Delega fiscale, scacco in 10 mosse ai 1.153 miliardi di crediti ex Equitalia incagliati
Con la riforma in arrivo somme inesigibili cancellate automaticamente dopo 5 anni e possibilità di affidarle a un altro agente con commissione del 30%
di Marco Mobili
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I punti chiave
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Semplificare e migliorare l'efficienza della riscossione. Obiettivo non più rinviabile visto che i crediti incagliati dell'agente pubblico della riscossione pesano sul magazzino della ex Equitalia per 1.153 miliardi. Ci sono in sostanza 170 milioni di cartelle di pagamento che riguardano 290 milioni di singoli crediti affidati ad agenzia delle Entrate Riscossione (Ader) con l'intento di far saldare il conto con il fisco a 23 milioni di debitori.
Magazzino della riscossione e credibilità del sistema
Al netto di rottamazioni, saldi e stralci, debitori falliti, deceduti, nullatenenti, soggetti ad azione esecutive o a rate su dilazioni revocate, gli Npl di Stato (o degli enti locali che si sono affidati al concessionario pubblico della riscossione) al 31 dicembre 2022 ammontano a 114,18 milioni di euro: si tratta di quegli importi che hanno più chance di essere recuperati. Ma non è solo una questione di numeri e contabilità pubblica. C'è un tema serio di credibilità dell'intero sistema. A cosa serve inseguire gli evasori se poi il frutto del contrasto all'evasione lo Stato non riesce a incassarlo o meglio a riscuoterlo?
Si parte con la pianificazione
Per rispondere a queste domande il governo ha inserito nella delega fiscale un piano mirato in 10 mosse per aggredire “il mostro” dei ruoli inesigibili e, come detto, garantire maggiore efficienza all'intero sistema di riscossione. A fare poi da cornice a queste 10 mosse ci sono poi alcuni principi generali fissati dalla delega: un ampio utilizzo anche per la riscossione delle tecnologie e dell'interoperabilità dei sistemi informatici e delle banche dati, così come eliminare duplicazioni organizzative, logistiche e funzionali, con una riduzione dei costi. L'altro passo importante riguarda il rapporto con i contribuenti, soprattutto con un occhio a quelli in difficoltà prevedendo una riscrittura delle condizioni di accesso ai piani di rateazione, «in vista di una stabilizzazione a 120 del numero massimo delle rate». Il primo passo dell'efficientamento dell'attività di riscossione riguarda la pianificazione annuale, da concordare con il ministero dell’Economia (Mef), delle procedure di recupero che l'agente della riscossione deve svolgere, anche raggruppando i crediti per codice fiscale, in relazione al loro valore economico.
Il discarico automatico
Secondo i principi della legge delega con il nuovo sistema si procederà alla cancellazione automatica dal magazzino della ex Equitalia dei ruoli inesigibili. Il discarico scatterà al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello dell'affidamento delle quote non riscosse, con temporanea esclusione delle quote per le quali sono in corso procedure esecutive o concorsuali (come ad esempio pignoramenti presso terzi), accordi di ristrutturazione o transazioni fiscali o previdenziali e di quelle interessate da piani di rateizzazione di pagamento.
La seconda vita del ruolo inesigibile
Una volta cancellato automaticamente dal magazzino l'ente creditore può scegliere tra due vie: riaffidare in riscossione le somme oggetto di discarico ovviamente se c'è la possibilità di procedere al recupero del credito iscritto a ruolo, magari in presenza di nuovi e significativi elementi reddituali o patrimoniali; affidare in concessione a soggetti privati, con una procedura di gara ad evidenza pubblica, la gestione della riscossione coattiva delle somme incagliate, sempre però seguendo le regole della riscossione coattiva. In questo secondo caso l'ente creditore dovrà comunque corrispondere una commissione pari a una percentuale dell’importo effettivamente riscosso.







