Camera

Dl Bollette, sotto i 5mila euro di debiti condominiali nessun rischio di pignoramento

Dalla Commissione Attività produttive arriva lo scudo per i morosi di bollette elettriche condominiali non pagate, ma solo se la casa è l’unico immobile di proprietà del debitore

di Martina Amante

Dl Bollette, sotto i 5mila euro di debiti condominiali per i vulnerabili nessun rischio di pignoramento

3' di lettura

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Non è pignorabile la casa di proprietà di un soggetto vulnerabile se il debito per il mancato pagamento di bollette energetiche condominiali sia inferiore a 5mila euro e la casa sia l’unico immobile di proprietà del debitore. Lo prevede un emendamento al decreto bollette presentato da Fratelli d’Italia e approvato in Commissione Attività produttive della Camera, a prima firma di Silvio Giovine.

A chi è rivolto

Il pignoramento dell’immobile non avviene, purché il proprietario vi abbia fissato la residenza e non si tratti di un’abitazione di lusso (A/8 e A/9). Sono considerati soggetti vulnerabili coloro che si trovano in condizioni economicamente svantaggiate o che versano in gravi condizioni di salute da richiedere l’utilizzo di apparecchiature medico-terapeutiche alimentate dall’energia elettrica, disabili, di età superiore ai 75 anni.

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Il condominio può comunque iscrivere ipoteca

Restano ferme le ulteriori forme di garanzia e di tutela previste dalla normativa vigente in favore della Csea (Cassa per i servizi energetici e ambientali) per il recupero dei propri crediti. A garanzia del proprio credito il condominio può, in ogni caso, iscrivere ipoteca giudiziale ai sensi dell’articolo 2818 del codice civile.

Rinvio dell’approdo in aula del decreto

Intanto sono ripresi i lavori in Commissione Attività produttive alla Camera. Il presidente Alberto Gusmeroli (Lega) ha chiesto il rinvio dell’approdo in aula da venerdì 11 aprile a lunedì 14 aprile. La Commissione ha intanto approvato, tra gli altri, un emendamento dei relatori che rafforza la posizione della Cassa per i servizi energetici e ambientali (Csea) nei confronti dei crediti vantati da soggetti obbligati al versamento degli oneri generali di sistema e delle ulteriori componenti tariffarie. Questi crediti sono assistiti, stabilisce la modifica votata, «da privilegio generale su ogni bene mobile del debitore». Mentre, viene precisato, «restano ferme le ulteriori forme di garanzia e di tutela previste dalla normativa vigente in favore della Csea per il recupero dei propri crediti».

Auto aziendali: salvaguardia solo fino al 30 giugno 2025

La Commissione proseguirà l’esame del decreto legge tra oggi e domani in vista dell’attribuzione del mandato ai relatori a riferire in Aula. È atteso il via libera a una misura di salvaguardia dalla stretta fiscale imposta alle auto aziendali ritenute più inquinanti date in uso ai dipendenti, ordinate entro il 2024 e in consegna dal 1° gennaio 2025 al 30 giugno 2025. Nonostante le richieste formulate al Mef dal presidente della commissione Alberto Gusmeroli (Lega) per superare l’iniquità del termine del 30 giugno, la salvaguardia decadrà, penalizzando i dipendenti che, loro malgrado, pur avendo ordinato le vetture entro la fine del 2024, si troveranno concessa la macchina dopo il 30 giugno, pagando un carico fiscale maggiore per problemi di consegna non a loro imputabili. Il via libera alla salvaguardia arriverà comunque nella versione riformulata dai relatori nel pomeriggio giovedì 10 aprile.

L’emendamento per autoproduzione di energia

È stato approvato l’emendamento al decreto Bollette per l’autoproduzione di energia. Lo dichiara in una nota la deputata di Forza Italia Chiara Tenerini, che ha sottoscritto l’emendamento insieme al collega Luca Squeri: «Fino ad oggi, l’autoproduzione di energia poteva avvenire con un solo produttore. Ora, grazie a questa modifica, i clienti hanno la libertà di scegliere di realizzare soluzioni di autoproduzione simultaneamente con più e diversi produttori, indipendenti tra loro. Questo non solo garantirà maggiore flessibilità e possibilità di scelta - prosegue Tenerini -, ma consentirà anche di beneficiare della concorrenza, ampliando il ventaglio delle proposte di produzione di energia elettrica presso il proprio sito».

Novità in tema di energia anche da Arera

«I contratti di luce e gas rappresentano un arcano incomprensibile per milioni di utenti, e qualsiasi modifica per renderli più trasparenti e chiari è positivo, ma non basta: serve inserire in bolletta strumenti per aiutare le famiglie a risparmiare sui consumi, difendersi dalle pratiche scorrette e incrementare la concorrenza al fine di abbassare le tariffe». Lo afferma il Codacons, commentando le novità in tema di energia comunicate oggi da Arera e in arrivo dal prossimo 1 luglio.

«Soprattutto in occasione dei maggiori consumi da parte delle famiglie, come il periodo estivo per l’energia elettrica e quello invernale per il gas, crediamo sia utile inserire nelle bollette degli italiani indicazioni agli utenti su come evitare sprechi energetici, ridurre i consumi e risparmiare sulla spesa di luce e gas – spiega il presidente Carlo Rienzi – Indispensabile poi prevedere sia nei contratti di fornitura che nelle bollette riferimenti su come difendersi dalle pratiche scorrette degli operatori dell’energia, che continuano ad esempio a richiedere conguagli illegittimi per consumi prescritti».


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