Danni microvascolari del diabete: cosa sapere e come agire

La domanda

Quali danni può causare il diabete a occhi, reni e nervi?

Risposta: Il diabete può causare danni anche ai piccoli vasi sanguigni, portando a complicanze definite microvascolari, che colpiscono principalmente occhi, reni e nervi. Queste complicanze sono tra le più temute perché, se non riconosciute e trattate per tempo, possono compromettere seriamente la qualità della vita.

La retinopatia diabetica è una delle complicanze oculari più frequenti. È causata dal danneggiamento dei piccoli vasi sanguigni nella retina, la parte dell’occhio responsabile della visione. Nel tempo, l’iperglicemia danneggia questi vasi, provocando microemorragie, rigonfiamenti e, nei casi più gravi, la crescita di nuovi vasi anomali che possono portare a distacco della retina e perdita della vista. Per questo motivo, è fondamentale sottoporsi a controlli oculistici regolari, con esami specifici come la fundoscopia o la fotografia del fondo oculare, per individuare i primi segni di retinopatia e intervenire tempestivamente.

La malattia renale diabetica, o nefropatia, rappresenta un altro importante rischio per chi convive con il diabete. L’iperglicemia prolungata danneggia le strutture renali deputate all’attività “filtro” del sangue chiamate glomeruli, che sono responsabili della depurazione del sangue. Questo provoca una eccessiva perdita di proteine con le urine e/o una perdita progressiva della funzionalità renale, che può evolvere fino all’insufficienza renale sino alla dialisi. Per prevenire o rallentare questa evoluzione, è necessario monitorare regolarmente due parametri fondamentali: la velocità di filtrazione glomerulare (Vfg), che misura quanto bene i reni filtrano il sangue, e la presenza di proteine o albumina nelle urine, che indica un danno precoce ai reni. Nei pazienti con diabete di tipo 1, i controlli renali dovrebbero iniziare circa cinque anni dopo la diagnosi e ripetersi almeno una volta l’anno. Nel diabete di tipo 2, invece, poiché la malattia è asintomatica e la complicanza può essere presente già all’esordio, lo screening deve partire subito e continuare con cadenza annuale. Oltre a questi esami, è importante valutare anche altri fattori come la pressione arteriosa, che se elevata può accelerare il danno renale ed il colesterolo.

La neuropatia diabetica è una complicanza che interessa i nervi, sia quelli periferici che quelli autonomici. Colpisce fino a un terzo delle persone con diabete e può manifestarsi con diversi sintomi: formicolii alle estremità inferiori, dolori, sensazioni di bruciore, perdita di sensibilità soprattutto ai piedi, crampi notturni e problemi di equilibrio durante la camminata. Nei casi più avanzati, la neuropatia può causare ulcere ai piedi e infezioni difficili da guarire, fino a portare, nei casi estremi, all’amputazione. È quindi fondamentale riconoscere precocemente questi segnali per intervenire con terapie appropriate e prevenire complicanze gravi.

Per diagnosticare la neuropatia, il medico esegue un’attenta raccolta dei sintomi e un esame fisico specifico. Particolare attenzione viene riservata ai piedi, controllandone la cute, le unghie, la presenza di callosità, deformità e lesioni. Vengono anche valutati i polsi periferici per verificare la circolazione sanguigna. Uno dei test più semplici e utili è quello con il monofilamento da 10 grammi, un piccolo filamento che viene applicato in vari punti della pianta del piede. Se il paziente non percepisce la stimolazione in almeno tre punti, è probabile che ci sia una neuropatia. Nei casi in cui si sospetta una neuropatia autonomica, vengono eseguite misurazioni della pressione arteriosa in diverse posizioni (supina e in piedi) e test che valutano la variabilità della frequenza cardiaca durante la respirazione profonda o la manovra di Valsalva. Si raccolgono inoltre informazioni su disturbi gastrointestinali, urinari o sessuali che possono indicare un coinvolgimento dei nervi autonomi.

È fondamentale che lo screening per queste complicanze venga effettuato regolarmente, almeno una volta l’anno, per identificare tempestivamente eventuali problemi e intervenire precocemente con terapie o cambiamenti nello stile di vita. Una gestione attenta del diabete, con controllo glicemico, pressione arteriosa e colesterolo, insieme a visite specialistiche regolari, rappresenta la strategia più efficace per prevenire o rallentare l’insorgenza e la progressione delle complicanze microvascolari.

Riproduzione riservata ©

Gli ultimi quesiti