Architettura & Design

Dentro e fuori il Salone, cosa non perdere

Prototipi arditi, futuri progetti, occasioni di test su materiali, tecnologie e sistemi costruttivi difficili da sperimentare su scala reale. Le installazioni invadono Milano, all’interno della Fiera e tra vie e cortili della città. Una panoramica (e qualche consiglio) su cosa sarebbe interessante visitare (in alcuni casi, c’è tempo anche fino al 30 aprile)

di Maria Chiara Voci

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Il mondo dell’architettura e del design si intreccia a Salone del Mobile e alla Design Week con un’intensità sempre più spinta, che esce dai format consueti (in primis, quello della Statale di Milano) per dare vita a nuove installazioni e progetti. Non si tratta solo di collaborazioni dirette per il disegno di nuovi prodotti. Le aziende cercano nell’architetto una garanzia di coerenza progettuale e di posizionamento culturale; gli studi trovano nel rapporto con l’industria un’opportunità di ricerca applicata - su materiali, tecnologie, sistemi ambientali - che il solo mercato dell’architettura tradizionale fatica a offrire. Ne nascono visioni progettuali virtuose, che possono sbocciare in embrioni di futuri progetti, occasioni sempre più importanti per il mondo progettuale anche di fare test su materiali, tecnologie e sistemi costruttivi che non avrebbero occasione di sperimentare su scala reale. In questo articolo cerchiamo di darvi qualche spunto (non esaustivo, vista la quantità ampia di installazioni che invadono Milano) su cosa potrebbe essere interessante visitare (in alcuni casi, c’è tempo anche fino al 30 aprile).

Partiamo da una premessa. A spingere sull’accelerazione del legame architettura-design è lo stesso Salone che ha affidato allo studio di architettura OMA di Rem Koolhaas con David Gianotten il Masterplan di Salone Contract: non un’installazione, non un allestimento, ma un incarico pluriennale per ridisegnare la struttura stessa della manifestazione in risposta alla crescente complessità del mercato contract globale. Il progetto, concepito come piattaforma di ricerca a lungo termine piuttosto che come formato espositivo tradizionale, debutterà nella sua forma completa nel 2027: nel 2026 alcune iniziative (fra tutte, la lectio magistralis di Koolhaas) fanno sa premessa. «Fin dal XIX secolo, le Esposizioni Universali hanno funzionato come laboratori sperimentali — ha dichiarato Koolhaas —. Oggi Salone Contract rappresenta una declinazione contemporanea di questa funzione: uno spazio per osservare come l’industria e la cultura del design si adattino a un contesto geopolitico e di mercato sempre più complesso». È la prova che il ruolo dell’architetto nella fiera non è più confinato allo spazio espositivo: è diventato strutturale.

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Dentro il Salone del Mobile

La collaborazione fra architetti (più o meno noti anche fuori dal settore) e le aziende è un leit-motive di tutta l’edizione. Simbolo di un prodotto che è anche, in verità, una installazione è OLTRE, la cucina da esterno che CRA - Carlo Ratti Associati ha disegnato per Veneta Cucine. Il progetto nasce da una collaborazione avviata alla Biennale di Architettura di Venezia 2025 — curata dallo stesso Ratti sul tema dell’intelligenza naturale, artificiale e collettiva — e trasla quella riflessione in un oggetto destinato al mercato. «Con gli ingredienti alimentari la natura entra in casa attraverso la cucina — afferma Ratti —. Con Oltre è la cucina a entrare nella natura». La forma segue il profilo del terreno e della vegetazione circostante, adattabile tanto agli ambienti aperti quanto a quelli interni. Sempre a Rho, il padiglione Beko a Eurocucina è stato firmato da MCA - Mario Cucinella Architects. La sfida: tenere insieme quattro marchi distinti — Whirlpool, Hotpoint, Beko e Bauknecht — ciascuno con il proprio posizionamento, all’interno di un sistema spaziale unitario. La soluzione è un velario tessile sospeso e ondulato che diffonde una luce morbida. «Una nuvola bianca che tiene insieme questi brand così diversi», come l’ha definita lo stesso architetto. I materiali sono selezionati secondo logiche di riuso e riciclo, con un piano di restituzione post-evento già concordato: il tessuto sarà recuperato e re-immesso nel ciclo produttivo, donato alla compagnia la Fortezza teatrale di Armando Punzo, leone alla carriera, che lavora nel carcere di Volterra. Ancora: nello stand di Nardi Raffaello Galiotto - designer che firma tutta la produzione outdoor dell’azienda vicentina - ha costruito Fuori le mura: un concept ispirato alle città murate del Mediterraneo che rovescia la logica espositiva tradizionale. I prodotti si scoprono dall’alto, affacciandosi dalle mura di una città mediterranea riprodotta in fiera, con una parte rialzata centrale accessibile tramite scale. Il punto di vista cambia, e con esso cambia il modo di leggere l’arredo outdoor. Lo stand di Acua, nuovo brand di rubinetteria fondato da Alberto Cristina, esordisce in uno spazio allestito da Naomi Hasuike, che ha già ricevuto l’ADI Booth Design Award al Cersaie 2025 per lo stesso progetto espositivo: un caso raro di allestimento premiato per la sostenibilità e rimontato integralmente in un contesto fieristico diverso. Legno e sughero come materiali prevalenti, per un’esperienza immersiva e autenticamente ecofrinedly.

Al fuorisalone

L’apice delle sperimentazioni si raggiunge nelle installazioni della Design Week. La prima tappa, in un percorso che abbiamo immaginato per chi è interessato ad architettura e desing, è CAMERA — Inside the Lens, la micro-architettura di Progetto CMR, studio fondato da Massimo Roj, realizzata per MoDesign con Finsa come main partner e iGuzzini, Schüco, AGC e altri tra i partner tecnici. Visitabile fino a domenica tra Corso Vittorio Emanuele II e Piazza San Babila, è un volume compatto in legno ispirato alla geometria di un obiettivo fotografico: diaframmi concentrici, proporzioni calibrate, una geometria che orienta lo sguardo verso un punto preciso. L’esperienza è volutamente analogica (nessuno schermo, nessuna mediazione digitale) e offre al visitatore uno spazio di sospensione che incornicia uno scorcio unico sul Duomo, invitandolo a riscoprire la qualità dello sguardo diretto sulla città. Un progetto pensato inizialmente per l’ospitalità outdoor e il glamping, ma che si rivela anche come dispositivo urbano capace di generare relazioni e consapevolezza dello spazio. Nel cortile della storica sede del Corriere della Sera, ancora MCA firma Città delle Idee, commissionata da Corriere della Sera con Living e Abitare per i 150 anni del quotidiano. È il terzo capitolo di una ricerca continuativa di Cucinella su questo spazio, dopo Città Miniera nel 2024 e Città Paradiso, e la coerenza del percorso è essa stessa un fatto progettuale: ogni edizione approfondisce il tema della città sostenibile con un sistema costruttivo diverso. Questa volta quasi 700 moduli assemblati a secco e stampati in 3D con una malta cementizia sviluppata da Heidelberg Materials si diradano progressivamente per definire al centro un’agorà. Dopo la Design Week, i moduli verranno smontati e riutilizzati.

La Ca’ Granda in via Festa del Perdono 7 è il contenitore più denso di architettura dell’intera settimana, con oltre quaranta installazioni distribuite tra cortili, portici e aule. Il programma - parte di un format espositivo che dal 2008 raduna ogni anno architetti di scala internazionale e aziende d’avanguardia per una mostra diffusa nei cortili storici dell’ateneo e promosso dalla rivista Interni - è aperto fino al 30 aprile, quindi visitabile anche dopo la chiusura del Salone. Alcuni esempi di ciò che si può visitare: Ceramics Forged in Light, firmata da Snøhetta per VitrA: una struttura di sei metri per cinque che evoca gli antichi bagni pubblici, con oculi nel soffitto che filtrano la luce su bacini e superfici ceramiche e una piscina riflettente al centro. Il tema è il riciclo come estetica: VitrA ha sviluppato piastrelle in porcellana con contenuto riciclato al 100%. Pochi passi e si arriva a 365 di Meneghello Paolelli Associati per Gibus: la pergola bioclimatica Velvet (alluminio estruso, copertura retrattile a due gradi di libertà) trasformata in una riflessione sull’outdoor come stanza permanente. Ancora: KIRI³ rappresenta il contributo forse più radicale dell’intera settimana sul fronte della ricerca materica: un cubo di quattro metri costruito da MM Design e Xlam Dolomiti in SUPERTIMBER, materiale nuovo che farà molto parlare di sé, brevettato dalla densificazione industriale del legno di Paulownia, l’albero a crescita più rapida al mondo, con impronta di carbonio negativa e resistenza meccanica paragonabile all’acciaio. La struttura reticolare è costruita senza rivestimenti né finiture: il materiale parla da solo. «KIRI³ è la dimostrazione che il futuro delle costruzioni passa attraverso materiali che non solo rispettano l’ambiente, ma lo rigenerano attivamente», afferma Alex Terzariol, fondatore di MM Design.

Al centro del Cortile d’Onore si incontra Mater, di Alessandro Scandurra con Holcim Italia: una struttura circolare di sedici metri di diametro costruita con macerie rigenerate, nata dall’esperienza diretta dell’architetto nella ricostruzione delle scuole in Ucraina. Le rovine, raccolte e ricomposte su uno scheletro metallico, generano un anello che è insieme rovina e architettura, limite e protezione, con una seduta circolare in calcestruzzo all’interno e una piattaforma centrale leggermente sospesa. «Ho conosciuto la guerra da bambino, in Libano. Oggi l’ho rincontrata lavorando alla ricostruzione delle scuole in Ucraina — spiega Scandurra —. Mater nasce dalla consapevolezza che anche ciò che è distrutto può tornare a essere fondamenta». Sempre nel Cortile d’Onore, Michele De Lucchi con AMDL Circle porta Tracce di cura per Zambon: una piccola architettura abitabile con quattro snodi espositivi, ispirata alle sue Architetture Ideografiche, che mette in dialogo la precisione dell’alluminio composito con sculture in gesso lavorate a mano, dove silhouette femminili abitano le nicchie rifinite nel colore Burgundy.

Si percorre poi il Loggiato Est per incontrare Light Knot Progression, gesto architettonico spettacolare: 280 metri di installazione luminosa firmata da BIG - Bjarke Ingels Group per Artemide, che attraversano undici campate del colonnato rinascimentale con nodi in alluminio e strip LED che si sviluppano da geometrie semplici fino a intrecci sempre più complessi, richiamando i nodi della tradizione cinese. Ancora: nel Cortile del ‘700, Piero Lissoni realizza UN_Material per Sanlorenzo: le sezioni trasversali in scala reale dell’imbarcazione heritage SHE, rivestite di tessuto semitrasparente, ricostruiscono la forma dello scafo in un contesto radicalmente diverso da quello marino. Nell’Aula Magna, MAD Architects, lo studio di Ma Yansong, firma per Canva un ambiente immersivo in cui luce, colore e intelligenza artificiale si intrecciano in uno spazio che muta con la presenza del visitatore. All’Orto Botanico di Brera, altra sede del format, sempre aperta fino al 30 aprile, l’architetta franco-libanese Annabel Karim Kassar ha realizzato Garden of the Hesperides per Rubner Haus e ABS Group: un portico in legno di abete certificato PEFC lungo 16 metri che percorre il viale principale guidando i visitatori verso una meridiana simbolica, con componenti progettate per essere riassemblate dopo lo smontaggio. Ancora: Ico Migliore, con il suo studio Migliore+Servetto, firma alla Statale, nel Cortile d’Onore, Busan Echoes è un paesaggio risonante realizzato per la città di Busan, in cammino verso il titolo di World Design Capital 2028, in cui elementi sonori ispirati alla tradizione coreana degli ottoni creano una polifonia attivata dal movimento e dal tocco dei visitatori. Un incarico che ha radici profonde: lo studio ha già firmato il Blue Line Park a Busan nel 2020, cinque chilometri di parco pubblico ricavati dalla riconversione di una ferrovia dismessa.

Uscendo dalla cornice della Statale, a Palazzo Visconti in via Cino del Duca 8, nel Durini Design District, sempre Migliore+Servetto porta Monochrome Affinity. Chapter 2 per Neutra, azienda specializzata nella lavorazione di marmi e pietre naturali: un percorso immersivo al primo piano del palazzo settecentesco in cui il marmo è il vero protagonista, indagato attraverso il colore e la materia in un viaggio multisensoriale costruito sul concetto di divergenze. Visitabile fino al 27 aprile. All’ADI Design Museum in Piazza Compasso d’Oro 1 (M5 Monumentale) per GooDesign Cities: l’architetto Massimiliano Mandarini presenta con Vaillant e REair il primo prototipo italiano di rifugio climatico, struttura sostenibile e replicabile come risposta concreta alle ondate di calore urbane. La tecnologia fotocatalitica eCoating di REair, applicata sulle superfici interne ed esterne, ha proprietà autopulenti e disinquinanti. L’obiettivo dichiarato è un modello scalabile di rigenerazione urbana, non un oggetto speculativo. Nel Cortile d’Onore di Palazzo Litta in corso Magenta 24, nell’ambito di MoscaPartners Variations, l’architetta libanese Lina Ghotmeh, nota per la ristrutturazione del British Museum e il Gold Award all’Expo di Osaka, firma Metamorphosis in Motion, suo debutto all’aperto in Italia. Un ecosistema spaziale vivente in cui il corpo del visitatore diventa parte della composizione: il cortile smette di essere un passaggio per diventare quello che Ghotmeh chiama «un regno intermedio progettato per intensificare l’esperienza». Infine, in piazza Cordusio, Michele Perlini firma Equilibria per EuroDesign e KIHOM: grandi bastoncini di abete certificato si intrecciano ispirandosi al gioco dello shangai, con un unico elemento rosso su cilindro a specchio come fulcro concettuale. Perlini presidia questa piazza da diverse edizioni: ogni anno un sistema diverso, stesso luogo, stessa sottrazione come metodo.

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