«Ci saranno sempre di più, all’interno degli ospedali, queste tecnologie innovative», osserva De Bettin. Dba non realizza direttamente i robot, ma progetta gli spazi che devono accoglierli: «C’è un impatto sul layout e sulle tecnologie costruttive, che devono tenere conto di pesi aggiuntivi e, naturalmente, di impianti diversi rispetto al passato, che permettono il funzionamento di questi robot». Il tema è indicativo di un mercato in cui l’ingegneria degli spazi sanitari deve tenere il passo con l’innovazione clinica e tecnologica.
Il riordino dei brand
La commessa di Varese arriva mentre il gruppo sta completando un percorso di riorganizzazione interna. Dba ha infatti lavorato al riordino dei propri brand, con l’obiettivo di rendere più leggibile la struttura del gruppo e, al tempo stesso, valorizzare competenze e identità maturate attraverso le acquisizioni. Uno dei punti centrali è il rafforzamento di General Planning, realtà acquisita un anno fa e con una storia di oltre cinquant’anni. Nell’area building General Planning opera attraverso diverse direttrici: industriale, life science, healthcare e real estate. Tra i segmenti più dinamici c’è quello dei data center, mercato che negli ultimi quattro-cinque anni ha registrato una forte accelerazione anche in Italia. A questa attività si affiancano l’industriale manifatturiero e il food & beverage, con la collaborazione con Nestlé per il progetto dello stabilimento Purina di Mantova, e soprattutto il pharma e il life science. «Sul pharma c’è molto da fare», osserva De Bettin, indicando un altro mercato nel quale il gruppo vede margini di sviluppo. Nel real estate, invece, una delle direttrici più interessanti è l’hotellerie, sostenuta anche dai processi di trasformazione del patrimonio alberghiero italiano. La frammentazione del comparto e il passaggio generazionale stanno favorendo l’ingresso e l’espansione delle grandi catene internazionali.
La riorganizzazione però non riguarda soltanto General Planning. È un intervento di gruppo che tiene conto delle acquisizioni realizzate negli ultimi anni. La piattaforma riunisce oggi diverse realtà e competenze: da Dba Sjs Engineering, con sede a Roma e focalizzata sugli ambiti portuale e marittimo, a Dba General Planning, che identifica il mercato del real estate, fino alla spagnola Dba Ifg Proyectos.
Verso il piano strategico al 2030
Il riordino dei brand segue una nuova fase di sviluppo per Dba Group. Nel 2026 si chiude il primo piano strategico varato dopo la quotazione in Borsa e il gruppo sta già lavorando al nuovo orizzonte 2030, che definirà le prossime direttrici di crescita. La strategia continuerà a combinare sviluppo organico, partnership e acquisizioni mirate. «Non facciamo acquisizioni solo per il gusto di incorporare altre realtà: puntiamo a rafforzarci in segmenti specifici», chiarisce De Bettin. L’obiettivo è aumentare progressivamente dimensione e capacità competitiva del gruppo.
La traiettoria trova riscontro nei risultati. Nel 2025 Dba Group ha registrato un valore della produzione di 129,8 milioni di euro, in aumento rispetto ai 115,8 milioni del 2024, mentre l’Ebitda adjusted è salito a 14 milioni, contro i 12,5 milioni dell’esercizio precedente. Più marcata la crescita dell’utile: il risultato netto è passato da 3,4 a 5,5 milioni, mentre quello di gruppo è salito da 3 a 4,9 milioni. Sul fronte finanziario, la posizione finanziaria netta a debito si è ridotta da 9,2 a 3,8 milioni. Il gruppo ha inoltre proposto un dividendo di 0,14 euro per azione, rispetto agli 0,13 euro del 2024. Per il 2026, il budget indica un valore della produzione compreso tra 134 e 138 milioni, un Ebitda tra 14,5 e 15 milioni e una posizione finanziaria netta a debito tra 2 e 3 milioni.