Calcio

Diritti tv internazionali, il conto del cartello: la Serie A verso il maxi‑risarcimento

Da Img arriva la proposta ufficiale di transazione da 300 milioni per chiudere il processo civile per le irregolarità antitrust accertate per il periodo 2008-2018

di Marco Bellinazzo

L'esultanza di Adrien Rabiot dell'AC Milan dopo il gol dello 0-1 nel finale della partita di Serie A tra Hellas Verona e AC Milan allo Stadio Bentegodi di Verona, nel nord-ovest dell'Italia - domenica 19 aprile 2026. Sport - Calcio. (Foto di Paola Garbuio/Lapresse) LAPRESSE

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Nella notte tra lunedì e martedì ai club di Serie A è stata recapitata la proposta ufficiale di transazione per un importo di 300 milioni da parte di Img, uno dei tre intermediari (gli altri sono MP & Silva e B4), che hanno costituito un cartello anti-concorrenziale tra il 2008 e il 2018, frenando la rendita dei diritti televisivi internazionali del massimo campionato di calcio, come accertato da un procedimento avviato nel 2017 dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

Il Tribunale di Milano, presso cui ieri mattina si è svolta l’udienza del processo civile scaturito dalla procedura antitrust, ha perso atto della negoziazione in corso che potrebbe condurre all’estinzione del contenzioso con Img, in attesa di capire se anche gli altri due intermediari (finiti nel frattempo in liquidazione) sceglieranno la stessa via.

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L’intesa restrittiva della concorrenza realizzata dai tre operatori che hanno coordinato preventivamente le rispettive condotte nelle gare per l’assegnazione dei diritti esteri di Serie A e Coppa Italia, definendo a monte la successiva ripartizione dei pacchetti, è emersa soprattutto grazie all’auto-denuncia del colosso Usa dei diritti sportivi Img che ha scelto di collaborare con l’Antitrust italiana in modo da esporsi a una sanzione ridotta (300mila euro).

Nel 2019 sono scattate sanzioni per circa 67 milioni di euro (per MP Silva una multa da 63,6 milioni, mentre B4 Capital dovrà pagarne una di 3,1 milioni), provvedimento confermato - nella sostanza - dal Tar Lazio e dal Consiglio di Stato.

L’Agcom, peraltro, ha rilevato come questa condotta illecita avesse causato un decremento del valore dei diritti internazionali, danneggiando la Lega Serie A e le società beneficiarie dei ricavi. In estrema sintesi, secondo l’Antitrust, mentre negli altri grandi campionati europei il valore dei diritti internazionali cresceva, la Serie A è rimasta bloccata in una dinamica anomala, anche per via di prezzi tenuti artificialmente al di sotto del fair value.

In effetti, la Premier league che nella stagione 2009/10 incassava dalle tv estere circa 330 milioni di euro, quest’anno ne ottiene 2.560, la Liga spagnola nello stesso lasso di tempo è salita da 160 a 835 milioni, mentre le Serie è passata da 90 a 242 milioni.

Danno strutturale per il calcio italiano

Un danno strutturale, tanto più grave se si considera che i diritti audiovisivi rappresentano tuttora la principale fonte di ricavo del calcio professionistico italiano.

Ecco perchè ancora prima che l’iter della procedura antitrust si chiudesse, diversi club si sono rivolti al Tribunale di Milano - tra i primi a muoversi la Fiorentina, il Torino, la Roma, il Palermo, il Chievo, l’Empoli, il Pescara e il Perugia, assistiti da BonelliErede, con i soci Francesco Anglani e Vittorio Allavena - con un’azione che ha poi incluso la stessa Lega e quasi 30 società (quelle che hanno militato in Serie A tra il 2008 e il 2018). Il processo diretto a ottenere un risarcimento dei danni aveva un petitum complessivo di oltre tre miliardi di euro, il più elevato per una causa civile derivante dall’antitrust.

Una sentenza parziale ha riconosciuto la fondatezza delle domande delle società, superando le principali eccezioni procedurali degli intermediari e affidando a due economisti la quantificazione del danno.

La consulenza tecnica d’ufficio depositata qualche mese fa - dopo che lo scorso anno non era stata raggiunta l’intesa su un accordo transattivo del valore di 180 milioni - ricostruendo con puntualità l’andamento dei diritti esteri della Serie A per confronto con Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue 1, ha stimato un pregiudizio complessivo per i team italiani vicino al miliardo di euro.

A seguito della perizia tecnica è stata accelerata la ricerca di un’intesa tra le parti e da Img è arrivata come detto ieri l’offerta di 300 milioni. Si tratta di circa un terzo del potenziale risarcimento che i club danneggiati potrebbero ottenere, ma nella valutazione di congruità della somma bisogna tener conto del fattore tempo (rispetto alle imminenti scadenze finanziarie delle società), delle lungaggini di un procedimento d’appello nel merito e degli oneri conseguenti all’esecuzione di una sentenza all’estero nei confronti di una grande azienda Usa, oltre che dello stato di liquidazione in cui versano gli altri due intermediari.

Nei prossimi giorni, tutte le parti in causa dovranno comunque siglare una specifica transazione con Img per un importo calcolato in base agli anni di permanenza in A ed ai parametri di ripartizione fissati per la distribuzione dei proventi televisivi all’epoca dei fatti, quando è entrata in vigore la legge Melandri che ha reintrodotto la vendita collettiva al posto di quella soggettiva fin lì in vigore.

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