Piano casa, stretta anti furbetti. Dati al Fisco e stop ai benefici
di Giuseppe Latour e Giovanni Parente
di Fabrizia Villa
2' di lettura
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«Sono sempre stato dell’idea che i prodotti debbano avere una vita lunga e che un oggetto, un mobile disegnato oggi deve piacere oggi, domani e tra dieci anni». Così il designer David Lopez Quincoces, spagnolo di nascita e milanese d’adozione racconta la sua ricerca.
La ricerca di prodotti atemporali è una tendenza evidente in questa nuova edizione del Salone. Che cosa pensa di questo ritorno all’essenzialità, alle radici del design?
Parlando del mio mondo personale, per me è una necessità, cerco la sintesi di un’idea per riuscire a portarla nella sua purezza, è il mio modo per arrivare a progettare prodotti senza tempo. A livello di tendenza, si sta rivalorizzando quella che è la forza del progetto in sé, ciò che vuole esprimere un prodotto quando si va a togliere tutto il superfluo e si eliminano gesti forse troppo banali.
A volte le cose semplici richiedono lavorazioni ancora più sofisticate. Penso alla nuova libreria Sailor che ha disegnato per Living Divani.
Più semplice appare un prodotto, più semplice si pensa sia costruirlo, ma tantissime volte le soluzioni tecniche che nascono per raggiungere il risultato estetico richiedono un’ingenierizzazione altissima. In questo caso c’è stato un lungo lavoro per ottenere sezioni ridotte, per raggiungere una certa stabilità e rendere di una semplicità sorprendente lo smontaggio e il riposizionamento delle mensole. Un lavoro enorme che ha comportato un investimento importante da parte del produttore.
Un mood pulito caratterizza anche la nuova collezione Six Project II firmata Quincoces-Dragò, che verrà presentata in questi giorni alla Six Gallery. Quali sono state le sue fonti d’ispirazione?
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