Consiglio dei ministri

Via libera al dl Lavoro. Meloni: nuova proroga del taglio alle accise forse più breve e per il gasolio

Entro la settimana sì al Piano casa. Sui vertici di Consob e Antitrust da nominare «sono abbastanza ottimista», dice la premier

di Redazione Roma

Aggiornato lunedì 4 maggio 2026 alle ore 8,25

 IMAGOECONOMICA

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Via libera del Consiglio dei ministri al nuovo decreto Lavoro varato in vista del Primo maggio. Rafforzare il ruolo dei contratti collettivi attraverso il concetto di “salario giusto”, incentivi alla stabilizzazione dei contratti agli under 35 e per l’assunzione di donne disoccupate, nuove regole per il lavoro mediato dalle piattaforme digitali sono i pilastri del provvedimento, stando alle bozze circolate.

«Pensiamo sia questo il modo migliore per ringraziare gli italiani che ogni giorno contribuiscono con il loro lavoro per fare grande la nostra nazione», ha commentato la premier Giorgia Meloni secondo cui «il decreto legge stanzia quasi un miliardo di euro per il rinnovo di alcuni importanti ed efficaci incentivi occupazionali». Entro la fine di questa settimana sarà varato il Piano casa, è stato assicurato dalla presidente del Consiglio.

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Meloni: numeri ci dicono che oggi più di ieri Italia fondata sul lavoro

Il decreto approvato è «il tassello di una strategia molto più ampia, portata avanti fin dall’insediamento, che ha per obiettivo sostenere la creazione di una maggiore occupazione ma anche più stabile e di qualità».

«Noi vediamo questo provvedimento anche come un punto di partenza di un’alleanza, un patto con i corpi intermedi, le organizzazioni sindacali e datoriali, al quale ho fatto riferimento in molte occasioni: non è una vaga dichiarazione di principio», ha spiegato la premier in conferenza stampa. «È una scelta concreta che si deve costruire provvedimento dopo provvedimento, ovviamente con chi è disponibile per questo lavoro. La sfida per un lavoro di qualità si vince solo se facciamo squadra, se lavoriamo tutti nella stessa direzione, se dimostriamo questa volontà con i fatti».

«Nuova proroga taglio accise forse più breve e aiuterà di più il gasolio»

Il Governo sta valutando «un’ulteriore proroga» del taglio delle accise, che potrebbe essere «più breve delle precedenti» e «non più in maniera orizzontale: il gasolio ha avuto un aumento più significativo della benzina» e quindi il taglio «potrebbe impattare più sul gasolio che sulla benzina, per avere un impatto meglio distribuito».

«Seguiamo il tavolo negoziale - ha spiegato - cerchiamo di tenerci abbastanza ancorati all’andamento della situazione ma non abbiamo ancora definito la tempistica precisa delle settimane a cui si riferirà la proroga del taglio».

«Ottimista sui vertici Consob e Antitrust la prossima settimana»

«Sui vertici di Consob e Antitrust sono abbastanza ottimista che la prossima settimana avremo entrambi». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il Cdm.

Occupazione femminile e Zes

Nel dettaglio, il provvedimento introduce per tutto il 2026 esoneri contributivi fino al 100% per le assunzioni a tempo indeterminato: fino a 650 euro al mese, che salgono a 800 euro per le donne residenti nelle regioni della Zes unica per il Mezzogiorno, con durata massima di 24 mesi. Previsto un limite di spesa di 26,5 milioni di euro per l’anno 2026, di 63,7 milioni di euro per l’anno 2027 e di 51,3 milioni di euro per il 2028. Misure analoghe sono previste per gli under 35, con il bonus giovani e il bonus Zes: esonero totale dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati, con esclusione di quelli dovuti all’Inail, fino “al limite massimo di importo pari a 500 euro su base mensile per ciascun lavoratore” (fino a 650 euro se nell’ambito della Zes). A questo scopo sono stanziati 109,7 milioni di euro per l’anno 2026, di 252,4 milioni di euro per l’anno 2027 e di 135,4 milioni di euro per l’anno 2028, più altri 26 milioni di euro per il 2026, pari a 60,0 milioni di euro per il 2027 e pari a 34,0 milioni di euro per il 2028 per la Zes.

Spazio alla stabilizzazione dei rapporti a termine, con incentivi per trasformare contratti brevi in rapporti a tempo indeterminato, in particolare per i giovani alla prima occupazione stabile, anche in questo caso è riconosciuto un sgravio contributivo fino a 500 euro al mese.

Fronte salariale

La bozza non introduce un minimo legale, ma rafforza il principio del “salario giusto” legato ai contratti collettivi nazionali più rappresentativi, che diventano riferimento obbligato anche per accedere agli incentivi. Previsto inoltre un rafforzamento della trasparenza, con obbligo di indicare il contratto applicato e la retribuzione nelle offerte di lavoro e nelle comunicazioni obbligatorie. Vi è poi una spinta ai rinnovi, con un adeguamento automatico al 30% dell’inflazione (Ipca) nel caso di contratti non rinnovati da 12 mesi. La norma è cambiata più volte, in una precedente bozza l’adeguamento era al 60%, non vale comunque per i contratti già scaduti: in questo caso la misura si applica a decorrere dal primo gennaio 2027.

Un capitolo centrale riguarda il lavoro tramite piattaforme digitali: viene introdotta una presunzione di subordinazione in presenza di controllo algoritmico e si rafforzano gli obblighi informativi su assegnazione delle attività, compensi e valutazioni. Le piattaforme dovranno inoltre conservare i dati delle prestazioni e metterli a disposizione delle autorità.

Caporalato digitale

Il decreto interviene anche sul contrasto al caporalato digitale, con sanzioni per l’uso illecito di account e per pratiche di sfruttamento. A questo proposito, costituiscono indici di illeciti compensi inferiori ai minimi previsti dai contratti nazionali, “ritmi, tempi di disponibilità o carichi di lavoro sproporzionati”, “utilizzo di identità, documenti o account altrui in forma organizzata”. Per i rider, sono previsti obblighi di identificazione “con SPID, CIE o CNS oppure con un account rilasciato dalla stessa piattaforma ad un singolo codice fiscale”. La cessione del proprio account e l’uso di account da parte di persona diversa del titolare è punito con una sanzione amministrativa da euro 600 a euro 1200.

La premier: con salario minimo diritti a rischio come successo in Puglia

«Come noi abbiamo sempre sostenuto, nel caso dell’introduzione di un salario minimo orario noi rischieremmo di costruire non un ulteriore parametro di garanzia ma, per paradosso, un parametro sostitutivo di un ammontare complessivo che oggi i contratti chiaramente rappresentano e costruiscono, rischiando di rivedere a ribasso i diritti dei lavoratori», ha rilevato Meloni. «Chiaramente non è una tesi che sosteniamo solo noi, l’hanno sostenuta a lungo - ha aggiunto - anche tutti i maggiori sindacati. E devo dire anche che i nostri dubbi non erano completamente campati in aria se si prende a parametro quello che è accaduto in Puglia, dove la giunta regionale ha deciso di applicare la misura del salario minimo orario nel bando per i servizi di portierato nelle sedi regionali: il risultato ottenuto è che i lavoratori si sono visti corrispondere una retribuzione più bassa, quindi noi partiamo da un altro presupposto».

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