All’interno, la matericità è protagonista: i pavimenti oscillano tra il rigore della pietra locale e la preziosità del terrazzo veneziano, mentre le ceramiche e i tessuti naturali aggiungono una dimensione tattile agli spazi.
«Quasi tutti gli arredi, dai comodini alle panche, fino allo scrittoio e agli armadi, sono stati disegnati appositamente - spiega Haddad -. Sono stati realizzati da DiSé mobilieri di pregio, un’azienda di Grammichele guidata da Giampiero Corallo, un ebanista che ha saputo trasformare il sapere artigiano siciliano in un valore aggiunto sartoriale, capace di risolvere ogni dettaglio millimetrico. Qui ogni particolare, dalla serratura di una porta ad una piccola cerniera, è stato studiato per rendere ogni pezzo unico”. Ogni ambiente è un omaggio alla tradizione reinterpretata: la “Camera Canne” è un esercizio di stile sulla memoria contadina.
«Il tetto a canne è una tecnica tradizionale della zona - approfondisce l’architetto - poiché gli ulivi non venivano sacrificati per il legname. Abbiamo raccolto le canne lungo il fiume Irminio in luna piena, lasciandole stagionare un anno, per poi legarle con lo spago tinto con essenze naturali come il tè e rifinite con olio di lino, rievocando un isolamento naturale e una tessitura che ricorda quasi le atmosfere balinesi». La suite al primo piano si apre sul paesaggio come un osservatorio privilegiato sulla campagna e sul mare. Gli appartamenti, battezzati con nomi evocativi come “Mare” e “Patio”, offrono un’esperienza di tempo sospeso, ideale per chi cerca una dimensione domestica e privata.
L’uso dei materiali è un inno al “chilometro zero” e alla filosofia del wabi-sabi: «Abbiamo usato pietre di recupero che conservano ancora i segni delle seghe a mano di un tempo, insieme a calci naturali locali, cocciopesto e cementine dai decori orientali rarissimi – prosegue Haddad -. L’imperfezione qui è bellezza: i materiali si segnano col tempo proprio come la nostra pelle, diventando parte del vissuto del luogo».

La sala dei trattamenti Spa
Il benessere come estensione del paesaggio
Il cuore sensoriale della Dimora è lo spazio benessere. Qui, l’architettura si fa ipogea: la sala massaggi è stata ricavata all’interno di una spettacolare antica cisterna d’irrigazione, scavata direttamente nella roccia. «L’ispirazione è venuta dai Pozzi di San Patrizio - rivela Viviana Haddad - l’obiettivo era creare una Spa interrata che però godesse di luce naturale e di un respiro costante. È stato un lavoro quasi archeologico liberare la cisterna dalla terra; oggi, grazie a un sistema di deumidificazione invisibile, l’aria è perfettamente salubre, come se ci fosse una finestra sempre aperta sulla roccia». L’hammam, decorato con ricercate zellige (piccola pietra lucida), dialoga con la sauna e con la moderna palestra attrezzata Technogym, le cui ampie vetrate annullano il confine tra interno ed esterno. La piscina a sfioro, circondata da un solarium dal design minimale, funge da specchio d’acqua che riflette il cielo siciliano, diventando l’anello di congiunzione tra il costruito e la natura circostante.
Il giardino, una stanza a cielo aperto
Il progetto del verde, parte integrante dell’esperienza sensoriale, non è un semplice contorno. I giardini mediterranei di Dimora Camille sono un percorso olfattivo e meditativo: si cammina tra l’agrumeto, l’orto e il frutteto, circondati dal profumo delle piante aromatiche. «Abbiamo lavorato sulla continuità con il paesaggio delle cave locali – commenta l’architetto -. Il giardino roccioso, prima sepolto dalla terra, è stato riportato alla luce rivelando mangiatoie che corrono lungo le pareti a secco come un segno grafico. Abbiamo piantato graminacee che ondeggiano col vento creando un mare erboreo, alternandole a specie scultoree come i cactus o piante rare recuperate in vivai storici come i Vivai Cuba di Siracusa. È un dialogo continuo, dove la mano dell’uomo e la natura non hanno confini». Un angolo di particolare fascino è il giardino di rocce e piante grasse, un rifugio zen dove la componente minerale del suolo di Scicli diventa protagonista assoluta.
La Dimora di declina come un laboratorio di esperienze: dalle cooking class dedicate ai sapori del territorio, alle sedute di yoga vista mare, fino alle cene private curate da chef locali. Il trattamento è con la prima colazione. Su richiesta sono disponibili anche il personal trainer e i trattamenti estetici ed esperienze e visite nel territorio. Un progetto dove «il collegamento finale è l’uomo: che tu sia in Africa o in Sicilia, il gesto della mano che lavora il materiale per creare bellezza è lo stesso. Dimora Camille è il racconto di questa unione».