Pietre preziose

Diamanti blu, gli ultimi passaggi in asta e il brivido dell’unsold

Protagonisti di quotazioni milionarie, raramente scendono sotto le sei cifre. Ma può capitare che qualcuno, a sorpresa, resti invenduto

di Teresa Scarale

A sinistra e a destra: The Azure Blue (Christie’s). In centro: Christie’s secondo diamante blu

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Nati dal boro e dalle acque del mare: sono i diamanti blu. Fra i più rari in assoluto del pianeta Terra: costituiscono lo 0,02% di tutti i diamanti colorati, che a loro volta degli incolori sono lo 0,01% (1 su 10.000). Vere e proprie anomalie geologiche, in asta macinano quotazioni milionarie, raramente scendendo al di sotto delle sei cifre.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

"The Ocean Dream" di Christie’s, un diamante fancy vivid blu-verde da 5,5 carati – senza montatura

Le ultime quotazioni

L’ultima asta Magnificent Jewels di Christie’s New York del 9 giugno 2026 ne ha piazzati due, entrambi montati su un anello in platino. Il più importante, «The Azure Blue», 31,62 carati (18,1 grammi), con grado di purezza altissimo (VVS1), è stato aggiudicato a 8.371.000 dollari, in coerenza con la stima pre-vendita di 6,5-8,5 milioni di dollari. «Il più grande diamante fancy blue mai proposto in asta» aveva comunicato Claibourne Poindexter, responsabile dei gioielli per le Americhe di Christie’s, «un diamante blu chiaro fra i più importanti mai apparsi sul mercato negli ultimi anni». L’altro diamante blu ha incassato una cifra analoga, 8.127.000 dollari.

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"The Ocean Dream" di Christie’s, un diamante fancy vivid blu-verde da 5,5 carati

Dal boro e dall’acqua del mare

I diamanti naturali sono blu generalmente grazie a tracce infinitesimali di boro, i cui atomi possono sostituire il carbonio nella struttura cristallina della gemma. Tuttavia, la loro colorazione può anche derivare da difetti strutturali dovuti all’assorbimento selettivo della luce da parte della pietra, all’idrogeno o ad altre tipologie di inclusione. I blu naturali da boro sono classificabili come «Type IIb», dichiara il GIA (Gemological Institute of America). E ne esistono solo poche centinaia. Il boro è abbondante sulla Terra, ma rarissimo nelle sue profondità. I diamanti blu si sono formati fra i 400 e i 660 km al di sotto della superficie terrestre – nella crosta oceanica in subduzione – fra uno e tre miliardi di anni fa, dove era percolato il boro proveniente dagli oceani. La maggior parte degli altri diamanti si forma a 150-200 km di profondità. Sono pietre ancora ricche di mistero, con nuovi studi scientifici sulle inclusioni risalenti solo al 2018 (pubblicati su «Nature»).

Science Diamond Disc Petra, diamante blu

Rinvengono per lo più in Botswana e in Sudafrica (nella celebre miniera Cullinan). In passato, affioravano anche dalla mitica miniera indiana di Golconda, ormai esausta. Da quest’ultima provengono per esempio pietre di qualità museale come il diamante Hope (anche noto come «Blu di Francia»), il Blu Farnese, il Wittelsbach. Ma le scoperte non si fermano, per quanto rare: Petra Diamonds a gennaio 2026 ha annunciato di aver estratto proprio nella Cullinan una pietra grezza da 41,82 carati.

Diamanti blu classificazione dell’intensità del colore

Una scala cromatica senza soluzione di continuità

Il fascino dei «coloured diamonds» risiede anche nel fatto che sono collocabili su una scala cromatica che virtualmente non ha soluzione di continuità. Per dire, basta un nonnulla perché un diamante passi dalla classificazione «blue» a blu-grigio. O all’introvabile green-blue di The Ocean Dream, diamante verde-blu da 5,50 carati, battuto da Christie’s Ginevra il 13 maggio 2026 per 13.567.500 franchi svizzeri (17.366.400 dollari) dopo 20 minuti di competizione. È il diamante fancy vivid blue-green più costoso mai venduto in asta, anche perché è praticamente l’unico nel suo genere, nonché uno degli otto diamanti più rari al mondo. La pietra grezza, rinvenuta negli anni Novanta del Novecento, pesava più di 11 carati.

Articoli invenduti dell'asta di Sotheby's a Ginevra - Diamante "Fancy Vivid Blue" del peso di 6,03 carati, stima: 9.000.000 – 12.000.000 USD

Il mistero dell’invenduto

Alla luce di tutto questo, tanto più stupisce l’incidente di percorso dello scorso 12 maggio da Sotheby’s Ginevra, luogo in cui proprio la stessa casa d’aste aveva venduto nel maggio 2025 la pietra top lot di tutto l’anno: un diamante blu da 10,3 carati, il Mediterranean Blue, capace di incassare l’equivalente di 21,5 milioni di dollari (17,9 milioni di franchi svizzeri), proveniente dalle miniere Cullinan. Proprio un diamante blu con taglio cuscino da 6,03 carati, avrebbe dovuto incassare, secondo le stime degli specialisti della casa d’aste, l’equivalente di 12,3 milioni di dollari. Ma alla fine è andato invenduto, pur essendo un fancy vivid blue, internamente flawless e di tipo IIb, proveniente anch’esso dalla Cullinan in Sudafrica.

Articoli invenduti dell'asta di Sotheby's a Ginevra - Diamante "Fancy Vivid Blue" del peso di 6,03 carati, stima: 9.000.000 – 12.000.000 USD

Né hanno avuto ragione della sua fallita vendita gli indici di mercato, in base ai quali sono stati solo i diamanti blu a tenere le quotazioni nel 2025 (+0,3%, a fronte di una contrazione del livello dei prezzi dell’1% per i «coloured» in generale. Dati Knight Frank).

Quig Bruning, responsabile globale della gioielleria di Sotheby’s, si è poi detto «fiducioso», dichiarando che «sebbene il diamante non abbia trovato un acquirente durante l’asta, siamo ora in trattative con diverse parti interessate».
Cosa non ha funzionato sotto il martelletto?
Voci di settore parlano di un prezzo eccessivo, di una classificazione fancy vivid per una gemma che non è poi così «vivid» (impossibile dirlo a occhio nudo). Altri ancora hanno lamentato la mancanza di una provenienza celebre. La motivazione appare debole, visti anche gli ultimi risultati dei «colleghi» blu, venduti esclusivamente per la loro pura bellezza e qualità. È che le aste in quanto tali non saranno mai del tutto al riparo dal brivido dell’invenduto, così come un investimento non sarà mai – per definizione – privo di rischi.

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