Decreto aree idonee, obiettivi regionali per le rinnovabili
Trasmesso dal ministero dell’Ambiente alla Conferenza Unificata Stato-Regioni nel corso del 2023, prevede target minimi di capacità installata e vincoli sull’utilizzo del suolo
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La nuova bozza del cosiddetto Decreto aree idonee – in attuazione dell’articolo 20, commi 1 e 2, del decreto legislativo n. 199/2021 – è stata trasmessa dal ministero dell’Ambiente alla Conferenza Unificata Stato-Regioni nel corso del 2023. Indica tra le altre cose gli obiettivi minimi, intermedi e finali che le regioni dovranno assicurare per consentire di realizzare gli 80 GW aggiuntivi di energia rinnovabile previsti dagli obiettivi Ue e nazionali. Entro il 2030, la regione che dovrà aver installato la maggiore capacità è Sicilia (10.380 MW), seguita da Lombardia (8.687 MW), Puglia (7.284 MW)), Emilia Romagna (6.255 MW) e Sardegna (6.203 MW).
Il decreto introduce inoltre limiti espliciti di utilizzo del suolo agricolo per impianti fotovoltaici: prevede un utilizzo massimo del suolo agricolo nella disponibilità del proponente non superiore al 10% per gli impianti a terra. Per quelli agrivoltaici la percentuale massima di utilizzo del suolo agricolo si alza al 20%. Il decreto prevede inoltre distanze minime tra i beni sottoposti a tutela e gli impianti eolici pari ad un valore minimo di 3 km, che può essere elevato sino a 7 km nel caso di beni culturali identificati come “di pregio”.
Leggi la bozza del Decreto aree idonee


