Diabete: come riconoscerlo e capire le diverse caratteristiche
La domanda
Che cos’è il diabete e quali sono le differenze tra tipo 1 e tipo 2?
Risposta: Con il termine Diabete mellito si intende una condizione in cui il glucosio nel sangue aumenta oltre i valori normali tra 70 e 100 mg per 100 millilitri (dl). Il glucosio è una sostanza che apporta energia a tutte le cellule, basti pensare che il solo cervello “brucia” in un solo giorno 120 grammi di glucosio mentre il fabbisogno totale dell’organismo varia tra 180 e 200 grammi al giorno. Durante un’attività fisica moderata, come jogging vengono consumati circa 1-2 grammi di glucosio al minuto. Quando la glicemia a digiuno supera costantemente 126 mg/dl si ha il diabete. Quando i valori superano 180 mg/dl, il glucosio compare nelle urine (glicosuria). Le cause di diabete sono molteplici, ma le forme più frequenti sono il diabete mellito di tipo 1 e il diabete mellito di tipo 2.
Il diabete di tipo 1 riconosce una causa completamente diversa da quella del diabete di tipo 2. Il tipo 1 è una malattia autoimmune cronica in cui il sistema immunitario attacca e distrugge per errore le cellule beta del pancreas, incaricate di produrre insulina. Quando l’insulina manca, il glucosio rimane nel sangue, causando iperglicemia. Quando l’insulina manca, il glucosio rimane nel sangue, causando iperglicemia. Le cause esatte non sono del tutto note, ma si ritiene che il diabete di tipo 1 sia dovuto a fattori genetici e ambientali, come infezioni virali o altri fattori in grado di innescare la risposta autoimmune. In Italia esiste la Legge 15 settembre 2023, n. 130, “Disposizioni concernenti la definizione di un programma diagnostico per l’individuazione del diabete di tipo 1 e della celiachia nella popolazione pediatrica”, che prevede uno screening nazionale (1-17 anni) per individuare gli anticorpi responsabili della distruzione delle cellule che producono insulina. Ciò consente di identificare chi è a rischio prima dell’esordio clinico e ridurre il rischio di chetoacidosi diabetica. Nei soggetti ad alto rischio, la ricerca ha reso disponibili nuovi approcci terapeutici, come i farmaci immunomodulatori, in grado di rallentare o ritardare la comparsa del diabete intervenendo precocemente sul processo autoimmune. Il diabete di tipo 1 può comparire a qualsiasi età, ma colpisce più frequentemente bambini, adolescenti e giovani adulti. In Italia e in Europa, oltre il 60–70% dei casi si manifesta prima dei 20 anni. Può insorgere anche in età adulta, in una forma chiamata Lada (Latent autoimmune diabetes in adults), cioè diabete autoimmune dell’adulto: il Lada ha un esordio più lento e spesso inizialmente viene confuso con il tipo 2.
Nel diabete mellito di tipo 2 gli alti livelli di glucosio nel sangue sono determinati principalmente da due cause: una ridotta sensibilità delle cellule all’insulina (insulino-resistenza) e una diminuita produzione di insulina da parte delle cellule beta del pancreas. In una fase iniziale, le cellule dei tessuti (muscolo, fegato, tessuto adiposo viscerale) diventano resistenti all’insulina e non rispondono bene al segnale dell’ormone: le cellule beta sono quindi costrette a un iperlavoro, producendo più insulina per mantenere la glicemia normale. Si ha quindi una condizione di iperinsulinemia compensatoria. Con il tempo, si verifica l’esaurimento progressivo delle cellule beta, con perdita della loro efficienza e del loro numero, e la secrezione dell’ormone diventa insufficiente. In una fase più avanzata, la produzione di insulina si riduce ulteriormente.
Altri meccanismi contribuiscono in modo significativo all’iperglicemia nel diabete tipo 2: tra questi vi è un difetto del sistema incretinico, che riduce la secrezione insulinica e compromette la regolazione della glicemia; inoltre, vi è un aumentato riassorbimento renale del glucosio, che limita l’eliminazione del glucosio nelle urine e mantiene livelli elevati di glucosio nel sangue. Questi meccanismi si sommano all’insulino-resistenza e al deficit beta cellulare, nel causare o accentuare l’iperglicemia tipica della malattia.