Diesel, i divieti arrivano al Centro-Sud: programmi per Lazio, Campania e Sicilia
di Maurizio Caprino
4' di lettura
4' di lettura
Potrebbe essere una rivoluzione. Per le abitudini degli automobilisti del Centro-Sud e, di conseguenza, per il mercato delle auto usate. Oggi la Regione Lazio firma con il ministero dell’Ambiente un accordo che prevede blocchi del traffico invernali analoghi a quelli scattati il 1° ottobre scorso nel bacino padano. Seguiranno anche Campania e Sicilia. Parliamo quindi di aree dove finora i divieti di circolazione per smog sono stati riservati solo a situazioni di emergenza, confinati a poche zone centrali delle grandi città o congegnati in modo blando, per coinvolgere solo vetture molto vecchie.
Le regole generali (teoriche)
Sostanzialmente, ad oggi questi accordi prevedono divieti in periodo invernale (1° ottobre-31 marzo) nell’orario 8,30-18,30 dal lunedì al venerdì nei centri con più di 30mila abitanti dove ci sia un «adeguato» servizio di trasporto pubblico. I divieti riguardano auto e veicoli commerciali Euro 3 a gasolio. Dal 1° ottobre 2020 saranno estesi agli Euro 4 e nel 2025 agli Euro 5, ma localmente si possono anche decidere tempi più serrati.
Per capire qualcosa sulla sorte degli Euro 6 (cioè dei modelli in vendita attualmente sul mercato del nuovo), sarà interessante vedere - quando verranno resi noti - i testi degli accordi con Lazio, Campania e Sicilia: quello firmato il 7 giugno per il bacino padano (Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna) non li cita. Dato che in questi mesi le case automobilistiche iniziano a commercializzare esemplari Euro 6D-Temp ed Euro 6D (gli standard antinquinamento imposti dalla Ue dopo il dieselgate che diventeranno obbligatori anche per le nuove immatricolazioni solo da settembre 2019), è probabile che si tenga conto della loro maggior “pulizia” rispetto agli Euro 6A, Euro 6B ed Euro 6C, venduti dal 2014 fino ad ora.
Anche perché le case automobilistiche ne stanno smaltendo gli stock e iniziano ad avere interesse che si sappia quanto finora è stato nascosto al grande pubblico: le Euro 6 non sono tutte uguali. Su www.ilsole24ore.com questo è stato fatto notare quasi due anni fa.
Potrebbe essere seguito l’esempio di Milano, dove il Comune ha già reso nota la programmazione al 2030 (sempre suscettibile di cambiamenti, comunque): le Euro 6 A, B o C che verranno acquistate dal 1° gennaio prossimo saranno equiparate alle Euro 5, quindi chi sarà allettato dai forti sconti con cui non di rado vengono offerte deve sapere che in città si rischia di avere problemi fin dal 2025. Chi queste auto le ha già o le immatricola entro il 31 dicembre prossimo resta libero fino al 2028. Con Euro 6D-Temp ed Euro 6D si può andare avanti fino al 2030.

