Giustizia

Detto e contraddetto: lo scontro sulla separazione delle carriere

Il Csm ha stroncato la riforma, ma la maggioranza tira dritto. Ecco le voci dei protagonisti a confronto, subito dopo il via libera in prima deliberazione della Camera

di Nicoletta Cottone

Il ministro della giustizia Carlo Nordio al Senato, durante il Question time. Roma, 5 dicembre 2024

3' di lettura

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Sulla separazione delle carriere dei magistrati la maggioranza ha tirato dritto nonostante l’allarme lanciato del Csm, che ha stroncato la riforma. Mesi di ping pong a Montecitorio sul disegno di legge costituzionale che introduce la separazione della carriere nella magistratura, ora il via libera della Camera in prima deliberazione. La riforma ha ottenuto 174 voti favorevoli, 92 contrari, 5 astenuti. Azione e Più Europa hanno votato a favore della riforma, Italia viva si è astenuta. Il testo passa ora al Senato per il secondo voto della prima lettura. A cui poi, trascorsi almeno tre mesi, dovranno seguire i voti di Montecitorio e palazzo Madama, in quanto le modifiche alla Costituzione hanno una procedura di approvazione aggravata. Ecco le voci dei protagonisti a confronto.

Meloni, separazione per rafforzare la terzietà del giudice

«La separazione delle carriere serve a rafforzare la terzietà del giudice, ma al di là del merito, mi stupisce sempre il tono apocalittico col quale si risponde a qualsiasi tentativo di riforma della giustizia, come se fosse un attacco: vuol dire escludersi dalla possibilità di dibattito per collaborare, e impedisce il contributo positivo che può arrivare dai vertici della magistratura»

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Giorgia Meloni, 9 gennaio 2025

Csm: non si comprende come possa contribuire a qualità ed efficienza

«La separazione delle carriere non trova riscontro nella giurisprudenza costituzionale, non si comprende come possa contribuire a migliorare qualità ed efficienza della giurisdizione»

Parere critico votato dal Csm, 8 gennaio 2025

Nordio: la separazione delle carriere non è lesa maestà

«Non posso accettare un processo alle intenzione o una censura. In questa riforma non c’è nessuna lesione di maestà o blasfemia»

Carlo Nordio, ministro della Giustizia, 15 gennaio 2025

Riforma Giustizia, Nordio: "Separazione carriere non è lesa maestà né blasfemia"

Schlein: insofferenza verso equilibrio dei poteri

«Noi riteniamo che la separazione delle carriere, oltre a non risolvere i problemi della giustizia, sia l’anticamera della sottomissione dei magistrati all’Esecutivo e comprometta il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale»

Elly Schlein, segretaria del Pd, 11 maggio 2024

Santalucia (Anm): è uno strappo al tessuto costituzionale

«Crediamo che una riforma della Costituzione non solo non sia necessaria, per nulla necessaria, ma addirittura sia dannosa, uno strappo a quel tessuto costituzionale che ci ha retto per tutti questi anni si crea uno squilibrio tra i poteri dello Stato per gli argomenti che spenderemo in tutte le sedi possibili come abbiamo fatto finora».

Giuseppe Santalucia, presidente Associazione nazionale magistrati, 13 gennaio 2025

Casciaro (Anm): indebolisce e rende controllabile il pm

«Allontanare il pm dalla giurisdizione serve solo a renderlo controllabile, indebolendo la possibilità di indagini nei confronti dei potenti, che poi è la linea di tendenza che mi pare di poter cogliere in filigrana in alcune delle riforme già varate e altre in corso di approvazione»

Salvatore Casciaro, segretario generale dell’Associazione nazionale magistrati, 15 gennaio 2025

Salvini: fondamentale separazione delle carriere e responsabilità civile delle toghe

«La separazione delle carriere e la responsabilità civile dei magistrati, di chi sbaglia con dolo, è fondamentale»

Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture, 22 dicembre 2024

Calderone: oggi scriviamo storia e realizziamo il sogno di Berlusconi

«Oggi scriviamo la storia e realizziamo il sogno del presidente Berlusconi a tutela di tutti i cittadini. Dopo 35 anni ce l’abbiamo fatta e il giudice è finalmente terzo»

Tommaso Calderone, deputato Forza Italia, 16 gennaio 2025

De Raho: vogliono indebolire pm e giudici

«Vogliono indebolire Pm e giudici e assoggettare i Pm al potere esecutivo, esattamente come avviene in tutti i paesi in cui le due carriere sono separate»

Federico Cafiero De Raho, deputato M5s ed ex procuratore generale antimafia, 15 gennaio 2025

Bonelli: si vuole subordinare il pm all’Esecutivo

«Non è pensato per migliorare il funzionamento della giustizia, ma per subordinare il pubblico ministero al controllo dell’Esecutivo»

Angelo Bonelli, deputato Alleanza verdi e sinistra, 16 gennaio 2025

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