Deghi, quartier generale nell’ex Manifattura Tabacchi di Lecce
Da metà marzo prodotti al piano terra dell’immobile arredi da bagno commercializzati in Italia. Il target è di 140 mila mobili in un anno
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Un esempio virtuoso di archeologia industriale con la ex Manifattura Tabacchi di Lecce, costruita nella metà del secolo scorso, abbandonata da oltre 10 anni e vandalizzata. È stata a suo tempo acquistata e poi recuperata, con un piano di investimenti di circa 40 milioni di euro, per farne il cuore produttivo e il quartier generale di Deghi, spa leader nella vendita on line - per il 90% del totale commercializzato - di arredi per la casa, il giardino, il bagno.
Da metà marzo nell’ex-Manifattura - rilevata a maggio 2023 da British American Tobacco, multinazionale produttrice di sigarette che nel capoluogo salentino, nel tempo, ha dato lavoro per 50 anni a migliaia di persone - vengono prodotti al piano terra, mobili da bagno poi commercializzati in tutta Italia. Secondo le previsioni del piano industriale di Deghi, il target è produrre 140 mila mobili in un anno, occupando molti dei 470 addetti della spa, età media 27 anni, mobili poi destinati ad una platea di clienti tutti italiani, diventati in pochi anni 750mila. Dopo il recupero del piano terra, esteso 16.000 metri quadrati, la ristrutturazione dell’ex-tabacchificio toccherà - entro i prossimi 3 anni - anche il primo ed il secondo piano destinati a centro direzionale ed aule di formazione. Il progetto di recupero prevede dunque una vera e propria “Cittadella Deghi”, con uffici, aree destinate alla logistica avanzata, spazi per la produzione e l’innovazione, rafforzando ulteriormente la presenza dell’azienda nel panorama locale e nazionale.
Vi è infatti un forte radicamento nella città salentina dove tutto ha avuto inizio con il fondatore, Alberto Paglialunga, che 16 anni fa avviò l’impresa con un investimento iniziale di 800 euro, nel classico sottoscala. «Allora - sottolinea il presidente del cda - non c’erano router, fibra ultraveloce. Oggi invece tutto è scontato. In quel tempo fare e-commerce era difficilissimo». In 16 anni il gruppo è cresciuto fino a raggiungere, nel 2024, un fatturato di 197 milioni, stimato in crescita del 25% quest’anno. Insieme alla produzione il gruppo Deghi - nel cui capitale sociale, per il 20%, è entrato un fondo d’investimento di diritto italiano - ha organizzato la sua logistica per sostenere una rete distributiva che ha dovuto tener conto della perifericità di Lecce, con trasporti necessariamente intermodali: su gomma tra Lecce e Bari, poi su ferro fino all’ultimo miglio e nuovamente su gomma per la consegna finale.
Tutto evitabile se Deghi potesse contare - come tutta l’area industriale salentina - sulla sola linea ferroviaria utilizzando lo scalo merci di Surbo, alle porte di Lecce, chiuso da Trenitalia il primo luglio del 2009 e tuttora inattivo, nonostante la sua posizione strategica. A Surbo infatti il gruppo ha la sua centrale logistica, situata in un altro immobile di circa 5000 mq. acquisito e ristrutturato, utilizzando in parte anche le procedure Zes, dove Paglialunga ha realizzato il “Parco Deghi”, che definisce «uno dei più grandi poli logistici privati d’Europa» per supportare l’attività dell’azienda e prepararsi a crescere ulteriormente.
Il polo si estende su una superficie complessiva di 127.000 metri quadrati, con un’area coperta di 57 mila, in corso di ampliamento di altri 15mila. Completata nei primi mesi del 2024, l’infrastruttura ha oltre 50 banchine di carico, che permettono un flusso costante nella gestione rapida delle operazioni di carico e scarico merci. Insieme alla vendita on line il gruppo può contare, sempre a Lecce, anche su uno spazio espositivo di oltre 3.000 metri quadrati, uno store fisico chiamato Officine Deghi con cui viene garantita la multicanalità nei prodotti e nei servizi offerti integrando l’esperienza online (il sito) con quella offline (il negozio fisico). Ed è anche attivo uno spazio dedicato ai prodotti di seconda mano, con gli articoli che, ricondizionati, sono offerti sul mercato ad un prezzo ridotto, in una logica di economia circolare, conservando qualità e design del prodotto. «Tutti questi investimenti rappresentano un passo fondamentale per Deghi, non solo per la crescita aziendale, ma anche -conclude Paglialunga- per il nostro impegno verso il territorio leccese, la comunità».




