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Dazn scommette sul Mondiale 2026: raccolta in casa e partnership allo studio

Per la Serie A resta l’asse con Publitalia del gruppo Mediaset, non replicato però sui prossimi Mondiali di calcio. Road show al via nelle agenzie media mentre al centro dei rumors torna l’ipotesi quotazione

di Andrea Biondi

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Nuove partnership distributive allo studio, ma anche una scommessa forte sul versante pubblicitario: per i Mondiali 2026, a quanto Il Sole 24 Ore ha potuto verificare, Dazn terrà la raccolta in casa. Niente sponda su Publitalia, la concessionaria del gruppo Mediaset che per la “Netflix dello sport” continua comunque ad occuparsi – e con reciproci attestati di soddisfazione – della raccolta per la Serie A, di cui Dazn ha i diritti per tutti i match e i cui ascolti sono in crescita del 18% rispetto alla precedente stagione.

Scalda i motori la società che fa capo alla Access Industries del magnate Len Blavatnik, in vista dell’appuntamento clou dell’estate che vedrà Dazn trasmettere tutte le 104 partite del torneo che si disputerà fra Usa, Messico e Canada, con la Rai che ha portato a casa i diritti in chiaro per 35 match.

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È uno schema diverso da quello sperimentato con il Mondiale per Club 2025, quando la piattaforma aveva potuto sublicenziare a Mediaset 22 partite in chiaro e in co-esclusiva. Stavolta il risiko è risultato chiuso a monte: con la Rai già titolare dell’esclusiva in chiaro, non c’è spazio per un’altra generalista.

La macchina operativa ora è già partita. Alcune agenzie media sono state avvisate della partenza, nei prossimi giorni e comunque entro il mese di marzo, di un roadshow per presentare l’offerta commerciale dedicata ai Mondiali 2026. Avendo acquisito i diritti per tre mercati chiave – Italia, Spagna e Giappone – il gruppo Dazn ha nei fatti scelto di implementare una strategia multi-territorio per massimizzare le sinergie e offrire ai brand una visibilità globale senza precedenti. A questo punto per la società guidata in Italia da Stefano Azzi il dossier diventa duplice: massimizzare la monetizzazione pubblicitaria del torneo e, insieme, usare il Mondiale come leva di retention e acquisizione abbonati.

Il passaggio è tutt’altro che secondario. Portare nel portafoglio estivo il torneo calcistico più importante al mondo consente alla piattaforma di costruire una continuità di consumo tra la fine della Serie A, il Mondiale e la ripartenza della nuova stagione, affiancando anche gli Europei di volley femminili e maschili. In una fase in cui il business dello sport in streaming si gioca sempre più sulla capacità di ridurre il churn, cioè l’abbandono degli utenti nei mesi meno forti del calendario, il Mondiale diventa insieme prodotto editoriale, leva commerciale e strumento di posizionamento.

A questo punto è da vedere come l’Ott deciderà di massimizzare l’investimento e su che partner si orienterà. Vista l’impossibilità di unirsi a un’altra televisione, l’approdo alternativo potrebbe essere il rafforzamento dell’asse strategico con i player dello streaming. La società collabora già con Tim con l’app Dazn fruibile su Timvision, con Amazon Prime che distribuisce il canale Dazn Sports e con Hbo Max con cui la relazione si è fatta sempre più salda sul fronte Eurosport. Eventuali partnership con questi player potrebbero portare per esempio su Timvision le partite trasmesse da Dazn al di fuori dell’app stessa.

Sullo sfondo resta intanto un secondo livello, più finanziario, che il mercato osserva con attenzione. Le indiscrezioni su una possibile quotazione in Borsa non sono nuove e, da ultimo, il Financial Times ha riferito nell’ottobre 2025 che Dazn ha iniziato a ragionare concretamente su un’Ipo, dopo colloqui esplorativi con investitori statunitensi. Tutto questo mentre in Italia proseguono le interlocuzioni con i club di Serie A intorno alla proposta fatta dalla piattaforma di live streaming alle squadre di fare il loro ingresso nel gruppo come soci di minoranza, secondo uno schema già sperimentato negli Usa tra la Nfl – football americano – ed Espn.

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