Destinazione Osaka: nell’anno di Expo 2025, uno store mondo
A pochi giorni dall’inaugurazione dell’Esposizione Universale, una boutique che crea connessioni urbane intrecciando caffè, piante, tablewear e abbigliamento minimal giapponese.
di Lisa Corva
3' di lettura
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Circa 150 Paesi partecipanti e più di 28 milioni di visitatori attesi. E un titolo che guarda lontano, Designing Future Society for Our Lives, ovvero progettare la società futura per le nostre vite: è il tema scelto per l’Expo 2025 di Osaka, che aprirà il 13 aprile (fino al 13 ottobre) sull’isola artificiale di Yumeshima. Un tema che Biotop, lo store-mondo con sede a Osaka – ma anche a Tokyo e Fukuoka –, riassume perfettamente: si tratta di un negozio, ma anche di una caffetteria, e propone, accanto a felpe e sneakers, fiori e piante.
L’interior è stato curato dallo studio Suppose Design Office di Hiroshima: gli architetti descrivono i loro progetti con termini così delicati da sembrare haiku, i brevi componimenti poetici giapponesi, e per Biotop a Osaka hanno scelto come titolo (perché tutti i loro lavori hanno un titolo), Junction with the cityscape, collegamento e incrocio con il paesaggio urbano. Innanzitutto perché Biotop si trova proprio a un incrocio di strade, e poi perché «il nome suggerisce uno spazio che racchiude un ecosistema vivente, e infatti si tratta di un concept store a uso misto. Il quartiere dove si trova, Minamihorie, era tradizionalmente sede di produzione di mobili, ma poi i grandi edifici commerciali costruiti intorno alla stazione ferroviaria di Umeda avevano messo in ombra il commercio a livello stradale.
Il negozio, invece, dopo la ristrutturazione ha reinfuso energia nel quartiere. Il piano terra è immerso nel verde lussureggiante della parte dedicata a piante e fiori. Il caffè è all’angolo e invita all’interazione. Il piano terra e il primo piano sono focalizzati sull’abbigliamento, sulla cura di sé, sul lifestyle, mentre sul tetto c’è un bistrot green. Volevamo creare un passaggio fluido dall’interno verso l’esterno, dal privato al pubblico, offrendo la possibilità di nuovi tipi di esperienze, creando continuità tra cose ritenute separate. E quindi anche tracciare una linea che va dai vestiti che si indossano al caffè che si sorseggia, alle piante che ci circondano: per un nuovo paesaggio urbano».
Nel negozio si possono trovare i look romantici della danese Cecilie Bahnsen, i top e le maglie tricottati dell’austriaca Christina Seewald (da 220 euro). Le borse luxury di The Row, delle gemelle americane Ashley e Mary-Kate Olsen (da 3.300 euro). E, ovviamente, alcuni brand giapponesi da scoprire: le giacche destrutturate di Comoli (da 500 euro), i capi timeless e le felpe hoodie di A. Presse (da 280 euro), gli occhiali da sole di Eyevan, il casual look di visvim. Poi Aeta, un marchio minimalista di accessori in pelle e zaini (da 190 euro) provenienti proprio da Osaka, gli zaini jap di Porter Yoshida (da 400 euro) e Sunsea per i trench leggerissimi (da 400 euro).
Per un’immersione nei profumi ci sono le Carte d’Armenia dell’Officina di Santa Maria Novella, da usare nelle camere d’albergo. Le fragranze di Perfumer H, dell’inglese Lyn Harris: comoda la collezione da viaggio di 5 flaconcini diversi, con nomi evocativi come Ink, Raincloud, Smoke (156 euro). Ma anche le suggestioni coreane di Nonfiction (profumo da 123 euro; crema per le mani 19 euro). Se siete in viaggio e avete dimenticato il pigiama, ci sono quelli di Tekla, in morbido cotone (da 300 euro). Per camminare nei labirinti dell’Expo, Birkenstock e Converse (da 87 euro, con una collezione dedicata Biotop). E si è pronti per uscire e scoprire nuovi incroci di paesaggi urbani.






