Groenlandia, Danimarca: «Non siamo riusciti a convincere gli Usa». Trump: «Troveremo soluzione». Paesi europei inviano militari
Oggi 50 minuti di faccia a faccia tra il vicepresidente Usa Vance e il segretario di Stato Rubio e la diplomazia danese e groenlandese che mira a convincere Trump a rinunciare all’annessione in cambio di concessioni
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«Siamo pronti e disposti a fare di più» per la sicurezza nell’Artico. Gli Stati Uniti hanno già «ampio accesso militare» alla Groenlandia e possono chiedere di aumentare la loro presenza e qualsiasi richiesta di Washington sarà «esaminata» in modo costruttivo. Così il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, dopo l’incontro a Washington con il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio. A seguito del vertice, Rasmussen ha ammesso che «finora non siamo riusciti a far cambiare posizione agli Stati Uniti», aggiungendo che «è chiaro che il presidente ha questo desiderio di conquistare la Groenlandia, e noi abbiamo chiarito in modo inequivocabile che ciò non è nel nostro interesse».
Sulla questione, il presidente americano Trump ha dichiarato: «Penso che una soluzione sarà trovata». Il tycoon ha inoltre assicurando di avere «un rapporto molto buono» con la Danimarca e ha ripetuto che la Groenlandia «ci serve per la sicurezza nazionale».
In precedenza Trump si era rifiutato di escludere l’uso della forza militare per ottenere l’isola più grande del mondo, affermando che gli Stati Uniti ne hanno bisogno per la difesa. Rubio ha ritrattato queste dichiarazioni, sostenendo che l’obiettivo è acquistare la Groenlandia. I danesi hanno affermato che non è loro diritto venderla, e i groenlandesi che non esiste una somma di denaro che possa comprare la loro terra. In una conferenza stampa a Washington, la ministra degli Esteri groenlandese Motzfeldt ha dichiarato: «Non vogliamo che gli Stati Uniti ci controllino». I danesi sostengono che un ampio accordo di difesa che risale al 1951 consente già agli Stati Uniti di utilizzare il territorio a loro piacimento per scopi difensivi, rendendo inutile qualsiasi acquisizione.
Mercoledì Trump, in un post su Truth, aveva dichiarato la necessità della Groenlandia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, aggiungendo: «la Nato diventa molto più formidabile ed efficace con la Groenlandia nelle mani degli Usa. Qualunque cosa al di sotto di questo è inaccettabile». L’isola artica «è fondamentale per il Golden Dome che stiamo costruendo. La Nato dovrebbe aprirci la strada per ottenerla. Se non lo facciamo noi, lo faranno la Russia o la Cina, e questo non può accadere! Dal punto di vista militare, senza il vasto potere degli Stati Uniti, la Nato non sarebbe una forza efficace o un deterrente, neanche lontanamente!».
«Da che parte, uomo della Groenlandia?» ha chiesto poi la Casa Bianca in un’immagine provocatoria pubblicata sul proprio profilo istituzionale. Il profilo ufficiale della Casa Bianca pubblica infatti un’immagine che mostra quella che ritiene essere la scelta che si trova ad affrontare la Groenlandia (rappresentata da due slitte trainate da cani): può schierarsi con gli Stati Uniti e godersi un futuro luminoso oppure affrontare una tempesta rappresentata dalle forze congiunte di Russia e Cina.


