Aziende

Distretti florovivaistico, del grano e del gusto: le Marche fanno rete sulle eccellenze

Presentate nel corso degli ultimi mesi le domande di riconoscimento, l’istruttoria è in fase di svolgimento ma il consenso riscontrato è già alto

di Daniela Casciola

4' di lettura

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Distretto cerealicolo Gran de’ Marca, distretto florovivaistico e distretto del cibo Mosaico del gusto: crescono i progetti per la messa in rete delle eccellenze della Regione Marche.

Presentate nel corso degli ultimi mesi le domande di riconoscimento, l’istruttoria è in fase di svolgimento ma il consenso riconosciuto ai distretti, con gli accordi sottoscritti da un cospicuo numero di imprese, è già un ottimo risultato perché dimostra la partecipazione concreta del mondo produttivo e tecnico regionale che persegue l’obiettivo di organizzare al meglio i propri settori di interesse.

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Un distretto, infatti, non è una semplice associazione ma un vero e proprio strumento di governo del territorio e un interlocutore privilegiato per le istituzioni. Agisce come una rete che rende le aziende più competitive e attrae finanziamenti, promuovendo anche turismo di qualità. Non è un ente pubblico, ma un’entità che vede la partecipazione di enti pubblici e, soprattutto, consente un ruolo decisionale primario in capo ai rappresentanti delle imprese di settore.

La normativa marchigiana prevede il riconoscimento di diverse tipologie di distretti, ognuna con requisiti specifici. Ci sono i distretti delle Pmi, caratterizzati da un’alta concentrazione di piccole e medie imprese agricole e agroalimentari. I Distretti dei Prodotti Certificati che raggruppano imprese interrelate che producono uno o più prodotti con certificazioni e tutele (Dop, Igp eccetera). Un esempio di successo è il distretto Food Brand Marche di Jesi. I distretti dei Prodotti di Prossimità sono focalizzati sull’integrazione tra attività agricole e vendita diretta, ristorazione locale e gruppi di acquisto solidale. Ne fanno parte il Bio-Distretto di prossimità Picenum e il Distretto Biologico Terre Marchigiane. Infine, il Distretto Biologico Regionale che promuove la coltivazione, la trasformazione e la divulgazione del metodo biologico. Il Distretto Biologico Marche ne è un esempio e, con oltre 2.200 partecipanti, rappresenta il distretto biologico più grande d’Europa.

Per essere riconosciuto, un distretto deve soddisfare requisiti generali come l’elevato livello di integrazione produttiva, la sede legale o operativa nelle Marche e un accordo formale tra i partecipanti. Ci sono poi requisiti specifici (per i distretti delle Pmi specializzati che operano in un unico settore produttivo): il distretto deve includere almeno 100 imprese agricole in 15 Comuni contigui, 150 addetti complessivi, almeno 5 imprese di condizionamento e con un volume d’affari complessivo di almeno 5 milioni di euro. Possono partecipare sia imprese agricole singole e associate sia enti locali, organizzazioni professionali, imprese turistiche e di ristorazione.

Il Distretto del Grano delle Marche "Gran de' Marca“ ha rilevanza regionale e rappresenta un’iniziativa strategica di grande portata per lo sviluppo dell’agricoltura e dell’economia regionale. Nato con l’obiettivo di valorizzare la produzione cerealicola regionale, in particolare quella del frumento duro, questo distretto si inserisce pienamente nel quadro normativo che la Regione Marche ha definito per promuovere i Distretti del Cibo. Il distretto si concentra su un’ampia gamma di prodotti cerealicoli, tra cui frumenti, altri cereali, farine, semole, pasta secca e fresca, pane e altri prodotti da forno. L’accordo copre anche le produzioni con certificazioni come biologico, SQNPI, DOP, IGP e QM. L’accordo è stato sottoscritto da ben 388 aziende aderenti, dimostrando un forte interesse e una vasta rappresentatività del settore. Il riconoscimento del Distretto ”Gran de’ Marca” rappresenta l’apertura a concrete opportunità di crescita per tutte le aziende coinvolte.

Il settore florovivaistico ha un’importanza storica e strategica per l’economia e l’identità delle Marche, in particolare nell’area meridionale. Per valorizzare appieno questo patrimonio e renderlo più competitivo, è stato istituito il Distretto Florovivaistico delle Marche. L’accordo di distretto presentato, sottoscritto da 130 aziende aderenti, si prefigge obiettivi ambiziosi come la valorizzazione territoriale, la promozione del settore a livello nazionale e internazionale, supporto e traino per le aziende del settore, facilitando l’accesso a finanziamenti regionali, nazionali ed europei e rafforzando la cooperazione tra i soggetti coinvolti. Tra le attività in programma, l’organizzazione di fiere, mostre, la creazione di un portale web e di un marchio distintivo del distretto; l’offerta di servizi di consulenza (fiscale, informatica, fitosanitaria) e l’organizzazione di percorsi formativi e tirocini; la promozione di progetti di ricerca e sviluppo, con l’obiettivo di creare un centro di sperimentazione e sostegno alle imprese per l’accesso a fondi regionali (CSR), nazionali (Contratti di Distretto del Masaf) ed europei.

Infine, il distretto del cibo “Mosaico del gusto” che ha carattere territoriale locale. L’agricoltura nel territorio delle province di Ascoli Piceno e Fermo - che ne rappresenta il cuore - è caratterizzata da una produzione significativa di uva e quindi vino, di oliva e quindi di olio, di ortofrutta, di cereali, completata dalla produzione di prodotti di nicchia quali carni e insaccati e di latte e formaggi. Pertanto, saranno realizzate iniziative promozionali per far conoscere le produzioni del distretto. I produttori primari aderenti al distretto si impegneranno ad adottare pratiche di agricoltura a basso impatto ambientale/biologiche e saranno favoriti accordi di rete e/o di filiere. La sede operativa e legale del distretto corrisponde a quella del capofila Vinea di Offida. Al distretto aderiscono, al momento della richiesta di riconoscimento: 231 imprenditori agricoli, 12 imprese di condizionamento e 2 organizzazioni che operano nel settore della promozione del territorio.

I distretti riconosciuti possono beneficiare di specifici bandi e misure finanziarie, come quelli previsti dalla Misura SRG07 del CSR (Cooperazione per lo sviluppo rurale locale), dai Contratti di Filiera e di Distretto del Masaf, e dai fondi regionali. In particolare, la Regione Marche, nell’ambito della legge regionale 23/2023 sul benessere e qualità della vita, ha stanziato l’importo di 100.000 euro proprio per sostenere l’avviamento di nuovi distretti del cibo. La collaborazione tra le aziende, la condivisione delle competenze e l’innovazione tecnologica consentiranno di affrontare meglio le sfide del mercato.

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