Obbligazioni

Defence bond, arrivano gli strumenti per finanziare la difesa europea

I primi bond sono stati collocati su Euronext per un totale di tre miliardi di euro. Le imprese che li emettono sono europee per programmi comunitari.

di Mara Monti

 (Adobe Stock)

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A sostegno della difesa europea, in uno scenario in cui la sicurezza degli approvvigionamenti del Vecchio Continente è diventata cruciale alla luce delle tensioni con lo storico alleato americano, arriva un nuovo strumento finanziario: i ’European Defence Bond, obbligazioni destinate a finanziare progetti nel settore della difesa e della sicurezza con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia strategica e la resilienza dell’Unione Europea. Si tratta di titoli di debito emessi da soggetti europei (società non finanziarie, enti sovrani, quasi sovrani e sovranazionali, oltre a istituzioni finanziarie) per sostenere programmi specifici sviluppati e utilizzati all’interno del territorio europeo. L’iniziativa è stata lanciata da Euronext, la principale borsa paneuropea per azioni e obbligazioni.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’interesse verso questo nuovo strumento è cresciuto parallelamente all’impegno assunto dai Paesi europei di aumentare la spesa per la difesa. Un contesto che ha già alimentato il forte rialzo dei titoli azionari del comparto e che ora punta ad attrarre anche gli investitori obbligazionari.La struttura dei Defence Bond ricalca quella dei green bond, utilizzati per finanziare progetti con benefici ambientali. Per ottenere la label di “European Defence Bond” non è tuttavia richiesta una valutazione indipendente. Possono qualificarsi come emittenti le società con sede nell’Unione Europea, nello Spazio Economico Europeo (Norvegia, Islanda e Liechtenstein) oppure in Paesi che hanno accordi di cooperazione con l’UE, come Svizzera, Regno Unito e Ucraina. In alternativa, possono accedere all’etichetta anche società che realizzano oltre il 50% dei ricavi, degli investimenti, dei costi operativi o dei costi del personale all’interno di questo perimetro geografico.

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Ampio il ventaglio delle attività finanziabili attraverso queste obbligazioni: ricerca e sviluppo, produzione di sistemi di difesa, aggiornamento delle piattaforme militari, cyberdifesa, sorveglianza e intelligence, protezione delle infrastrutture critiche, logistica militare e attività di manutenzione, riparazione e revisione (MRO), asset spaziali e satellitari, protezione civile e servizi abilitanti. Restano invece escluse le attività legate alla produzione di armi chimiche e nucleari. Possono inoltre essere ammesse, entro limiti rigorosamente definiti e nel rispetto delle autorizzazioni delle autorità nazionali, anche operazioni di importazione ed esportazione.

Non è previsto un importo minimo di emissione. Possono quindi essere collocati anche minibond emessi da piccole e medie imprese attive nella filiera della difesa, ad esempio nella produzione di droni, sistemi ottici, abbigliamento tecnico o armamenti. Tra i paesi europei che hanno mostrato interesse a questi strumenti oltre alla Francia, la più attiva, La Germania, la Polonia e i paesi nordici.

L’iniziativa è partita nel 2025 e al momento conta sei emissioni quotate su Euronext, da quattro emittenti. La prima è attribuita al gruppo bancario francese BPCE che controlla anche di Natixis, che ha collocato un bond da 750 milioni di euro con cedola del 3,125%. L’emissione ha raccolto richieste per 2,8 miliardi di euro, confermando il forte interesse del mercato per il settore della difesa.Successivamente è sarrivato il bond di Exail Technologies, per 500 milioni di euro, e quello dell’agenzia francese Bpifrance, da un miliardo di euro. A queste si aggiungono tre emissioni di importo inferiore ai 50 milioni di euro curate da Natixis CIB: due da 30 milioni e una da 20 milioni di euro. Il totale della capitalizzazione si aggira sui tre miliardi di euro. Per gli emittenti, il principale vantaggio rispetto a un’obbligazione tradizionale è la maggiore visibilità presso gli investitori istituzionali e i fondi specializzati nel settore della difesa, che possono individuare più facilmente questi strumenti grazie alla specifica etichetta. Inoltre, i Defence Bond beneficiano di una procedura di ammissione “fast track” per la quotazione su Euronext.

«Le differenze tra un bond ordinario e un European Defence bond sono anzitutto legate alla conformità di quest’ultimo ai principi e alle regole previste di assegnazione del label - spiega Maurizio Pastore, Head of Debt and Funds Listing di Euronext -.Tali regole stabiliscono chi può emettere questo tipo di strumento, quali caratteristiche deve possedere e la destinazione dei proventi raccolti. In altre parole, consentono a un emittente europeo di destinare i capitali raccolti sui mercati finanziari a progetti che sostengono l’autonomia del nostro continente in materia di difesa e sicurezza. Gli investitori che desiderano un’esposizione su questo mercato in crescita beneficeranno di una maggiore trasparenza circa l’allocazione del loro investimento, il cui obiettivo ultimo è rafforzare l’autonomia e la resilienza del sistema di difesa e sicurezza europeo»

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