Difesa, dallo specialista cyber militare ai droni, scatta il primo tempo della riforma Crosetto
Atteso all’esame del governo uno schema di disegno di legge per il rafforzamento della capacità operativa nazionale
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I punti chiave
- Il nuovo assetto sulla cybersicurezza
- Fondo di dieci milioni all’anno per gli investimenti nella ricerca militare
- Il Sottocapo di stato maggiore
- Il Comitato dei capi
- Centro interforze di addestramento contro la minaccia ibrida
- Commissione di vertice interforze
- Droni
- Dismissione immobili
- La riserva volontaria e il nodo risorse
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Il cyberspazio entra ufficialmente nell’architettura ordinaria della Difesa. È questa la vera novità del provvedimento che dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri di martedì 4 agosto. Al centro della bozza dello schema di disegno di legge, che Il Sole 24 Ore ha consultato, la previsione di uno spazio cibernetico di interesse nazionale per la difesa e la sicurezza militare dello Stato. La mossa dimostra quanto la cybersicurezza rivesta in questa fase un ruolo di primo piano tra le minacce alla sicurezza.
Chiedilo al Sole
Questo spazio si compone dell’insieme delle infrastrutture informatiche, compresi hardware, software, capacità, dati, connessioni fisiche e elettromagnetiche. E poi ancora i sistemi cyber-fisici OT comprensivi di sistemi attuatori di processo, sensori, sistemi di controllo industriale (ICS) installati su mezzi e piattaforme militari, apparecchiature mobili dotate di connessione di rete, nonché i punti di interconnessione, le rappresentazioni digitali, le relazioni fisiche, logiche e cognitive stabilite tra essi. In tutti questi ambiti il ministero della difesa opera per adempiere ai propri compiti istituzionali, anche al di fuori dei confini nazionali.
Il provvedimento in 15 articoli costituisce il primo tempo di una riorganizzazione complessiva della Difesa. Per la seconda tappa, la nuova riserva volontaria, delineata dal ministro Guido Crosetto, occorre per ora attendere. Vanno prima individuate le risorse.
Arriva lo specialista cyber militare
Il Capo di Stato Maggiore della Difesa assume formalmente la guida e la catena di comando delle operazioni cibernetiche. Non solo: nasce lo Specialista Cyber Militare (con relativo brevetto).
Ferme restando le competenze dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, il ministero della Difesa acquisisce in questo modo la responsabilità dell’organizzazione, della preparazione professionale e dell’impiego del personale cyber interforze.








