Il testo alla Camera

Decreto accise, stop ai limiti più ampi al telemarketing selvaggio: ora il testo torna al Senato

Stralciate anche le norme su zolfo, cooperative e minoranze linguistiche. Dopo l’ok di Montecitorio il testo dovrà tornare a Palazzo Madama in terza lettura

di Marco Mobili e Giovanni Parente

Dopo l’ok di Montecitorio il decreto accise ter dovrà tornare a Palazzo Madama per una terza lettura lampo LAPRESSE

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Il cammino del decreto accise ter alla Camera si tinge di giallo. O meglio il testo approvato dal Senato viene alleggerito dal Governo, anche su sollecitazioni del Colle, con quattro emendamenti soppressivi e con l’ok incassato a Montecitorio (149 voti a favore e 95 contrari) dovrà tornare a Palazzo Madama per una terza lettura lampo (il decreto scade il 29 giugno). A sorpresa, infatti, arriva il dietrofront all’estensione dei paletti per il telemarketing anche alle tlc.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La misura introdotta durante il passaggio in commissione Finanze del Senato prevedeva un allargamento dei limiti già introdotti durante lo scorso aprile con il decreto energia. Ma già l’approvazione era stata caratterizzata già dal via libera a una seconda versione dell’emendamento, anche se prima dell’inizio dei lavori ne era arrivata una terza riformulazione poi non ufficialmente depositata. Una misura, come le altre stralciate dalla commissione Finanze di Montecitorio, ritenuta non omogenea con le misure urgenti contro il caro carburanti del decreto accise.

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Produzione di zolfo

A saltare sono altre tre norme su zolfo, cooperative e minoranze linguistiche. Sullo zolfo la modifica puntava a limitare gli effetti economici derivanti dal perdurare dell’aumento del prezzo dello zolfo e dell’acido solforico, utilizzati in numerosi processi industriali e agricoli, intervenendo sulla preparazione e sui componenti essenziali.

Cooperative

Stralciata anche la disposizione introdotta sempre al Senato che prevede l’estensione fino al 30 novembre 2027 della disciplina vigente in materia bancaria e creditizia in relazione alle società cooperative.

Minoranze linguistiche

Stralciata anche alle modifiche sul credito d’imposta sulle minoranze linguistiche. La disposizione sostituisce, in tutti i casi interessati, il requisito della presenza di una minoranza linguistica storica con soglia minima del 15 per cento della popolazione residente con un criterio esclusivamente territoriale, fondato sulle delimitazioni dei comuni individuate in base all’articolo 3 della legge n. 482 del 1999. L’intervento puntava a uniformare e semplificare l’individuazione dei territori beneficiari delle agevolazioni, riconducendo i presupposti applicativi a perimetrazioni amministrative già definite, al posto di verifiche demografiche sulla consistenza delle minoranze linguistiche.

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