DiaSorin, nuovi test diagnostici per accelerare negli Usa e in Cina
di Vittorio Carlini
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Da un lato aggredire una nuova fascia di clientela costituita da piccoli ospedali e poliambulatori dei medici consorziati. Dall’altro sfruttare l’innovazione di prodotto come, ad esempio, nel caso del nuovo test diagnostico sulla tubercolosi latente.
Il tutto per, oltre a consolidarsi in Europa, spingere l’acceleratore in Nord America (soprattutto Usa) e Asia (in particolare Cina). Sono tra le priorità strategiche di DiaSorin, presumibilmente presenti nel prossimo piano d’impresa.
La multinazionale di Saluggia (TO), a ben vedere, proprio di recente ha pubblicato i dati contabili del primo trimestre del 2019. Il conto economico è contraddistinto da ricavi e redditività in rialzo. Le vendite nette si sono assestate a 170,8 milioni in aumento, a cambi costanti, dell’1,4% rispetto allo stesso periodo del 2018 (+3,8% a valute correnti). Il Mol e l’utile netto reported, dal canto loro, sono rispettivamente saliti, del 6,6% (+3,4% a valute costanti) e del 5,4%. Infine la marginalità: il rapporto tra Ebitda e ricavi è passato dal 38,5% del 31/3/2018 al 39,6% di fine marzo scorso. Insomma: i dati sono in aumento. Un incremento che, soprattutto in Italia, è stato sostenuto anche dal nuovo test sulla tubercolosi latente.
Innovazione di prodotto
Già, la tubercolosi latente. Si tratta di una procedura diagnostica legata all’accordo con l’olandese Qiagen. Quest’ultima ha sviluppato un nuovo test per individuare la presenza della malattia in soggetti portatori sani. Una condizione, purtroppo, che desta allarme. Tra la popolazione mondiale i decessi per questo virus sono circa 1,5 milioni l’anno. Ebbene Qiagen ha definito un nuovo sistema per la sua diagnosi: il QuantiFERON-Tb. L’accordo con DiaSorin ha previsto lo sviluppo di una tecnologia per la lettura del test medesimo sulla “famiglia” di piattaforme automatizzate della società italiana (denominate Liason). In Europa il kit diagnostico è stato lanciato nel 2018 e risultati positivi si sono riscontrati ad esempio in Italia. DiaSorin, però, punta ai mercati esteri. In primis agli Stati Uniti, dove viene effettuato il più alto numero di test sulla tubercolosi nel mondo. Il gruppo italiano prevede che l’ok della Fda alla sua soluzione arrivi quest’estate. La strategia, a fronte dei minori costi e delle maggiori efficienze del procedimento, è riuscire a convincere gli ospedali a realizzare in “casa” simili analisi (attualmente sono date all’esterno ai grandi laboratori). Inoltre DiaSorin, al di là dell’opportunità di sfruttare il test per aumentare il suo business, sarà in grado di accedere alla base di clienti di Qiagen. Cui evidentemente proporrà, in un’ottica di cross selling, le sue soluzioni.
Ma non è solamente l’immunodiagnostica nella tubercolosi latente. La società di Saluggia ha l’obiettivo di continuare a registrare, essenzialmente nell’ambito delle malattie infettive, nuovi test negli Usa (ad esempio per le epatiti e l’Hiv). Un programma che, evidentemente, punta a spingere il business in quell’area geografica.









