Fondazioni liriche

Dicembre già «sold out» alla Scala Meyer: Lascio un teatro più moderno

Il 7 dicembre il Teatro apre la stagione con «La forza del destino» di Verdi. Nel 2024 oltre 43 milioni dai privati e quasi 34 milioni da biglietteria

di Giovanna Mancini

Un’immagine dalle prove dell’opera «La forza del destino», che inaugurerà la stagione scaligera 2024-2025

4' di lettura

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Per trovare un posto libero, bisogna scorrere fino alla data del 2 gennaio, l’ultima di otto repliche, e anche lì la scelta, ormai, è ridotta. «La Forza del destino» di Giuseppe Verdi, che il prossimo 7 dicembre inaugurerà la nuova stagione lirica del Teatro alla Scala di Milano (a cui parteciperà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella), è di fatto quasi completamente sold out. E non è diversa la situazione per i concerti e per «Lo Schiaccianoci» di Rudolf Nureyev che, il 18 dicembre, darà il via alla stagione del Balletto.

Conti in ordine e record di giovani

Perciò il sovrintendente del Teatro, Dominique Meyer, si dice fiducioso che, alla fine dell’anno, i ricavi da biglietteria raggiungeranno lo stesso livello dello scorso anno, 33,8 milioni di euro, una cifra importante, che racconta di un teatro in salute e amato dalla sua comunità, di milanesi e lombardi soprattutto, ma anche di italiani e di tanti stranieri (circa un terzo degli spettatori totali), oltre che di giovani under 35, arrivati ormai a rappresentare un terzo del pubblico (erano il 23% nel 2019). Quest’anno il numero di spettatori potrebbe toccare quota 400mila, con un tasso di riempimento della sala record, al 90%.

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«Lascio un teatro con i conti in ordine, più moderno e giovane», ha detto infatti il sovrintendente ieri mattina, presentando la sua ultima serata inaugurale con questo incarico, che dal prossimo marzo passerà a Fortunato Ortombina, attualmente alla guida della Fenice di Venezia. Diretta da Riccardo Chailly, la Forza del destino è firmata da Leo Muscato, con scene di Federica Parolini, costumi di Silvia Aymonino e luci di Alessandro Verazzi e vedrà sul palco cantanti del calibro di Anna Netrebko, Brian Jagde e Ludovic Tézier.

«Nel 2024 gli incassi medi per serata sono cresciuti ulteriormente - spiega Meyer al Sole 24 Ore -: siamo a circa 240mila euro, contro i 236mila dello scorso anno, mentre nell’ultimo anno prima del Covid, il 2019, eravamo a 194mila». Eppure in questi anni i prezzi dei biglietti non sono aumentati: «Abbiamo semplicemente ridotto il numero di biglietti omaggio e di biglietti svenduti all’ultimo momento», aggiunge. E il pubblico ha risposto positivamente. Altro aspetto importante - che interessa già la nuova stagione 2025 - è il trend di continuo aumento degli abbonamenti: «Siamo tornati ai livelli del 2014, anno dopo il quale era iniziato un progressivo calo, che aveva portato nel 2019 a una perdita del 40% degli abbonati, grazie a formule più agili, pensate per le nuove generazioni di spettatori, ma anche grazie al ritorno dei pacchetti tradizionali, che sono comunque più di 10mila. E la campagna non è ancora chiusa», dice ancora il sovrintendente.

Il ruolo decisivo dei privati

Presenti alla conferenza stampa anche tutti gli sponsor che, ormai da anni, sostengono la serata inaugurale, tra cui Rolex, Bmw Italia e Allianz. E poi Edison, che sostiene anche la «Prima diffusa», iniziativa del Comune che quest’anno vedrà oltre 60 eventi in 37 sedi dall1 all’11 dicembre, con la partecipazione attesa di 10mila persone. E la Rai che, come da tradizione, riprenderà e trasmetterà le immagini in diretta su Rai1 e Radio3.

A loro - che assieme agli altri sostenitori privati contribuiscono ogni anno per circa un terzo a realizzare il bilancio della Scala - va il ringraziamento di Meyer: «Trovo molto positiva questa volontà delle imprese, milanesi ma non solo, di impegnarsi per la Scala. È un fenomeno che non ho visto in altri teatri in giro per il mondo, perlomeno non in questi termini». Quest’anno, nonostante sia mancato l’apporto di un nuovo sponsor privato atteso per il 2024, ma che dovrebbe comunque arrivare nel 2025, il contributo complessivo dei privati ha superato i 43 milioni di euro, grazie anche all’aumento delle risorse provenienti da attività di fund raising, tra cui quelle della Teatro alla Scala Association of America, nata a ottobre del 2023.

«Lascio il mio incarico un po’ dispiaciuto, ma sereno», ammette Meyer. I conti del teatro sono in ordine, come ormai da tradizione della Fondazione scaligera, e dopo l’utile eccezionale del 2023 (8,8 milioni di euro) anche il 2024 si chiuderà con il segno positivo. «Vedremo a consuntivo quanto sarà - dice Meyer, che in questi giorni sta lavorando con la sua squadra alla definizione del budget per il 2025 -. La cosa più importante per un teatro è garantire l’equilibrio economico-finanziario e cercare di dare il massimo della qaulità artistica mantenendo questo equilibrio. Noi ci siamo riusciti».

La «pace sociale» e gli investimenti

Non ci sono solo i numeri a testimoniare i passi avanti fatti negli ultimi anni: «Uno degli aspetti di cui sono più soddisfatto è la pace sociale che ha caratterizzato il teatro questi anni, grazie al rapporto di rispetto che abbiamo instaurato con i lavoratori». Meyer ricorda l’accordo raggiunto con i sindacati durante il Covid, che ha salvato il teatro e i posti di lavoro. e poi i concorsi fatti per completare l’organico del corpo di ballo e del coro e le trattative portate avanti senza scontri.

E poi ci sono gli investimenti portati avanti: quelli per completare la Palazzina di via Verdi, che ha permesso di portare in un unico luogo tutti gli uffici del teatro, ma anche di ospitare una nuova sala prove per i ballerini e una sala per l’orchestra, che sarà agibile dal prossimo gennaio. Quelli per sostituire le poltrone del Piermarini, migliorando l’acustica del teatro, o per sostituire tutti i tablet, ora disponibili in sei lingue, e per realizzare le nuove sedute dei palchi. Infine, i lavori di efficientamento energetico, che già quest’anno permetteranno di ridurre di circa un terzo i consumi e i costi della Fondazione.

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