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Despar Italia, ricavi 2026 a 4,7 miliardi e investimenti per 55 milioni

Nei piani prevista l’apertura di 36 negozi e un restyling per 45 supermercati

di Enrico Netti

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Nel 2025 il fatturato di Despar Italia, società consortile cui fanno capo le insegne Despar, Eurospar e Interspar, ha raggiunto i 4,64 miliardi di euro con un aumento del 3,3% sull’anno precedente.

«Per il 2026 la crescita prevista è del 3,5% e supereremo i 4,7 miliardi di ricavi – spiega Filippo Fabbri, direttore generale di Despar Italia –. Il piano di sviluppo tra tre anni prevede il raggiungimento dei 5 miliardi di fatturato con la presenza di circa 1.500 punti vendita tra negozi di prossimità, supermercati e ipermercati». La società è presente in Italia in 17 regioni con 1.382 punti vendita di cui 422 diretti e i restanti indiretti. Gli imprenditori affiliati sono 750, gestiscono 960 punti vendita che hanno generato un fatturato al pubblico di 1,6 miliardi di euro.

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Il 65% delle vendite 2025 è stato realizzato nei negozi di proprietà, il resto dagli affiliati. In particolare il 34% è generato dai negozi di prossimità Despar, quelli con un’area di vendita fino a 800 metri quadri. Il 39% arriva dagli Eurospar, supermercati di media dimensione compresi tra 800 e 2.000 mq, mentre il 27% è stato generato dagli Interspar, punti vendita di grande superficie con oltre i 2mila metri quadrati.

Nel corso di quest’anno verranno investiti poco più di 55 milioni per lo sviluppo della presenza commerciale sul territorio e per rinnovare la rete di vendita. I piani prevedono l’apertura di 36 nuovi negozi e la ristrutturazione di altri 45 supermercati. Un rallentamento rispetto al 2025 quando ci sono state 102 aperture e una trentina di restyling. Questa espansione ha coinvolto tutti i territori presidiati dall’Insegna con particolare vivacità nell’area del Nord Ovest e nel Centro Sud, ponendo l’attenzione all’evoluzione dell’assortimento con una particolare attenzione sui prodotti freschi, prodotti a marchio e sulle eccellenze locali.

«Ora puntiamo su Piemonte e Liguria, Emilia Romagna, Puglia, Calabria e Sicilia – continua il direttore generale –. Si tratta prevalentemente di operazioni di conversione di piccoli imprenditori locali che entrano nella nostra rete o dell’apertura di nuovi punti vendita. Saranno soprattutto negozi di prossimità con l’insegna Despar».

Come tutte le attività che dipendono massicciamente dalla logistica, i cui costi incidono per il 2-4%, la Gdo si trova a gestire una fase critica legata all’aumento del greggio. «Anche noi stiamo navighiamo a vista e non abbiamo rivisto i budget – spiega Fabbri –. Per il momento cerchiamo di assorbire gli extra costi del gasolio mentre l’industria e i copacker (le società che producono per la marca del distributore ndr) dicono che ci potranno essere aumenti dei listini».

Un clima più complicato rispetto a quello del 2025 in cui Despar ha visto aumentare a valore la quota del prodotto a marchio che ha raggiunto il 24,3%, superiore al 23,1% (fonte NielsenIq) della media del mercato totale della Mdd in Italia, posizionando la società tra le prime cinque insegne per quota di mercato nella private label. Le vendite dei prodotti a marchio Despar hanno superato 1,1 miliardi di euro, registrando un incremento a valore del 4,6% con performance positive anche sul fronte dei volumi. «Nel 2026 l’obiettivo è di un incremento del fatturato della Mdd di almeno il 4,5% – rimarca il dg –. Oltre ai nuovi prodotti e al restyling dell’offerta i focus sono sui segmenti specializzati e premium, oltre che sulla linea convenienza. Così possiamo rispondere a bisogni di consumo sempre più diversificati e consolidare ulteriormente le nostre prospettive di crescita».

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