De Cardenas: “studio visit” agli artisti al lavoro
La fondatrice della galleria prolunga le mostre nella speranza di riaprire e rafforza la comunicazione digitale
di Maria Adelaide Marchesoni
2' di lettura
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Tornare presto in galleria è quello che si augura Monica De Cardenas , gallerista con spazi a Milano, Zuoz e Lugano, che come altri colleghi ha potenziato la comunicazione online e ha prolungato la durata delle mostre che aveva da poco inaugurato. Due le fiere, miart e Art Cologne , entrambe nel mese di aprile, a cui la galleria avrebbe dovuto partecipare, ma che al momento sono posticipate.
Quali sono stati gli effetti del Covid-19 sulla tua attività?
A Milano avevamo in corso una bellissima mostra di Stephan Balkenhol, ma siamo stati costretti a chiudere la galleria e poi anche l'ufficio; da quasi due mesi lavoriamo in home office.
A Zuoz il 7 marzo abbiamo inaugurato la mostra di Francesca Gabbiani, artista di Los Angeles venuta fino a Zuoz per l'inaugurazione, e dopo solo una settimana abbiamo dovuto chiudere al pubblico. Contemporaneamente era ancora in corso l'esposizione di ritratti di Alex Katz. Abbiamo comunque prolungato le mostre, nella speranza di poter riaprire ad un certo punto, in modo che il pubblico le possa vedere.
Come ha affrontato la crisi la sua galleria?
Come molti abbiamo potenziato la comunicazione digitale, mandando dei tour virtuali delle mostre in corso e poi degli “studio visit” ai nostri artisti, offrendo la possibilità di vedere per una volta i retroscena e gli artisti al lavoro.
Avete ricevuto aiuti statili oppure incentivi per i dipendenti?
No
A quante fiere avreste dovuto partecipare? Avete dovuto sostenere dei costi nonostante la cancellazione?
In questo periodo avremmo dovuto partecipare a miart e ad Art Cologne. Naturalmente avevamo già lavorato per preparare queste fiere; il fatto che siano state cancellate è un danno per la galleria e per i nostri artisti, che sono stati privati della possibilità di mostrare e vendere le loro opere più recenti.



