Dietrofront di Pechino: no emissioni entro il 2060
L’impatto del Covid ha accelerato i piani nel Paese che con il 28% rimane la principale fonte mondiale di CO2
di Rita Fatiguso
3' di lettura
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L’impatto del Covid-19 sugli equilibri internazionali accelera le tappe della strategia di sostenibilità del Governo cinese.
Pechino è la principale fonte di anidride carbonica con il 28% delle emissioni globali, ma – lo ha appena annunciato il presidente Xi Jinping in occasione nel messaggio per i 75 anni dell’Onu – raggiungerà il picco delle emissioni ben prima del 2030 e la neutralità del carbonio entro il 2060.
Una sterzata che avrà rilevanti conseguenze anche sul versante dell’economia interna cinese che viene data in ripresa addirittura dell’8% nel 2021.
È anche un chiaro esempio di dual circulation strategy – quel mix di politiche esterne e interne – che la Cina sta perseguendo da tempo.
Un’altra prova di questa svolta è l’Alto dialogo sul cambiamento climatico appena avviato con l’Europa: cinesi ed europei, divisi su quasi tutto, si sono accordati per un percorso comune sul tema della sostenibilità ambientale.


