USA

Dazi, ultime notizie. Trump esclude gli smartphone dai dazi reciproci, su «auto, acciaio, farma e chip ci saranno tariffe specifiche»

Il presidente americano Donald Trump ha detto che “auto, acciaio, prodotti farmaceutici, chip e altri materiali saranno inclusi in dazi specifici, per garantire che le tariffe siano applicate in modo equo ed efficace”

Apple store a New York City. Michael M. Santiago/Getty Images/AFP (Photo by Michael M. Santiago / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)
  • Casa Bianca: su auto, acciaio, farmaceutici e chip tariffe specifiche

    Il presidente americano Donald Trump “ha detto che auto, acciaio, prodotti farmaceutici, chip e altri materiali saranno inclusi in dazi specifici, per garantire che le tariffe siano applicate in modo equo ed efficace”. Lo ha affermato Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, citata da Reuters, spiegando che Trump “emetterà presto uno studio Section 232 sui semiconduttori”.

    Il Section 232, redatto dal dipartimento al Commercio, è un rapporto che indaga come determinati prodotti importanti influiscono sulla sicurezza nazionale. Leavitt ha anche spiegato, in una nota diffusa dopo che alcuni prodotti (smartphone, computer e altri prodotti elettronici come i chip di memoria) sono stati esclusi dai dazi reciproci imposti dal presidente americano, che secondo Trump gli Stati Uniti non possono fare affidamento sulla Cina per produrre tecnologie chiave come semiconduttori, laptop e smartphone.

    “Su indicazione del presidente, queste aziende si stanno affrettando a trasferire la loro produzione negli Stati Uniti il prima possibile”, ha detto la portavoce.

    Per approfondire: Apple annuncia investimenti di 500 miliardi di dollari negli Stati Uniti. Trump: grazie Tim Cook

  • Nyt: americani corrono ai ripari, è boom acquisti prodotti fabbricati all’estero

    I consumatori statunitensi corrono ai ripari acquistando beni, tra cui caffè, verdure in scatola e prodotti elettronici colpiti dai dazi annunciati dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. “Con l’inasprirsi della guerra commerciale tra l’amministrazione Trump e la Cina, molti consumatori si sono affrettati ad acquistare prodotti fabbricati all’estero nel timore che le aziende possano iniziare presto ad aumentare i prezzi”, scrive il New York Times. “Alcuni si sono affrettati a comprare oggetti di grande valore come iPhone e frigoriferi. Altri si sono affrettati a ordinare prodotti a basso costo dalle piattaforme di e-commerce cinesi”, rileva il quotidiano Usa.

    Questa settimana la Casa Bianca ha imposto dazi del 145% su tutte le importazioni cinesi negli Stati Uniti, in aggiunta ad altri dazi precedentemente annunciati, tra cui una tariffa del 25% su acciaio, alluminio, automobili e componenti di automobili. Alcuni primi dati, sottolinea il ’Nyt’, “mostrano che i consumatori si sono riversati nei negozi e hanno fatto scorta di beni dopo che l’amministrazione ha annunciato dazi a tappeto su quasi tutti i partner commerciali” degli Usa.

    Per approfondire: L’80% di iPhone per gli Usa sono prodotti in Cina: perché Trump ha escluso il tech dai dazi

  • Taiwan: autorità Borsa estende limiti su vendite a scoperto per stabilità mercato

    La Financial Supervisory Commission di Taiwan, il principale regolatore finanziario dello stato asiatico, ha fatto sapere che estenderà per un’altra settimana i limiti temporanei alle vendite allo scoperto per garantire la stabilità del mercato dopo che i dazi statunitensi hanno scatenato forti turbolenze sui mercati. In una nota, la Commissione di vigilanza finanziaria ha sottolineato che “le misure di stabilizzazione del mercato sulle vendite allo scoperto di azioni hanno certamente avuto l’effetto previsto di frenare efficacemente le vendite speculative”. Questa settimana Taiwan ha anche attivato il fondo di stabilizzazione delle azioni da 15 miliardi di dollari per sostenere il mercato. L’indice azionario di riferimento dell’isola è sceso del 15% finora nel 2025.

  • Trump esclude smartphone, computer e chip dai dazi “reciproci”

    L’amministrazione del presidente Donald Trump ha deciso di escludere smartphone, computer e altri dispositivi elettronici dai cosiddetti dazi “reciproci”, una mossa che potrebbe attenuare l’impatto sui consumatori e avvantaggiare colossi del settore come Apple Inc. e Samsung Electronics Co.

    Secondo quanto riportato da Bloomberg, le esenzioni — pubblicate venerdì sera dall’Agenzia statunitense per la dogana e la protezione delle frontiere (US Customs and Border Protection) — riducono significativamente il campo d’azione delle nuove tariffe. I dispositivi elettronici esclusi non saranno soggetti né al dazio del 125% imposto sui prodotti provenienti dalla Cina, né alla tariffa globale del 10% applicata a quasi tutti gli altri Paesi.

    Tra i prodotti che non saranno soggetti alle nuove tariffe di Trump ci sarebbero anche i macchinari usati per la produzione di semiconduttori, cosa importante per i produttori di chip e, in particolare, per la taiwanese Tsmc che ha annunciato un nuovo importante investimento negli Stati Uniti. Va detto che la “tregua” potrebbe rivelarsi fugace: le esclusioni derivano dall’ordine iniziale, che impediva che le tariffe extra su alcuni settori si sommassero a quelle nazionali. Non è dunque escluso che siano imposte tariffe diverse.

  • Ft: con i dazi calano i viaggiatori europei verso gli Usa

    Il numero di viaggiatori europei che visitano gli Stati Uniti è diminuito drasticamente a causa delle tensioni politiche ed economiche e dei timori di una frontiera ostile sotto la presidenza di Donald Trump. Lo riporta il Financial Times. Secondo l’International Trade Administration, infatti, i visitatori provenienti dall’Europa occidentale che hanno soggiornato almeno una notte negli Stati Uniti sono diminuiti del 17% a marzo rispetto a un anno fa. I viaggi da alcuni Paesi, tra cui Irlanda, Norvegia e Germania, sono diminuiti di oltre il 20%, come ha dimostrato un’analisi del FT dei dati dell’ITA.

  • Collins (Fed Boston): pronti a stabilizzare mercati se necessario

    La Federal Reserve è pronta a prendere provvedimenti per stabilizzare i mercati finanziari in caso di turbolenze significative. Lo ha detto, in un’intervista al Financial Times, Susan Collins, numero uno della Fed di Boston, spiegando che la Banca centrale americana dispone di strumenti per affrontare eventuali problemi di funzionamento dei mercati o di liquidità.

    Nonostante le intense fluttuazioni dei mercati statunitensi, scatenate anche dalla politica commerciale aggressiva sui dazi del presidente americano Donald Trump, “i mercati continuano a funzionare bene nel complesso, al momento senza problemi di liquidità diffusi”, ha detto Collins. Le turbolenze hanno colpito i titoli di Wall Street e il mercato dei Treasury, centrale per il sistema finanziario globale.

    L’aumento dei rendimenti dei Treasury americani ha sollevato preoccupazioni sulla liquidità e, quindi, sulla facilità con cui gli operatori possono acquistare e vendere senza influenzare i prezzi. “Siamo assolutamente pronti a intervenire se necessario. La decisione della Fed di intervenire o meno dipenderà dalle condizioni osservate sui mercati”, ha detto Collins.

  • Usa, senatori dem scrivono a Sec: indagare Trump su insider trading

    L’indiscrezione del Washington Post è stata confermata. Diversi senatori democratici americani di alto livello hanno scritto una lettera in cui chiedono alla Securities and Exchange Commission (Sec) di indagare se Donald Trump abbia violato le leggi sui titoli e sia macchiato di insider trading e manipolazione del mercato mentre cambiava rotta sui dazi globali.

    “Esortiamo la Sec a indagare se gli annunci sui dazi, che hanno causato il crollo dei mercati e la successiva parziale ripresa, abbiano arricchito gli addetti ai lavori e gli amici dell’amministrazione a spese dell’opinione pubblica americana e se gli addetti ai lavori, compresa la famiglia del presidente, fossero a conoscenza della sospensione ai dazi di cui hanno abusato per effettuare operazioni azionarie prima dell’annuncio del presidente”, si legge nella lettera, iniziativa che vede in prima linea la senatrice del Massachusetts ed ex candidata alla presidenza Elizabeth Warren.

    Mercoledì, Trump ha scritto sui social media: “QUESTO È UN OTTIMO MOMENTO PER COMPRARE!!!”. Il post è stato scritto in un momento di forte volatilità dei mercati e di ribasso degli indici statunitensi. Qualche ora dopo il suo intervento, il presidente degli Stati Uniti ha annunciato improvvisamente una pausa di 90 giorni su molti dazi. L’iniziativa ha fatto risalire l’S&P 500 statunitense di diversi punti percentuali in pochi minuti. Mercoledì ha segnato il miglior giorno per l’S&P 500 dalla ripresa dalla crisi finanziaria del 2008.

  • Pechino: “Da nuove tariffe Usa discriminazioni gravi per Paesi in via di sviluppo”

    I dazi Usa reciproci provocheranno “gravi discriminazioni per i Paesi in via di sviluppo, in particolare ai meno sviluppati fra questi, e potrebbero anche innescare una crisi umanitaria”, ha denunciato il ministro per il Commercio cinese, Wang Wentao, in un colloquio telefonico con il direttore generale dell’Organizzazione mondiale per il commercio, Ngozi Okonjo-Iweala.

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