lavoratori dipendenti per l’acquisto di carburanti, nel limite di euro 200 per lavoratore non concorre alla formazione del reddito».
Per l’autotraporto taglio pedaggi di 20 milioni
Per il Marebonus è autorizzata la spesa di ulteriori 19,5 milioni di euro per l’anno 2022 e per il Ferrobonus di ulteriori 19 milioni di euro. Il pacchetto per l’autotrasporto prevedrebbe una riduzione dei pedaggi per ulteriori 20 milioni nel 2022, l’esonero dal versamento dei contributi per il funzionamento dell’Autorità di regolazione dei trasporti (per 1,4 milioni di euro quest’anno) e l’istituzione di un fondo per il sostegno del settore con risorse da quantificare. Inoltre viene introdotta nella bozza la clausola di adeguamento dei contratti al costo del carburante e i costi indicativi di riferimento, aggiornati trimestralmente dal ministero, da far diventare obbligatori per i contratti non scritti.
10 giorni per spiegare variazioni a Mr prezzi o multa
Sanzioni da 500 a 5mila euro per le imprese se non danno riscontro, entro dieci giorni, al Garante per la sorveglianza dei prezzi che può richiedere «dati, notizie ed elementi specifici sulle motivazioni che hanno determinato le variazioni di prezzo». Si tratta di una misura per la trasparenza che, per le attività istruttorie, di analisi, valutazione e di elaborazione dei dati, nonché di supporto al Garante per la sorveglianza dei prezzi crea, presso il Mise, un’apposita Unità di missione. Si dispone poi che i titolari dei contratti di approvvigionamento di volumi di gas per il mercato italiano sono tenuti a trasmettere ad Arera (l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente), i contratti entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto. Nuovi contratti e modifiche andranno trasmesse sempre entro 15 giorni. «Le informazioni tramesse - si precisa nella bozza - sono trattate nel rispetto delle esigenze di riservatezza dei dati commercialmente sensibili».
Diversificare uso software Pa evitando quelli russi
Nella bozza del decreto arrrivata in Consiglio dei ministri si punta anche a «diversificare l’utilizzo» dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle amministrazioni pubbliche affinché «le aziende produttrici di prodotti e servizi tecnologici di sicurezza informatica legate alla Federazione Russa non siano in grado di fornire servizi e aggiornamenti ai propri prodotti appartenenti alle categorie individuate, in conseguenza della crisi in Ucraina».
Draghi: determinati a tetto 2% del Pil per spese militari
Per le spese militari «c’è la determinazione (di arrivare) al 2% del Pil. Quando e come farlo è tutto da discutere ma è chiaro che anche su questo fronte, la risposta non può che essere europea». È quanto assicura il premier Mario Draghi nella conferenza stampa dopo la riunione dell’esecutivo. «Gli investimenti sono significativi per tutti i Paesi, l’Italia è messa a metà ma sono costi impensabili se dovessero gravare solo sui bilanci nazionali. Ma lo sforzo maggiore, per creare una difesa europea, è quello del coordinamento. L’Unione europea spende per spese militari 2 o 3 volte di quello che spende la Russia, eppure nessuno ha l’impressione che l’Ue abbia forze tali da poter contrastare nemici importanti. Evidentemente c’è un problema di coordinamento che attraversa tutta la filiera della difesa».