Dimmi come reagisci al Coronavirus e ti dirò chi sei
di Lorenzo Dornetti
2' di lettura
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Gli studi di Neurovendita, che legano acquisti e cervello, confermano quanto dimostrato dall'economia comportamentale. Le scelte sono guidate dalle emozioni e dall'imitazione, poco dalla razionalità. Con buona pace di Aristotele, non siamo “animali razionali”.
Cosa c'entra il coronavirus? Questo evento è un grande osservatorio sull'umanità. Una minima parte di persone è di “Tipo R”, ovvero razionale. La stragrande maggioranza è ascrivibile al “Tipo E”, si comporta in modo emotivo. Il virus in Italia non ha contagiato il sistema respiratorio, ma è già penetrato nel cervello di tutti, evidenziandone le distorsioni.
I ristoranti cinesi sono vuoti, anche se le materie prime sono locali. Le vendite di mascherine sono alle stelle, anche se dovrebbero essere indossate solo da chi ha già contratto il virus. Fake news super cliccate invadono il web, ignorando come l'unica protezione sia il vaccino. In treno le persone cambiano vagone, o fanno spostare di cabina chiunque abbia sembianze asiatiche.
Sono comportamenti irrazionali. Un'imitazione di massa spinta dalla paura. E' un'emozione determinata dal cervello limbico. Una pulsione che attiva il comportamento in 3 direzioni: attacco, fuga e attesa. Se sperimentiamo paura: scappiamo dalle situazioni, diventiamo aggressivi o ci isoliamo restando immobili.
La maggioranza delle persone ha attuato questi comportamenti nelle ultime settimane. E' difficile da ammettere, ma siamo quasi tutti “tipo E”. Schiavi inconsapevoli delle nostre innate emozioni e del seguire il gregge. Ennesima riprova di come il cervello non sia costruito per approfondire numeri e affrontare logicamente i problemi. Il sistema nervoso è una macchina predisposta ad agire d'impulso.


