Dalle funivie la spinta per l’anno record di Hti
Ricavi oltre 1,6 miliardi. Installati 80 impianti nel 2025. Il presidente Seeber:«Ordini già in casa per quasi un anno di lavoro».
di Luca Orlando
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«L’organico? Certo che stiamo assumendo, e in parallelo investiamo per aumentare in alcuni ambiti la nostra capacità produttiva». Strategia necessaria quella di Anton Seeber, alla luce della crescita a doppia cifra del gruppo che guida, il colosso altoatesino Hti, High Technology Industries.
Che grazie ad un anno positivo per le sue principali divisioni, dagli impianti a fune a quelli di innevamento, dai battipista ai cingolati per la gestione della vegetazione, è stato in grado di superare per la prima volta quota 1,6 miliardi di ricavi, in progresso di quasi 16 punti rispetto all’anno precedente.
«Il portafoglio ordini per il 2026 è già praticamente chiuso - aggiunge Seeber - e grazie ai progetti di lunga durata che abbiamo acquisito possiamo guardare in avanti con fiducia».
Decisivi, per i risultati, i numeri degli impianti a fune, con oltre 80 installazioni effettuate lo scorso anno, con quasi la metà dei ricavi di gruppo a provenire in termini geografici dall’arco alpino. Anche se a progredire non sono soltanto le commesse legate alle località sciistiche ma anche le strutture dirette a rispondere alle esigenze della mobilità urbana con progetti in più paesi, tra Francia e Spagna, Messico (quattro nuovi progetti in campo) e India, Vietnam e Repubblica Dominicana.
«Il trend delle funivie di città è in crescita evidente - spiega Seeber - e questo pone anche sfide diverse quando ci viene affidata anche la responsabilità della gestione. Il che comporta un’attività 365 giorni all’anno per 18 ore al giorno di funzionamento, con manutenzione dunque da realizzare esclusivamente di notte. Un mondo diverso rispetto a quello delle funivie tradizionali».









