Disabilità, sullo schermo pietismo e “inspiration porn” non raccontano la realtà
Dal cinema alla musica, dalle serie tv all’infoteinement non c’è spazio per la realtà delle persone con disabilità, si procede per stereotipi.
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Solo tre persone con disabilità hanno vinto un Oscar. All’attore sordo Troy Kotsu, nel 2022, è andato l’Oscar come migliore attore non protagonista: «Voglio solo dire che dedico questo premio alla comunità dei sordi, alla comunità C.O.D.A. e alla comunità dei disabili. Questo è il nostro momento» aveva detto nel discorso di ringraziamento. Prima di lui, l’attrice sorda dall’infanzia Marlee Matlin nel 1987 e il veterano della seconda guerra mondiale Harold Russell nel 1946.
Il talento viene prima ma, nel caso di artisti e artiste con disabilità, questo non è un diritto garantito: il mondo dello spettacolo, dalla musica al cinema, non accoglie la disabilità. Ma ne opprime spazi e rappresentazioni escludendo i talenti con disabilità attraverso narrazioni “abiliste” che, lasciando indietro i “corpi non conformi”, suggeriscono l’esistenza di una norma socialmente consolidata rispetto a quanto si ritiene “conforme”. L’esclusione è faccia della stessa medaglia: quella per cui, quando gli artisti disabili non sono tagliati fuori, vengono considerati solo ed esclusivamente in virtù della loro disabilità. Un approccio altrettanto abilista che, con l’apparente intento di includere, discrimina.
Inspiration porn, la disabilità come “super potere” distorce la realtà
Si chiama “inspiration porn” ed è l’espressione che l’attivista Stella Young ha esplorato nel suo celebre Ted Talk del 2012 per descrivere una retorica che metteva a disagio moltissime persone con disabilità ma a cui non si riusciva ancora bene a dare un nome. Nella retorica dell’inspiration porn una persona con disabilità viene mostrata come fonte di ispirazione non tanto per i traguardi raggiunti, ma per il fatto di riuscire ad ottenere dei risultati nonostante la disabilità. L’uso che viene fatto di queste storie è ben lontano da una vera empatia. «Uso il termine pornografia deliberatamente - afferma Young nel Ted Talk - Perché implica l’oggettificazione di un gruppo di persone a beneficio di un altro gruppo di persone».
Questo può valere sia nella rappresentazione che nei comportamenti: è un effetto dell’inspiration porn, ad esempio, reputare giusto congratularsi con una persona con disabilità perché “nonostante tutto” va al lavoro, ha dei figli o semplicemente una vita sociale. Questo approccio emerge chiaramente sia nelle narrazioni che rappresentano le persone con disabilità attraverso il pietismo, sia in quelle in cui sono descritte come supereroi in possesso di qualche potere o forza sovrumana che, nonostante la loro “diversità”, gli permette di essere speciali e quindi migliori degli altri.
Entrambe le rappresentazioni, dalla letteratura al cinema e alle serie tv, hanno distorto la percezione della disabilità nella realtà. «Lo scopo di queste immagini è di fornire ispirazione affinché possiate guardarle e pensare: Beh, per quanto difficile sia la mia vita potrebbe essere peggio. Potrei essere io quella persona. Ma cosa succede se tu sei quella persona?», aggiunge Young in un altro passaggio del suo discorso, continuando: «Quelle immagini riducono le persone disabili ad oggetti a beneficio delle persone non disabili».








