Isola contesa

Groenlandia, Danimarca: «Non siamo riusciti a convincere gli Usa». Trump: «Troveremo soluzione». Paesi europei inviano militari

Oggi 50 minuti di faccia a faccia tra il vicepresidente Usa Vance e il segretario di Stato Rubio e la diplomazia danese e groenlandese che mira a convincere Trump a rinunciare all’annessione in cambio di concessioni

Il proprietario di un negozio, David Rogilds, mostra una maglietta che vende a Nuuk, in Groenlandia, il 14 gennaio 2026. REUTERS/Marko Djurica

5' di lettura

English Version

5' di lettura

English Version

«Siamo pronti e disposti a fare di più» per la sicurezza nell’Artico. Gli Stati Uniti hanno già «ampio accesso militare» alla Groenlandia e possono chiedere di aumentare la loro presenza e qualsiasi richiesta di Washington sarà «esaminata» in modo costruttivo. Così il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, dopo l’incontro a Washington con il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. A seguito del vertice, Rasmussen ha ammesso che «finora non siamo riusciti a far cambiare posizione agli Stati Uniti», aggiungendo che «è chiaro che il presidente ha questo desiderio di conquistare la Groenlandia, e noi abbiamo chiarito in modo inequivocabile che ciò non è nel nostro interesse».

Sulla questione, il presidente americano Trump ha dichiarato: «Penso che una soluzione sarà trovata». Il tycoon ha inoltre assicurando di avere «un rapporto molto buono» con la Danimarca e ha ripetuto che la Groenlandia «ci serve per la sicurezza nazionale».

Loading...

In precedenza Trump si era rifiutato di escludere l’uso della forza militare per ottenere l’isola più grande del mondo, affermando che gli Stati Uniti ne hanno bisogno per la difesa. Rubio ha ritrattato queste dichiarazioni, sostenendo che l’obiettivo è acquistare la Groenlandia. I danesi hanno affermato che non è loro diritto venderla, e i groenlandesi che non esiste una somma di denaro che possa comprare la loro terra. In una conferenza stampa a Washington, la ministra degli Esteri groenlandese Motzfeldt ha dichiarato: «Non vogliamo che gli Stati Uniti ci controllino». I danesi sostengono che un ampio accordo di difesa che risale al 1951 consente già agli Stati Uniti di utilizzare il territorio a loro piacimento per scopi difensivi, rendendo inutile qualsiasi acquisizione.

Mercoledì Trump, in un post su Truth, aveva dichiarato la necessità della Groenlandia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, aggiungendo: «la Nato diventa molto più formidabile ed efficace con la Groenlandia nelle mani degli Usa. Qualunque cosa al di sotto di questo è inaccettabile». L’isola artica «è fondamentale per il Golden Dome che stiamo costruendo. La Nato dovrebbe aprirci la strada per ottenerla. Se non lo facciamo noi, lo faranno la Russia o la Cina, e questo non può accadere! Dal punto di vista militare, senza il vasto potere degli Stati Uniti, la Nato non sarebbe una forza efficace o un deterrente, neanche lontanamente!».

«Da che parte, uomo della Groenlandia?» ha chiesto poi la Casa Bianca in un’immagine provocatoria pubblicata sul proprio profilo istituzionale. Il profilo ufficiale della Casa Bianca pubblica infatti un’immagine che mostra quella che ritiene essere la scelta che si trova ad affrontare la Groenlandia (rappresentata da due slitte trainate da cani): può schierarsi con gli Stati Uniti e godersi un futuro luminoso oppure affrontare una tempesta rappresentata dalle forze congiunte di Russia e Cina.

Il ministro degli Esteri danese Lars Loekke Rasmussen, al centro, e il ministro degli Esteri groenlandese Vivian Motzfeldt, a sinistra, si accingono ad incontrare il vicepresidente J.D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio alla Casa Bianca a Washington D.C. mercoledì 14 gennaio 2026. (Mads Claus Rasmussen/Ritzau Scanpix via AP)

Diversi Paesi europei inviano soldati in Groenlandia

Intanto il governo danese sta inviando materiale militare e unità di avanguardia in Groenlandia, in modo che l’isola sia pronta a ricevere forze più consistenti dall’esercito danese. Lo riporta l’emittente danese DR. Inizialmente, spiega DR, è stato inviato in Groenlandia un cosiddetto comando avanzato, il cui compito consiste nel garantire che la logistica e l’ambiente siano pronti ad accogliere eventuali rinforzi in un secondo momento.

Oltre alle forze danesi, è arrivato sull’isola un distaccamento di ufficiali dell’esercito svedese. «Alcuni ufficiali delle forze armate svedesi arrivano oggi in Groenlandia. Fanno parte di un gruppo proveniente da diversi Paesi alleati», ha reso noto il premier svedese Ulf Kristersson in un post su X. «Insieme prepareranno le prossime fasi dell’esercitazione danese Operation Arctic Endurance», ha aggiunto, precisando che l’invio di truppe avviene «su richiesta della Danimarca». Anche la Norvegia, come fa sapere un portavoce del ministero della Difesa di Oslo, invierà due ufficiali militari.

Nella serata del 14 gennaio è arrivata la notizia, fatta filtrare dalla Bild che cita fonti tedesche e scandinave, secondo cui la Germania invierà i primi soldati in Groenlandia già questa settimana. Un portavoce del ministero della Difesa ha risposto di non poter né confermare né smentire la notizia. Anche la Francia, secondo quanto reso noto dall’esercito, perteciperà alla missione militare in Groenlandia coordinata dalla Danimarca.

Bruxelles allineata alla volontà della Groenlandia

Si muovono anche i vertici dell’Unione europea. I groenlandesi «possono contare su di noi», ha affermato la presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen, dopo le minacce del presidente Trump di acquisire l’isola artica e mentre alla Casa Bianca è atteso un importante vertice sul futuro del territorio semi-autonomo sotto il Regno di Danimarca.

«Rispettiamo la volontà dei groenlandesi e i loro interessi», ha aggiunto von der Leyen durante una conferenza stampa a Bruxelles, spiegando che la Groenlandia fa parte della NATO e, quando parliamo di sicurezza nell’Artico, questo è uno dei temi centrali dell’Alleanza.

In questo scenario, anche la Conferenza dei presidenti (CoP) del Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza una dichiarazione di pieno sostegno alla Groenlandia e alla Danimarca. «Qualsiasi tentativo di minare la sovranità e l’integrità territoriale» di Copenaghen e Nuuk «viola il diritto internazionale», si legge nel testo, adottato su iniziativa dei Socialisti e democratici. I capigruppo condannano «inequivocabilmente le dichiarazioni dell’amministrazione Trump» che «costituiscono una palese sfida al diritto internazionale, ai principi della Carta dell’Onu e alla sovranità e integrità territoriale di un alleato Nato. Tali dichiarazioni sono inaccettabili e non hanno alcun posto nelle relazioni tra partner democratici».

La posizione dei maggiori paesi europei

Anche dalla Francia, che aprirà un’ambasciata in Groenlandia il prossimo 6 febbraio, arrivano dichiarazioni preoccupate. Le intenzioni del presidente americano Trump sulla Groenlandia «devono essere prese molto sul serio», ha dichiarato il primo ministro francese Sebastien Lecornu intervenendo all’Assemblea nazionale. La Francia è «pienamente solidale con la Danimarca e con le autorità legittime della Groenlandia», ha aggiunto Lecornu.

Da Berlino arrivano commenti ancora più cupi. «La relazione transatlantica che abbiamo conosciuto finora si sta dissolvendo, stiamo vivendo una fase di cambiamento storico nella quale tutte le certezze su cui potevamo fare affidamento in Europa sono messe sotto pressione» ha detto il vicecancelliere federale e ministro delle Finanze Lars Klingbeil intervenendo ad un’iniziativa dell’Istituto tedesco per la ricerca economica (Diw).

Klingbeil ha fatto riferimento alle recenti dichiarazioni statunitensi sulla Groenlandia e alla nuova strategia di sicurezza nazionale: «l’alleanza transatlantica sta affrontando un cambiamento molto più profondo di quanto forse abbiamo voluto ammettere». Il vicecancelliere ha poi aggiunto: «chi legge la nuova strategia di sicurezza nazionale dell’amministrazione Trump si rende conto che l’amministrazione statunitense continua ad allontanarsi politicamente e culturalmente dall’Europa. La strategia e le azioni potrebbero essere interpretate quasi come una sfida all’Unione Europea e al nostro ordine liberale democratico».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti