«Per molti la crisi dell'economia che stiamo vivendo è paragonabile a quella del ‘29. Se pensiamo ad un secolo fa, l'Italia era fondata sull'economia agricola e l'industrializzazione era agli arbori. Oggi, dopo cento anni, ci accorgiamo con la crisi del coronavirus che il comparto dell'agroalimentare è il primo dell'economia nazionale in termini di costruzione del prodotto interno lordo. Questo deve farci riflettere perché, seppur il settore sia mutato nel corso di cento anni, ha saputo mantenere una sua prevalenza economica nell'attività dello Stato - ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti -. A questo si aggiunge che l'emergenza coronavirus ha totalmente stravolto le abitudini dei cittadini. Si va al supermercato molto di meno rispetto a qualche mese fa. Si consuma in maniera diversa privilegiando alcuni prodotti rispetto ad altri. Oggi grazie al digitale riusciamo anche a ritardare gli effetti del cambiamento climatico. Si riescono a programmare meglio le produzioni, e riusciamo anche a dare un volto a tutto ciò che viene prodotto. La block chain permette alle imprese di tracciare tutto quello che si fa. Le prossime sfide a livello europeo sono legate alla green new deal e c'è un progetto legato a questo che parte dal campo fino alla tavola, in cui verranno messe risorse economiche rilevanti. Noi italiani dobbiamo arrivare a quelle scadenze con una visione e con una strategia su quello che deve essere il valore dell'agroalimentare nel futuro. Sarà necessario avere una agenda digitale per l'agroindustria che sempre più necessita di tecnologie».
Nel corso della prima giornata del Business Tech forum sono stati affrontati quattro filoni: la nuova identità delle città post pandemia, le infrastrutture digitali chiave per lo sviluppo economico, sociale e culturale del Paese, le tecnologie cruciali per permettere alle aziende di affrontare la fase 2 e le sfide del futuro, l'efficienza dell'intero sistema agroalimentare.
Della nuova identità delle città, di transizione urbana, sostenibilità energetica, ambientale e sociale si è parlato con Massimo Bruno, Responsabile Affari istituzionali ENEL Italia, Mario Occhiuto, Sindaco di Cosenza e Presidente Fondazione Patrimonio Comune di Anci, Andrea Battistoni, Vicepresidente della Cabina di regia “Benessere Italia” presso la Presidenza del Consiglio, e Eugenio Morello, Professore associato di Urbanistica Politecnico di Milano.
Un ruolo essenziale per affrontare la fase 2 sarà giocato dai dati: la pandemia li ha messi al centro del dibattito mostrando l'importanza della loro condivisione a livello globale. Il punto chiave è però costituito dalla capacità di analizzarli e processarli, così da poter offrire informazioni di utilità per guidare le scelte a livello pubblico e privato. Sul ruolo dei big data e sui passaggi necessari affinché le aziende italiane possano diventare data driven si sono confrontati Lanfranco Brasca, Innovation & Solution Engineering - Technology Director di Oracle, Sergio Gimelli, Innovation & Solution Engineering - Applications Director di Oracle, Massimiliano Pogliani, CEO di illycaffè, e Nicola Gatti, Professore associato, Codirettore dell'Osservatorio Artificial intelligence del Politecnico di Milano.
Collegato all'uso dei dati, anche l'IoT riveste un ruolo di primo piano per le imprese: di oggetti intelligenti al servizio delle imprese hanno discusso Alessandro Magnino, Responsabile Marketing Grandi Aziende e Pubblica Amministrazione di Vodafone Business Italia, Emiliano Colangeli, CIO di Elior, Roberto Candela, CEO di Prysmian Electronics, e Antonio Capone, Professore ordinario di Elettronica, Informazione e Bioingegneria Politecnico di Milano.