La Ca’ Granda in via Festa del Perdono 7 è il contenitore più denso di architettura dell’intera settimana, con oltre quaranta installazioni distribuite tra cortili, portici e aule. Il programma - parte di un format espositivo che dal 2008 raduna ogni anno architetti di scala internazionale e aziende d’avanguardia per una mostra diffusa nei cortili storici dell’ateneo e promosso dalla rivista Interni - è aperto fino al 30 aprile, quindi visitabile anche dopo la chiusura del Salone. Alcuni esempi di ciò che si può visitare: Ceramics Forged in Light, firmata da Snøhetta per VitrA: una struttura di sei metri per cinque che evoca gli antichi bagni pubblici, con oculi nel soffitto che filtrano la luce su bacini e superfici ceramiche e una piscina riflettente al centro. Il tema è il riciclo come estetica: VitrA ha sviluppato piastrelle in porcellana con contenuto riciclato al 100%. Pochi passi e si arriva a 365 di Meneghello Paolelli Associati per Gibus: la pergola bioclimatica Velvet (alluminio estruso, copertura retrattile a due gradi di libertà) trasformata in una riflessione sull’outdoor come stanza permanente. Ancora: KIRI³ rappresenta il contributo forse più radicale dell’intera settimana sul fronte della ricerca materica: un cubo di quattro metri costruito da MM Design e Xlam Dolomiti in SUPERTIMBER, materiale nuovo che farà molto parlare di sé, brevettato dalla densificazione industriale del legno di Paulownia, l’albero a crescita più rapida al mondo, con impronta di carbonio negativa e resistenza meccanica paragonabile all’acciaio. La struttura reticolare è costruita senza rivestimenti né finiture: il materiale parla da solo. «KIRI³ è la dimostrazione che il futuro delle costruzioni passa attraverso materiali che non solo rispettano l’ambiente, ma lo rigenerano attivamente», afferma Alex Terzariol, fondatore di MM Design.
Al centro del Cortile d’Onore si incontra Mater, di Alessandro Scandurra con Holcim Italia: una struttura circolare di sedici metri di diametro costruita con macerie rigenerate, nata dall’esperienza diretta dell’architetto nella ricostruzione delle scuole in Ucraina. Le rovine, raccolte e ricomposte su uno scheletro metallico, generano un anello che è insieme rovina e architettura, limite e protezione, con una seduta circolare in calcestruzzo all’interno e una piattaforma centrale leggermente sospesa. «Ho conosciuto la guerra da bambino, in Libano. Oggi l’ho rincontrata lavorando alla ricostruzione delle scuole in Ucraina — spiega Scandurra —. Mater nasce dalla consapevolezza che anche ciò che è distrutto può tornare a essere fondamenta». Sempre nel Cortile d’Onore, Michele De Lucchi con AMDL Circle porta Tracce di cura per Zambon: una piccola architettura abitabile con quattro snodi espositivi, ispirata alle sue Architetture Ideografiche, che mette in dialogo la precisione dell’alluminio composito con sculture in gesso lavorate a mano, dove silhouette femminili abitano le nicchie rifinite nel colore Burgundy.
Si percorre poi il Loggiato Est per incontrare Light Knot Progression, gesto architettonico spettacolare: 280 metri di installazione luminosa firmata da BIG - Bjarke Ingels Group per Artemide, che attraversano undici campate del colonnato rinascimentale con nodi in alluminio e strip LED che si sviluppano da geometrie semplici fino a intrecci sempre più complessi, richiamando i nodi della tradizione cinese. Ancora: nel Cortile del ‘700, Piero Lissoni realizza UN_Material per Sanlorenzo: le sezioni trasversali in scala reale dell’imbarcazione heritage SHE, rivestite di tessuto semitrasparente, ricostruiscono la forma dello scafo in un contesto radicalmente diverso da quello marino. Nell’Aula Magna, MAD Architects, lo studio di Ma Yansong, firma per Canva un ambiente immersivo in cui luce, colore e intelligenza artificiale si intrecciano in uno spazio che muta con la presenza del visitatore. All’Orto Botanico di Brera, altra sede del format, sempre aperta fino al 30 aprile, l’architetta franco-libanese Annabel Karim Kassar ha realizzato Garden of the Hesperides per Rubner Haus e ABS Group: un portico in legno di abete certificato PEFC lungo 16 metri che percorre il viale principale guidando i visitatori verso una meridiana simbolica, con componenti progettate per essere riassemblate dopo lo smontaggio. Ancora: Ico Migliore, con il suo studio Migliore+Servetto, firma alla Statale, nel Cortile d’Onore, Busan Echoes è un paesaggio risonante realizzato per la città di Busan, in cammino verso il titolo di World Design Capital 2028, in cui elementi sonori ispirati alla tradizione coreana degli ottoni creano una polifonia attivata dal movimento e dal tocco dei visitatori. Un incarico che ha radici profonde: lo studio ha già firmato il Blue Line Park a Busan nel 2020, cinque chilometri di parco pubblico ricavati dalla riconversione di una ferrovia dismessa.
Uscendo dalla cornice della Statale, a Palazzo Visconti in via Cino del Duca 8, nel Durini Design District, sempre Migliore+Servetto porta Monochrome Affinity. Chapter 2 per Neutra, azienda specializzata nella lavorazione di marmi e pietre naturali: un percorso immersivo al primo piano del palazzo settecentesco in cui il marmo è il vero protagonista, indagato attraverso il colore e la materia in un viaggio multisensoriale costruito sul concetto di divergenze. Visitabile fino al 27 aprile. All’ADI Design Museum in Piazza Compasso d’Oro 1 (M5 Monumentale) per GooDesign Cities: l’architetto Massimiliano Mandarini presenta con Vaillant e REair il primo prototipo italiano di rifugio climatico, struttura sostenibile e replicabile come risposta concreta alle ondate di calore urbane. La tecnologia fotocatalitica eCoating di REair, applicata sulle superfici interne ed esterne, ha proprietà autopulenti e disinquinanti. L’obiettivo dichiarato è un modello scalabile di rigenerazione urbana, non un oggetto speculativo. Nel Cortile d’Onore di Palazzo Litta in corso Magenta 24, nell’ambito di MoscaPartners Variations, l’architetta libanese Lina Ghotmeh, nota per la ristrutturazione del British Museum e il Gold Award all’Expo di Osaka, firma Metamorphosis in Motion, suo debutto all’aperto in Italia. Un ecosistema spaziale vivente in cui il corpo del visitatore diventa parte della composizione: il cortile smette di essere un passaggio per diventare quello che Ghotmeh chiama «un regno intermedio progettato per intensificare l’esperienza». Infine, in piazza Cordusio, Michele Perlini firma Equilibria per EuroDesign e KIHOM: grandi bastoncini di abete certificato si intrecciano ispirandosi al gioco dello shangai, con un unico elemento rosso su cilindro a specchio come fulcro concettuale. Perlini presidia questa piazza da diverse edizioni: ogni anno un sistema diverso, stesso luogo, stessa sottrazione come metodo.