The Good Farmer Award

Davines premia l’agroecologia

di Marika Gervasio

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Il Gruppo Davines – azienda attiva nel settore della cosmetica professionale con i marchi per l’haircare Davines e per lo skincare [ comfort zone ], B Corp dal 2016 – annuncia, per il terzo anno consecutivo, l’apertura delle candidature per “The Good Farmer Award” 2026.

Realizzato in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, è il primo premio in Italia a sostenere i giovani agricoltori che guidano la transizione ecologica attraverso pratiche di agricoltura biologica rigenerativa e agroecologiche, con un approccio sistemico e anche sociale.

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Anche per questa edizione è stata rinnovata l’estensione del bando alle aziende agricole dedite all’allevamento e impegnate a migliorare il benessere e la salute animale con pratiche che includono, tra le altre, il pascolo all’aperto e la conseguente riduzione dell’uso di farmaci veterinari.

Il bando si rivolge ad agricoltori e agricoltrici di età inferiore o uguale a 35 anni al 31 luglio 2026 che gestiscano imprese con certificazione biologica in corso di validità. I due progetti più innovativi e avanzati riceveranno dal Gruppo Davines 10.000 euro ciascuno per l’acquisto di materiali e per interventi finalizzati al miglioramento e allo sviluppo delle attività agroecologiche. Le candidature possono essere inviate dal 10 marzo fino al 15 maggio 2026 compilando l’apposito modulo online. La cerimonia di premiazione si terrà il 27 novembre 2026 presso il Davines Group Village a Parma.

Requisiti e strategie agricole richieste

Requisiti necessari per accedere al bando sono l’avere una certificazione biologica in corso di validità e applicare i principi dell’agricoltura biologica rigenerativa e dell’agroecologia. In particolare i giovani agricoltori e le loro aziende dovranno dimostrare di utilizzare almeno tre tra le strategie e le pratiche di agricoltura biologica rigenerativa e agroecologia identificate dal regolamento, tra cui la rotazione colturale, il minimo disturbo del suolo, l’utilizzo di fertilizzanti organici, la coltivazione di alberi associata a campi seminativi o a pascoli, l’uso di colture di copertura come le leguminose e la pacciamatura del terreno (ossia la copertura del terreno con materiale organico come paglia o foglie).

Cinque premiti in due anni

Giunto alla sua terza edizione, il The Good Farmer Award ha premiato ad oggi quattro giovani agricoltori in Italia – nelle prime due edizioni del 2024 e 2025 – e una quinta agricoltrice negli Stati Uniti, dove il Premio ha esteso nel 2025 il proprio raggio d’azione, in partnership con il Rodale Institute, organizzazione no-profit statunitense che ha coniato il termine “agricoltura biologica rigenerativa” negli anni 80. Il contributo di 10.000 euro assegnato a ognuno dei cinque vincitori ha rappresentato non solo un riconoscimento economico, ma un importante acceleratore per potenziare le loro attività verso modelli agricoli sempre più virtuosi.

La prima edizione del 2024 ha premiato due approcci distintivi alla gestione del territorio. Marta Galimberti, di Cascina Bagaggera (Lecco), è stata scelta per il modello multifunzionale della sua attività, che unisce agroecologia e inclusione sociale, grazie alla collaborazione con l’Associazione Corimbo Onlus per l’inserimento lavorativo di giovani con disabilità. Le risorse del The Good Farmer Award sono state destinate all’ampliamento dell’orto, al potenziamento dei progetti di Inclusione sociale e alla creazione di percorsi didattici per diffondere la cultura della rigenerazione del suolo e della biodiversità.

Filippo Laguzzi, di R.A.M. - Radici A Moncalieri (Torino), è stato premiato per la capacità di unire la produzione agricola (inclusa la birra) biologica e rigenerativa a un’intensa attività di sensibilizzazione ecologica, rivolta a tutte le età, agendo come Fattoria Didattica. Il contributo del The Good Farmer Award è stato investito strategicamente per migliorare l’operatività quotidiana e l’efficienza dei processi produttivi con l’acquisto di nuovi attrezzi manuali e portatili, scelti per ottimizzare la cura del terreno e migliorare le lavorazioni quotidiane.

Nel 2025 il The Good Farmer Award ha premiato Alessia Mazzù, della Cooperativa Agricola Co.r.ag.gio (Roma), impegnata nella rigenerazione di 22 ettari di terra pubblica abbandonata. Il premio finanzierà un sistema integrato di raccolta delle acque piovane.

L’altra azienda premiata nel 2025 è l’Azienda Agricola Quira (Liguria), di Luca Quirini, scelta per la tutela della biodiversità locale e della razza bovina Cabannina. Il contributo servirà per costruire una “stalla nel bosco” e acquistare un furgone-laboratorio multifunzionale.

Il 2025 ha segnato una tappa fondamentale per il The Good Farmer Award con l’estensione del premio agli Stati Uniti. La prima vincitrice americana, Clarenda “Farmer Cee” Stanley, è stata selezionata per l’impatto positivo sulla comunità locale e sull’ecosistema, attraverso l’applicazione di tecniche di agricoltura biologica rigenerativa. Clarenda ha utilizzato il premio per pacciamare (tecnica di copertura del terreno attorno alle piante con materiali naturali per proteggerlo e migliorarne le condizioni) alcune delle piante perenni della sua azienda agricola e per contribuire al finanziamento dell’acquisto di una serra a tunnel che ospiterà piante di ibisco e moringa.

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