Dazi, cos’è e cosa prevede il meccanismo anti coercizione della Ue
L’Unione ha introdotto un meccanismo anti-coercizione per proteggersi da pratiche scorrette di potenze esterne
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Per proteggere il suo commercio, rispondere alle aggressioni economiche e alle pratiche commerciali sleali compiute da potenze extra-europee l’Ue sta lavorando all’introduzione del cosiddetto meccanismo anti-coercizione. Lo scopo di questo strumento, come spiegano le istituzioni europee, è quello di agire da deterrente, consentendo all’Unione di risolvere i conflitti commerciali attraverso la diplomazia. Ma in caso di necessità, potrebbe essere impiegato per intraprendere azioni contro paesi extra-europei, con misure che vanno dalle limitazioni commerciali alle restrizioni per investimenti e finanziamenti.
Il 6 giugno 2023 il Parlamento europeo e il Consiglio europeo hanno raggiunto un accordo sul testo legislativo finale che introduce il meccanismo anti-coercizione. Poi, il 3 ottobre 2023, l’accordo è stato approvato dagli eurodeputati.
Le misure possibili
Lo strumento anti-coercizione autorizza misure commerciali unilaterali, limitazioni agli investimenti e persino restrizioni agli appalti pubblici per aziende di Paesi terzi ritenuti ostili. Si ritiene siano accodati, anche se più esitanti, Germania e Paesi Bassi (“dobbiamo rimanere uniti”, ha esortato il premier olandese uscente Dick Schoof), mentre dall’Italia si invita ancora alla prudenza per “evitare lo scontro commerciale - come ha detto l’eurodeputato Nicola Procaccini (FdI) -. Il dialogo è ancora possibile fino ad agosto, e una soluzione equilibrata resta a portata di mano”. Tra queste due linee si consumerà il confronto al Coreper. Il primo pacchetto dei possibili controdazi - congelato da aprile - colpirebbe beni-simbolo dell’America profonda: Harley-Davidson, Levi’s, burro d’arachidi, mais del Midwest e soia della Louisiana, per un valore stimato di quasi 21 miliardi di euro. Un secondo pacchetto, in fase avanzata, potrebbe spingersi oltre con dazi su tech e automotive fino a 72 miliardi. In coda resta il ’bazooka’ delle sanzioni alle Big Tech Usa.
Il richiamo di Macron
Questo meccanismo è stato invocato sabato 12 luglio, poco dopo l’arrivo della lettera di Trump, dal presidente francese Emmanuel Macron. «La Francia condivide con la Presidente della Commissione europea la forte disapprovazione per l’annuncio di dazi doganali orizzontali del 30% sulle esportazioni dell’Unione europea verso gli Stati Uniti a partire dal 1° agosto. Tale annuncio giunge dopo settimane di intensi negoziati della Commissione con gli Stati Uniti, sulla base di un’offerta solida e in buona fede. Nell’unità europea, spetta più che mai alla Commissione affermare la determinazione dell’Unione a difendere con risoluzione gli interessi europei», ha scritto su X il presidente francese.
«Ciò implica che è necessario accelerare la preparazione di contromisure credibili, attraverso la mobilitazione dell’insieme di strumenti a disposizione, e includere il meccanismo anti-coercizione, se nessun accordo sarà trovato da qui al primo agosto», ha aggiunto. «Su questa base, la Francia sostiene pienamente la Commissione europea nei negoziati che si intensificheranno per giungere a un accordo reciprocamente accettabile entro il 1° agosto, affinché rifletta il rispetto che si devono partner commerciali come l’Unione europea e gli Stati Uniti, agli interessi condivisi e alle catene del valore integrate», ha concluso.








