Sicurezza

Direttiva vittime di reato, dal Consiglio Ue luce verde per l’approvazione definitiva

Tra le misure previste un numero verde per l’assistenza, tutele speciali per i minorenni e procedure di denuncia più rapide e semplificate

di Camilla Curcio

CONSIGLIO EUROPEO VISTO DALL'ALTO 7146

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Dopo l’Europarlamento, anche il Consiglio Ue ha dato il via libera definitivo alla direttiva che potenzia il supporto e la tutela delle vittime di reato. Le nuove norme approvate consentiranno di denunciare più facilmente i crimini subiti, di avere accesso a informazioni dettagliate sui propri diritti e a una rete di assistenza ampia e strutturata a livello europeo. Non solo: i dati delle vittime saranno sottoposti a rigidi protocolli di protezione.

Questa direttiva, in realtà, non è propriamente una novità: si tratta, infatti, dell’aggiornamento della legge europea del 2012 sui diritti, la tutela e la protezione delle vittime di reato (Direttiva 2012/29/Ue).

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«Quest’aggiornamento della legge europea lancia un messaggio chiaro: le vittime meritano la giusta tutela e un sistema d’assistenza efficace», ha dichiarato Costas Fytiris, ministro della Giustizia e dell’ordine pubblico della Repubblica di Cipro. «Nessuno dovrebbe affrontare le conseguenze di un reato da solo. Con il numero verde europeo 116006, in qualsiasi angolo d’Europa, le vittime potranno avere delucidazioni sui loro diritti e, se ne avranno bisogno, una guida su come procedere».

Sono diverse, infatti, le misure introdotte da questo restyling legislativo. Che, dati alla mano, era quanto mai urgente e necessario: secondo la Commissione europea, infatti, sul territorio Ue, ogni anno, si contano circa 70/75 milioni di vittime di reato. Solo in Francia, il numero verde (116006) riceve più di 72mila chiamate all’anno. A oggi, solo 14 Paesi europei offrono questo servizio.

Ma proviamo a fare un passo indietro e a capire in cosa consistono le novità introdotte.

116006, una linea telefonica per chiedere aiuto

Le vittime, da qualsiasi parte d’Europa, potranno fruire di un’assistenza rapida tramite un numero dedicato: 116006. Attraverso questo centralino, potranno essere ragguagliate sui loro diritti, ma anche ricevere sostegno emotivo e indicazioni su tutti i servizi di supporto disponibili. I numeri nazionali potranno continuare comunque a funzionare.

Ma non è tutto: la linea telefonica, infatti, sarà disponibile nelle lingue ufficiali di ciascun paese e alcuni dei servizi saranno erogati anche telematicamente.

Denunce più semplici

Gli Stati membri dovranno facilitare le procedure per sporgere denuncia attraverso l’utilizzo di strumenti digitali pratici e accessibili: in questo modo, le vittime potranno notificare i crimini online e allegare le prove in formato digitale. In più, dovranno essere garantiti strumenti di denuncia efficaci a persone con libertà limitata, come cittadini di paesi terzi ospitati in strutture per l’immigrazione o soggetti che vivono in contesti di assistenza istituzionale (ad esempio strutture per gli anziani o persone con disabilità), e procedure semplificate per le segnalazioni da terzi con l’intermediazione di organizzazioni della società civile.

Tutela potenziata per i minorenni

Per i minorenni saranno predisposti servizi specifici, tra cui misure di protezione adeguate all’età, supporto psicologico e amministrativ0, visite mediche e la possibilità di ricorrere alla videoregistrazione delle testimonianze.

Sostegni speciali

Sono previsti poi anche servizi di sostegno per vittime con esigenze specifiche, erogati solo dopo valutazioni individuali da parte di professionisti esperti, e per vittime di violenza sessuale, incluso l’accesso a contraccezione d’emergenza, trattamenti di profilassi post-esposizione, test per infezioni sessualmente tramissibili e accesso all’aborto.

Assistenza legale gratuita

I soggetti che, coinvolti in procedimenti legali, non potranno permettersi un avvocato potranno godere di un’assistenza legale gratuita, che li aiuterà a difendere i propri diritti e a ottenere il giusto risarcimento.

Risarcimenti più rapidi

Le vittime che, nel corso dei procedimenti legali, riusciranno a ottenere un risarcimento potranno fare affidamento su una serie di misure ben più stringenti per accelerarne il pagamento da parte del responsabile del crimine. In caso di reati intenzionali violenti, quindi commessi con dolo e con l’obiettivo preciso di esercitare violenza sulla persona colpita, se l’indennizzo non viene pagato entro tempistiche ragionevoli, gli Stati membri - in determinati casi - possono anticipare il versamento e, successivamente, recuperare la somma dal colpevole.

Protezione dei dati personali

Di tutela si parla, ovviamente, anche per i dati personali delle vittime. Che, con le nuove norme, saranno sottoposti a standard di sicurezza potenziati, con l’obiettivo di spingerle e incoraggiarle a rivolgersi alla giustizia e a denunciare.

I prossimi passi in calendario

La direttiva sarà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale europea a luglio ed entrerà ufficialmente in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione. Gli Stati membri avranno 24 mesi per traslarla nell’impianto legislativo nazionale.

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