«La reazione post-covid nelle compravendite è stata formidabile - spiega la vicepresidente di Fimaa Trentino (mediatori e agenti d’affari) Roberta Roseano - e si è vista una crescita di quasi il 40%, a ridosso delle 800mila transazioni annue. Ora siamo in una fase di riflessione, con trattative meno toniche nel primo trimestre, anche se pur sempre oltre i livelli del 2019».
Nodo dei costi che impatta soprattutto sui giovani, che diventano proprietari solo di rado: posto a 100 il numero di case, solo il 6% è di proprietà di soggetti under 35.
«Di fronte ad un tema di scarsità di giovani - aggiunge Poli - quello che dovremmo fare è cercare di coccolarli, mentre in Italia si fa esattamente il contrario. Se non si pone un limite alla precarietà e ai lavori a tempo determinato diventa impossibile pianificare un futuro e dare stabilità alla propria vita».
Altro nodo che già oggi modifica l’assetto delle città è il boom degli affitti brevi, transazioni dedicate a turisti che di fatto svuotano il bacino degli affitti “standard”, con un impatto evidente sui prezzi, come si vede anche nelle recenti proteste degli studenti universitari in tutta Italia.
«Occorre fare un pensiero lungo - chiarisce Poli - e provare a immaginare l’impatto delle politiche che adottiamo, in funzione degli obiettivi da raggiungere. Alla nostra politica in effetti manca una capacità di visione, che parlando di città e assetto immobiliare sarebbe invece quanto mai necessaria».