Dalle batterie ai software, arrivano le nuove tutele
Il consumatore saprà se un aggiornamento diminuisce le prestazioni
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I punti chiave
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Non solo greenwashing. La stretta europea coinvolgerà anche l’obsolescenza precoce, con una serie di nuovi divieti pensati per evitare che il consumatore sia spinto a sostituire un prodotto, ripararlo o acquistare nuovi componenti prima del necessario.
Chiedilo al Sole
La direttiva Ue 2024/825 inserisce infatti nella «black list» delle pratiche commerciali scorrette anche diversi comportamenti legati alla durabilità e alla riparabilità dei beni. Tra questi c’è la comunicazione commerciale relativa a un prodotto che contiene una caratteristica introdotta per limitarne la durata, quando il professionista dispone delle informazioni sulla caratteristica e sui suoi effetti. Diventa inoltre sempre vietato dichiarare falsamente che un bene avrà una determinata durata, in termini di tempo o intensità di utilizzo, in condizioni d’uso normali, così come presentarlo come riparabile quando in realtà non lo è.
Prodotti digitali
Un capitolo specifico riguarda i prodotti digitali e con componenti software. Il professionista non potrà omettere di informare il consumatore quando un aggiornamento avrà effetti negativi sul funzionamento del bene. Allo stesso modo, non potrà presentare come «necessario» un aggiornamento che serve soltanto a migliorare alcune funzionalità.
La direttiva interviene anche su pratiche molto concrete. È vietato indurre il consumatore a sostituire materiali di consumo prima che ciò sia tecnicamente necessario. L’esempio indicato dalla stessa normativa è quello della stampante che sollecita la sostituzione delle cartucce quando l’inchiostro non è ancora effettivamente esaurito.
Regole nuove anche per ricambi e accessori non originali. Se il loro utilizzo compromette realmente la funzionalità del prodotto, il consumatore dovrà esserne informato. Ma sarà vietato anche affermare falsamente che un componente non originale provocherà problemi quando ciò non è vero. Il principio può riguardare, per esempio, cartucce, caricabatterie o pezzi di ricambio: Bruxelles punta a evitare sia acquisti inutili sia vincoli ingiustificati verso i componenti del produttore originale.







