Asia e Oceania

Dazi, salta la telefonata con Xi. Trump: «Non ho fretta». Firmato ordine esecutivo per la massima pressione sull’Iran

La Cina risponde a Trump con la stessa moneta: dazi fino al 15% su gas e carbone americani, fino al 10% su petrolio, alcune auto e attrezzature agricole, indagine anti-monopolio contro Google e denuncia al Wto. Ma si negozia. Sfuma la telefonata tra il presidente Usa e Xi. In Europa, Parigi insiste sulla linea dura mentre Londra si sfila. Von der Leyen non chiude la porta alla trattativa con gli Usa e smorza i toni con la Cina. Intanto, apre alla piena flessibilità nel Patto sui fondi per la Difesa. Muro della Germania. Baltici e Mediterranei vogliono scorporare le spese dai bilanci

La guerra di Trump al fisco internazionale
  • Trump: «Non ho fretta di parlare con Xi. I palestinesi adorerebbero lasciare Gaza»

    Donald Trump ha detto nello studio ovale di non avere «fretta» di parlare col presidente cinese Xi. The Donald, parlando della situazione in Medio Oriente, ha detto poi che i palestinesi «adorerebbero» lasciare la loro patria assediata a Gaza e vivere altrove se ne avessero la possibilità. «Adorerebbero lasciare Gaza», ha detto ai giornalisti. «Penso che ne sarebbero entusiasti», ha aggiunto.

  • Trump firma ordine esecutivo per la massima pressione sull’Iran: «Se mi uccidono, saranno annientati»

    Donald Trump ha firmato nello studio ovale un ordine esecutivo per reimporre la massima pressione sull’Iran. «È molto duro sull’Iran», ha spiegato, dicendosi «combattuto» sulla firma. «Spero che non dovremo usarlo molto, non sono contento di farlo», ha aggiunto. The Donald ha quindi ammonito nello studio ovale di aver lasciato degli «ordini» secondo cui se l’Iran lo assassinerà «sarà annientato».

    REUTERS

  • Commissione Senato Usa approva Gabbard a capo dell’intelligence

    Dopo Robert Kennedy jr. alla guida della Sanità, anche Tulsi Gabbard è stata approvata dalla commissione del Senato a capo dell’Intelligence americana. Lo riferisce la Cnn. Nei prossimi giorni alla Camera Alta voterà la conferma definitiva

    Tulsi Gabbard

  • Trump agisce per congedare il personale Usaid a Washington

    L’amministrazione Trump sta intraprendendo azioni per mettere in congedo quasi tutto il personale dell’Usaid con base a Washington: lo riferisce Politico citando due persone a conoscenza del dossier. Una delle fonti ha affermato che martedì saranno informate circa 1.400 persone, in aggiunta alle circa 600 che sono state messe in congedo a partire da domenica sera. Ciò equivale alla maggior parte del personale con sede a Washington, molti dei quali sono funzionari civili e del Foreign Service.

  • Gaza, l’inviato di Trump: «È la fase due della tregua. Assurdo pensare alla Striscia abitabile in 5 anni»

    «Siamo già nella fase due della tregua a Gaza», ha detto l’inviato speciale di Donald Trump in Medio Oriente, Steve Witkoff, precisando che questa seconda parte «ha un suo protocollo che stiamo rispettando». Tuttavio, a suo avviso, è «assurdo» pensare che la Striscia ritorni «abitabile» in cinque anni.

  • Le famiglie dei ragazzi transgender fanno causa contro l’ordine di Trump

    Le famiglie di ragazzi transgender hanno chiesto a un tribunale federale di bloccare l’ordine del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di porre fine a tutti i finanziamenti federali o al supporto per l’assistenza sanitaria per le transizioni di genere per le persone di età inferiore ai 19 anni. In una causa presentata contro l’amministrazione Trump presso la corte federale del Maryland, le famiglie sostengono che l’ordine discrimina le persone transgender e va oltre l’autorità di Trump come presidente. Secondo la causa, gli ospedali hanno già cancellato i trattamenti in risposta all’ordine. Trump ha dichiarato nell’ordine del 28 gennaio che «la politica degli Stati Uniti non finanzierà, sponsorizzerà, promuoverà, assisterà o sosterrà la cosiddetta “transizione” di un bambino da un sesso all’altro, e applicherà rigorosamente tutte le leggi che vietano o limitano queste procedure distruttive e che alterano la vita».

  • Class action degli agenti Fbi che hanno indagato Trump e temono ritorsioni

    Gli agenti dell’Fbi che hanno lavorato su casi legati all’attacco del 6 gennaio 2021 al Campidoglio o alle indagini penali su Donald Trump hanno avviato una class action per impedire alla dirigenza del dipartimento di Giustizia di assemblare elenchi di investigatori che temono possano essere utilizzati come parte di una campagna di ritorsione. Gli agenti, che hanno intentato la causa federale in forma anonima, hanno incluso screenshot di un sondaggio di tre pagine che, a loro dire, i vertici del ministero intendono utilizzare per identificare migliaia di agenti che hanno lavorato su casi politicamente sensibili. La loro preoccupazione, secondo l’azione legale, è che il dipartimento di giustizia diffonda pubblicamente gli elenchi o li utilizzi per esigere punizioni contro dipendenti ritenuti sleali.

  • Portavoce Casa Bianca: «Pronto volo per trasferire migranti a Guantanamo»

    È pronto a partire il primo volo dagli Stati Uniti verso la Baia di Guantanamo per trasferire - forzatamente - i migranti. Lo ha reso noto a Fox Business la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. Solo pochi giorni fa, il presidente Donald Trump ha annunciato l’intenzione di realizzare nella base militare a Cuba che ospita la famigerata prigione realizzata per i sospetti terroristi un mega centro di detenzione con 30mila posti. «Il Presidente Trump, Pete Hegseth e Kristi Noem stanno già mantenendo la promessa di utilizzare la capacità di Gitmo per i criminali illegali che hanno infranto le leggi sull’immigrazione della nostra nazione e che hanno poi commesso crimini efferati contro i legittimi cittadini americani qui in patria», ha detto Leavitt.

  • Trump-Xi, il giallo della telefonata: non ci sarà oggi

    Donald Trump e Xi Jinping non parleranno al telefono oggi. Lo ha riferito una fonte dell’Amministrazione Usa citata dal Wall Street Journal, nonostante una precedente affermazione del consigliere per il commercio della Casa Bianca, Peter Navarro, indicasse che il colloquio sarebbe avvenuto oggi. I due leader hanno già parlato in precedenza, ma la nuova telefonata verterebbe sicuramente sull’imposizione di nuovi dazi alla Cina da parte di Trump e la risposta annunciata stamani da Pechino.

  • Zelensky al lavoro con gli USA, la Russi soffre l’inflazione

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha dichiarato che la sua squadra era già in contatto con il massimo funzionario ucraino di Washington, Keith Kellogg, e con il consigliere per la sicurezza nazionale Michael Waltz, e che c’erano “date di lavoro” per una delegazione americana che farà visita a Kiev.

    Commentando l’interesse del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per i minerali di terre rare ucraini, Zelenskiy ha detto ai giornalisti a Kiev che l’Ucraina è aperta agli investimenti da parte di aziende americane.

    Nel frattempo, la Russia soffre l’alta inflazione: le nuove sanzioni occidentali, un rublo più debole e un raccolto agricolo inferiore sono stati i responsabili dell’alto tasso di inflazione della Russia, a dicembre e gennaio. Lo ha affermato la banca centrale russa.

    L’inflazione, che ha raggiunto il 9,5% nel 2024, è emersa come la più grande sfida economica per le autorità russe mentre il paese si avvicina al quarto anno di guerra in Ucraina.

  • La Commissione del Senato Usa approva Rfk come ministro Sanità

    La commissione finanze del Senato Usa ha approvato la controversa nomina di Robert Francis Kennedy Jr (Rfk) come Ministro alla Sanità

  • Trump a New Orleans per il Super Bowl tra Philadelphia Eagles e Kansas City Chiefs

    Donald Trump dovrebbe volare a New Orleans il 9 febbraio per assistere di persona al Super Bowl che vede scontrarsi i Philadelphia Eagles e i Kansas City Chiefs. Lo riportano alcuni media americani citando alcune fonti. Il presidente, come da tradizione, rilascerà un’intervista alla rete tv che trasmetterà l’attesa partita, quest’anno Fox. L’intervista sarà registrata a Mar-a-Lago e andrà in onda poco prima della partita.

  • Trump firma memorandum presidenziale contro l’Iran, petrolio Wti in recupero

    Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, firmerà un memorandum presidenziale, in giornata, con cui ripristinerà la massima pressione contro l’Iran. Un funzionario dell’amministrazione statunitense ha detto alla stampa che la direttiva di Trump intende negare all’Iran qualsiasi percorso che possa portare alla creazione di un’arma nucleare e contrastare qualsiasi influenza negativa iraniana. Dopo la diffusione della notizia, il petrolio Wti al Nymex ha recuperato dal pesante calo iniziale e ora cede lo 0,66% a 72,68 dollari al barile, dopo essere sceso fino a 70,67 dollari.

  • Navarro: «Oggi la chiamata tra Trump e la Cina»

    Il consigliere per il Commericio dell’amministrazione Trump Peter Navarro ha spiegato che la telefonata tra il presidente e la Cina sul tema dazi avrà luogo oggi.

  • Cuba vuole rafforzare la cooperazione nella regione contro Trump

    Cuba preme per il rafforzamento della cooperazione delle nazioni latinoamericane e caraibiche per affrontare le nuove sfide poste dagli Usa di Donald Trump. Durante il suo discorso al dodicesimo vertice straordinario dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America - Accordo Commerciale dei Popoli (Alba-Tcp), il presidente cubano Miguel Diaz Canel ha denunciato l’utilizzo di Washington delle misure economiche come arma di ricatto e pressione politica. Il capo di Stato cubano ha avvertito che «il governo statunitense intende imporre la sottomissione o l’aggressione come opzioni per le sue relazioni con i Paesi della regione», invitando al rafforzamento di un’agenda economica Alba-Tcp basata sulla complementarietà, «che sfrutti appieno il potenziale di ciascun Paese».

    AFP

  • Ucraina pronta a valutare con Usa elezioni presidenziali entro fine anno

    L’Ucraina è pronta a discutere la possibilità di celebrare le elezioni presidenziali entro al fine dell’anno qualora l’Ammnistrazione Trump sollevasse la questione: lo ha dichiarato l’ambasciatrice ucraina a Washington, Oksana Markarova, intervistata dalla rete televisiva Obshestvennoye. La questione era stata discussa già nel 2023, e Kiev aveva sottolineato l’impossibilità di far svolgere il voto in forma regolare data la situazione di mobilitazione bellica.

    ANSA

  • Urso: «L’Ue dialoghi con Trump, no alla guerra dei dazi»

    «L’Occidente deve unirsi e non dividersi, con una politica energetica, industriale e commerciale condivisa in grado di rispondere in modo assertivo alle sfide di altri attori globali. L’Ue deve instaurare subito un dialogo costruttivo con Washington per realizzare una nuova cooperazione strategica che rafforzi il rapporto» su «energia, difesa, nuove tecnologie e spazio, su cui si realizza la nuova competitività globale». Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al Consiglio Ue informale Competitività e Commercio a Varsavia. «Occorre evitare una guerra commerciale, sarebbe devastante per ciascuno di noi», ha aggiunto.

    Adolfo Urso

  • Trump mette l’oppositrice di Biden Arielle Roth a capo del progetto della banda larga

    L’amministrazione Trump ha scelto un’avversaria dell’iniziativa di finanziamento della banda larga da 42,5 miliardi di dollari dell’ex presidente Joe Biden per supervisionare il programma mettendo in questo modo in dubbio la sua direzione. Lo rivela Bloomberg, facendo il nome di Arielle Roth, nominata alla guida della National Telecommunications and Information Administration, il ramo del Dipartimento del Commercio che supervisiona il progetto di infrastruttura a banda larga e l’uso e l’assegnazione delle onde radio da parte del governo federale.

  • Sudafrica, colloquio di Ramaphosa con Musk dopo accuse Trump

    Il presidente sudafricano, Cyril Ramaphosa, ha avuto ieri un colloquio telefonico con Elon Musk riguardo a “questioni di disinformazione e falsificazioni sul Sudafrica”. Lo ha riferito oggi la presidenza sudafricana, aggiungendo che Ramaphosa “ha ribadito i valori costituzionali del Sudafrica del rispetto dello stato di diritto, della giustizia, dell’equità e dell’uguaglianza”.

    Due giorni fa, il presidente americano Donald Trump ha accusato il governo sudafricano di “confiscare le terre, trattando molto male certe classi di persone”, facendo riferimento al “l’Expropriation Act adottato di recente da Pretoria. Accusa respinta ieri da Ramaphosa, esprimendo disponibilità a un ”confronto con l’amministrazione Trump sulla nostra politica di riforma agraria e su questioni di interesse bilaterale”. Ieri Elon Musk, nato e cresciuto in Sudafrica, è intervenuto nella vicenda, interpellando su X la presidenza sudafricana: “Perché avete leggi sulla proprietà apertamente razziste?”, a suggerire che i bianchi siano vittime di razzismo. Il portavoce di Ramaphosa, Vincent Magwenya, ha quindi risposto, invitando Musk a parlare in modo costruttivo con il presidente sudafricano: “Fratello, dovresti sapere che a causa di una devastante eredità di secoli di brutale e oppressivo colonialismo e apartheid, la nostra costituzione prevede di porre rimedio ai mali del passato”.

    Il presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa

  • Il Messico sposta 500 militari al confine con gli Usa

    500 membri della Guardia Nazionale messicana sono partiti dalla città di Campeche a bordo di velivoli dell’aeronautica militare per rafforzare la sorveglianza al confine con gli Stati Uniti. La governatrice dell’omonimo stato, Layda Sansores, ha riferito sui suoi social network che “a seguito degli accordi stabiliti tra la nostra presidente Claudia Sheinbaum e il suo omologo statunitense, Donald Trump, gli aerei del ministero della Difesa sono arrivati per trasportare i membri della Guardia Nazionale al confine settentrionale del Paese e contribuire così al soccorso umanitario dei migranti in situazione irregolare”. Secondo quanto riferito, la maggior parte dei militari che partecipano alla missione era assegnato a compiti di sicurezza lungo il percorso del Treno Maya.

  • Von der Leyen: «Negoziamo con gli Usa tutelando interessi»

    “La nostra priorità con gli Usa è ora quella di lavorare sui molti settori in cui i nostri interessi convergono. E c’è ancora possibilità di fare molto di più. Saremo pronti a negoziati difficili e a trovare soluzioni dove possibile, risolvere controversie e gettare le basi per un partenariato più forte. Saremo aperti e pragmatici su come raggiungere questo obiettivo. Ma sarà altrettanto chiaro che tuteleremo sempre i nostri interessi - in qualsiasi modo e in qualsiasi momento - come e quando sarà necessario. Questa sarà sempre la via europea”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen agli ambasciatori. Con la Cina “dobbiamo riequilibrare” i rapporti “e garantire che le nostre relazioni commerciali e di investimento - ha continuato von der Leyen - abbiano un senso per l’Europa. Sia per la sua economia che per la sua sicurezza. Continueremo a ridurre i rischi delle nostre relazioni economiche, come abbiamo fatto negli ultimi anni. Ma c’è anche spazio per impegnarsi in modo costruttivo con la Cina e trovare soluzioni nel nostro reciproco interesse. E credo che potremo trovare accordi che potrebbero addirittura espandere i nostri legami commerciali e di investimento”.

  • Parigi: «Nessuna concessione a Trump, pronti a ritorsione»

    Nessuna concessione a Trump sui dazi, l’Ue deve prepararsi a una “ritorsione”. E’ la posizione di Parigi espressa dai suoi ministri dell’Industria e del Commercio, Marc Ferracci e Laurent Saint-Martin, a margine del Consiglio informale Ue Competitività a Varsavia. “Penso che non dobbiamo entrare in una trattativa facendo delle concessioni, non è l’approccio giusto”, ha detto Ferracci, auspicando che l’Ue stabilisca “una posizione comune”. “Crediamo nella cooperazione e nel nostro sistema multilaterale, ma non dobbiamo essere ingenui. E dobbiamo prepararci al peggio. Vale a dire ritorsione, se necessario”, ha sottolineato Saint-Martin

  • Usa: accordo con El Salvador, accoglierà in sue carceri «criminali e migranti clandestini»

    Dopo il successo a Panama (il cui presidente ha dichiarato che non rinnoverà il memorandum con i cinesi per aderire alla via della Seta), il segretario di Stato americano Marco Rubio segna un altro punto a favore in Salvador. El Salvador accoglierà infatti nelle sue carceri “criminali statunitensi e migranti clandestini provenienti da qualsiasi Paese”. Sono questi i termini di alcuni accordi firmati dal segretario di Stato americano Marco Rubio in visita a San Salvador con il presidente salvadoregno Nayib Bukele. “Da nessun Paese era mai arrivata una simile offerta di amicizia - ha commentato il capo della diplomazia di Washington - Siamo profondamente grati”. “Abbiamo offerto agli Stati Uniti l’opportunità di esternalizzare parte del loro sistema carcerario - ha spiegato Bukele su X - Il compenso sarà relativamente basso per gli Stati Uniti ma significativo per noi, rendendo sostenibile il nostro intero sistema carcerario”. Non solo: gli Stati Uniti, fa sapere il dipartimento di Stato, emetteranno “una deroga per sbloccare l’assistenza” al Paese, anche se questa si applicherà solo alle questioni relative alle frontiere e alla sicurezza, per ”individuare i viaggiatori sospetti nel National Passenger Analysis Center (Napc), riprendere le operazioni del Border Security Information Group (Bsig) e sostenere le unità che lavorano con le forze dell’ordine statunitensi”.

  • Times: Starmer non sosterrà l’Ue su ritorsione ai dazi Usa

    Reset delle relazioni con l’Ue sì, ma non a scapito della tradizionale relazione speciale fra Regno Unito e Usa che Londra punta a mantenere solida anche sotto la presidenza di Donald Trump. E’ questo, secondo rivelazioni del Times, il messaggio rivolto ieri sera ai leader dei 27 da Keir Starmer, invitato per la prima volta nel post Brexit a un Consiglio europeo allargato. Il premier laburista britannico ha chiarito in particolare che il suo governo non ha intenzione di sostenere l’Ue su eventuali ritorsioni commerciali - già minacciate da Emmanuel Macron e Olaf Scholz - in risposta ai dazi evocati da Trump.

  • Cremlino: «Terre rare? Trump vuole rapporto commerciale con Kiev»

    Con la sua proposta di continuare a fornire aiuti all’Ucraina in cambio della consegna di terre rare, il presidente americano Donald Trump vuole instaurare un nuovo rapporto con Kiev “su base commerciale”. Ma se vuole “contribuire alla fine di questo conflitto” è “meglio, ovviamente, non fornire aiuti” all’Ucraina. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Interfax.

  • Ue: «Sui dazi vogliamo un confronto tempestivo con gli Usa»

    “Non speculeremo” su cosa farà Donald Trump sui dazi, “vorremmo avere un impegno tempestivo con le nostre controparti statunitensi. Siamo pronti a impegnarci e speriamo che si possano evitare dazi che destabilizzerebbero la più importante relazione commerciale e di investimento su questo pianeta, da cui dipendono oltre quattro milioni di persone su entrambe le sponde dell’Atlantico”. Lo ha detto il commissario Ue al Commercio, Maros Sefcovic, a margine del Consiglio informale Competitività a Varsavia, riferendo di essere in attesa del “completamento del processo di conferma per il segretario al Commercio degli Stati Uniti”. “Se si considerano sia il commercio di beni che quello di servizi, il deficit degli Stati Uniti nei confronti dell’Unione europea è di soli 50 miliardi. Quindi crediamo che attraverso un impegno e una discussione costruttivi possiamo risolvere questo problema - ha spiegato -. Al contempo è però molto chiaro che se saremo colpiti in modo ingiusto o arbitrario, risponderemo con fermezza. E’ stato confermato molto chiaramente dai leader Ue” riuniti ieri a Bruxelles.

  • Ceo Vodafone: «Per noi nessun impatto diretto dai dazi Usa»

    Il Ceo di Vodafone ha detto che la società non avrà impatti diretti dai dazi Usa.

  • Usa: rappresaglia Cina, Pechino insiste su arma metalli e annuncia stretta export

    Nel mezzo della rappresaglia per i dazi imposti dall’Amministrazione Trump sulle merci cinesi, Pechino ha annunciato anche restrizioni sulle esportazioni di metalli e metalloidi, a partire da tungsteno e molibdeno. La stretta riguarda anche tellurio, bismuto e indio e prodotti correlati ed entra in vigore immediatamente, dicono i media del gigante asiatico. Si tratta di decisioni annunciate dal ministero del Commercio e dall’Amministrazione generale delle dogane in nome della “tutela della sicurezza nazionale e degli interessi” della Repubblica Popolare.

  • Cina: «Fentanyl è un pretesto, contromisure necessarie e ragionevoli»

    “Contromisure necessarie, in linea con leggi e norme, con i principi del diritto internazionale, assolutamente giustificate e ragionevoli”. L’ambasciata cinese negli Stati Uniti definisce così l’annunciata rappresaglia di Pechino ai dazi imposti dall’Amministrazione Trump con - dicono dalla Repubblica Popolare - “il pretesto del fentanyl”. Un portavoce della rappresentanza diplomatica rivendica il ruolo della Cina nella “lotta al narcotraffico”, affermando che il gigante asiatico è uno dei “Paesi più severi al mondo” in questo campo e insistendo sulla “cooperazione” con Washington. “Gli Stati Uniti devono valutare e risolvere il loro problema del fentanyl in modo obiettivo e razionale - rimarca - e apprezzare la buona volontà della Cina invece di minacciare altri Paesi con aumenti arbitrari dei dazi”. Rinnovato l’invito all’Amministrazione Trump a “correggere gli errori” e “promuovere lo sviluppo stabile, solido e sostenibile delle relazioni” tra le due potenze.

  • Usa: rappresaglia Cina, gruppo Calvin Klein e Tommy Hilfiger e Illumina in lista nera

    La Cina annuncia di aver inserito Pvh, il gruppo dietro ai brand Calvin Klein e Tommy Hilfiger, e Illumina Inc., società specializzata in biotecnologie, nella lista nera delle “entità non affidabili” con l’accusa di aver “violato i principi del mercato, interrotto gli scambi regolari con le aziende cinesi e adottato misure discriminatorie nei confronti delle aziende” del gigante asiatico. Il ministero del Commercio di Pechino, nel mezzo della rappresaglia per i dazi imposti dall’Amministrazione Trump, accusa inoltre i due gruppi di aver “danneggiato gli interessi e i diritti legittimi” cinesi e, riportano i media ufficiali della Repubblica Popolare, rivendica una decisione in nome della “sovranità nazionale, della sicurezza e degli interessi di sviluppo”.

  • Netanyahu vede Musk a Washington, oggi incontro con Trump

    Benjamin Netanyahu ha incontrato a Washington il miliardario e consigliere di Donald Trump, Elon Musk, nonostante le recenti polemiche per il suo apparente saluto nazista, dalle quali comunque il primo ministro israeliano lo aveva difeso. Lo riportano alcuni media, anche israeliani. Sui social, compresa la piattaforma X, circola una fotografia in cui si vede Trump unirsi alla coppia, anche se lui e Netanyahu si incontreranno ufficialmente solo oggi.

  • Cina presenta reclamo al Wto contro i dazi al 10% di Trump

    La Cina ha dichiarato di aver presentato un reclamo all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) “per difendere i suoi legittimi diritti e interessi” in risposta all’aumento delle tariffe unilaterali americane del 10% su tutto l’import del made in China, secondo quanto deciso da Donald Trump. “La Cina ha presentato un reclamo contro le misure tariffarie statunitensi nell’ambito del meccanismo di risoluzione delle controversie del Wto”, ha riferito il ministero del Commercio in una nota, accusando le le azioni degli Stati Uniti di avere una “natura dolosa”.

    Vedi anche: Super-dazi: Trump sottovaluta la bolla del debito Usa. Per le cripto la peggiore notte dai tempi di Ftx

  • Cina risponde a dazi Trump, tariffe del 15% su carbone e 10% su greggio e attrezzi agricoli

    Il Ministero del Commercio cinese ha annunciato martedì che avrebbe implementato tariffe di contrasto contro gli Stati Uniti su più prodotti. Il governo ha affermato che avrebbe implementato una tariffa del 15% sui prodotti a base di carbone e gas naturale liquefatto, nonché una tariffa del 10% su petrolio greggio, macchinari agricoli e auto di grossa cilindrata. La tariffa del 10% ordinata dal Presidente Donald Trump sulla Cina sarebbe dovuta entrare in vigore martedì, anche se Trump aveva pianificato di parlare con il Presidente cinese Xi Jinping nei prossimi giorni.

  • Cina, avviata indagine anti-monopolio a carico di Google

    Google “è sospettata di aver violato le leggi anti-monopolio cinesi”. Per questa ragione, la State Administration for Market Regulation, l’Antitrust di Pechino, ha deciso “di avviare un’indagine in conformità con le normative”, in base a quanto annunciato con una nota. La mossa ha più una portata simbolica che effettiva, essendo le attività del colosso Usa bandite dalla Repubblica popolare.

  • Cina risponde a Trump con dazi al 15% su carbone e gas Usa

    Pechino risponde ai dazi del 10% a tutte le importazioni made in China decise da Donald Trump, varando un pacchetto di misure che prendono di mira il carbone e il gas naturale liquefatto (Gnl) con aliquote del 15%, più un’ulteriore tariffa del 10% su petrolio, attrezzature agricole e alcune automobili. Le misure, ha riferito il ministero delle Finanze, “sono state imposte per contrastare” i piani del tycoon ed entreranno in vigore dal 10 febbraio

  • Cina, stretta all’export di tungsteno e di altri minerali

    Il ministero del Commercio e l’Amministrazione generale delle dogane cinesi hanno annunciato la stretta sui controlli alle esportazioni “di articoli relativi a tungsteno, tellurio, bismuto, molibdeno e indio” con effetto immediato “al fine di salvaguardare la sicurezza e gli interessi nazionali e di adempiere agli obblighi internazionali come la non proliferazione”. Lo si legge in una nota congiunta.

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