Mercato in evoluzione

Dalla svolta lifestyle all’elettrico mini: quale sarà il futuro dell’auto?

La super nicchia, la personalizzazione, il passato innovativo, il valore della manifattura. Se il vero lusso è conoscere, ecco i trend che anticipano i grandi cambiamenti del primo oggetto del desiderio.

di Mario Cianflone e Giulia Paganoni

6' di lettura

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“Tempesta sull’auto”. “Tsunami sull’industria”. “Passaggio epocale”. Sono i concetti che si continuano a ripetere e che raccontano una situazione grave, di profonda metamorfosi, per il settore che, per inciso, sforna i giocattoli preferiti degli adulti: le automobili, comprese le top di gamma, i modelli speciali e le supercar, ma anche le vetture normali, perché l’understatement è solo l’altra faccia dello chic.

La Tourbillon, l’hypercar ibrida di BUGATTI (da 3,8 milioni €).

Disquisire sulla crisi è un topic da ufficio, da cocktail e da bar; fra luoghi comuni (“l’avevo detto io che l’elettrico…”) e soggettività, banalità semantiche e nostalgie vintage. Se il vero lusso è conoscere, sapere le tendenze per anticiparle e interpretarle, approfondire il futuro del mercato dell’auto è indispensabile. E va ben oltre lo sviluppo di competenze da conversazione sociale.

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La Temerario di LAMBORGHINI (da 305.000 €), con powertrain ibrido: per questa super sportiva la casa di Sant’Agata Bolognese si è avvalsa della collaborazione del direttore creativo di Balenciaga, Demna Gvasalia.

Che cosa sta succedendo davvero? Che cosa occorre sapere per non trascurare un fenomeno globale? La questione si snoda intorno a un cambiamento di vasta portata, capace di stravolgere la geografia produttiva forse più di quanto abbiano fatto, in questi ultimi anni, pandemia, guerre e chip shortage. L’industria dell’auto, partita a lancia in resta verso la rivoluzione elettrica, fa i conti con una realtà diversa dalle previsioni del marketing: le vetture a ioni di litio, imposte nei fatti dalla Ue, non convincono i clienti. E il cliente, si sa, è sovrano: se non è convinto, non compra, e i numeri parlano chiaramente di una scollatura fra domanda e offerta. Per questo è tempo di tornare a mettere al centro il valore dell’ingegneria e del prodotto. L’automobile è ancora un oggetto del desiderio appagante e desiderabile, ma resta molto lontano da una borsa o da un paio di scarpe. E di certo non è uno smartphone su ruote.

La AUDI Q6 e-tron quattro(da 67.800 €).

La nuova partita dell’auto si gioca quindi su macrotemi che comprendono il passaggio dal premium al luxury con un ritorno del vintage, che frena l’ondata di veicoli a pile, e un livello di personalizzazione che diventa espressione di sé. E soprattutto si gioca sulla qualità del prodotto.

La FIAT Grande Panda (circa 19.000 € per la versione ibrida e meno di 25.000 € per la fullelectric).

Lusso nel rispetto del Dna. Un esempio tra tutti è Ferrari, da sempre considerato un brand di lusso per la cura artigianale dei suoi modelli. La casa di Maranello dall’anno della sua fondazione, il lontano 1947, mantiene il suo Dna fatto di sportività ed eccellenza made in Italy. Lo sviluppo di nuove divisioni come, appunto, il lifestyle, è un omaggio all’eleganza senza tempo del Cavallino Rampante, che sfrutta il proprio know-how per abbracciare nuovi business: una collezione di moda ispirata allo stile, all’innovazione e alle prestazioni dei modelli del marchio. Ma le competenze e gli stilemi dei relativi mercati di riferimento, la moda da una parte e l’automotive dall’altra, sono ben distinti nelle finalità, creative e tecniche.

La Mercedes-AMG SL 63 MANUFAKTUR Golden Coast special-edition mode, MERCEDES-BENZ (da 198.900 €).

Diversa è l’operazione di Jaguar, marchio da sempre legato a una definizione di lusso british. La trasformazione della brand identity, volta a sottolineare il passaggio alla mobilità elettrica, è un vero cambio di pelle, che prende le distanze dal mondo dell’auto e delle origini e si spinge verso la moda: l’heritage, il retaggio storico dai connotati leggendari, resta sullo sfondo, fra chiavi totem e personalizzazione colore. Un modello di business azzardato: il mercato e i risultati diranno l’ultima parola.

La BMW i7 M70 xDrive, full electric (da 126.500 €).

Nell’area lifestyle si inseriscono anche progetti di super nicchia come Bugatti Tourbillon, prodotta in 250 unità, vendute al prezzo base di 3,8 milioni di euro ciascuna, e la collaborazione creativa fra Demna Gvasalia e l’azienda di Sant’Agata Bolognese, moda e aerodinamicità, borse iconiche e supercar, nella partnership che unisce Balenciaga e Lamborghini Temerario.

La nuova FIAT Topolino elettrica (7.543,68 €).

Vintage e analogico. Il ritorno ai tasti fisici è un’apertura al passato e alla valorizzazione dell’heritage come segno di esclusività, ma anche una scelta pratica che, in alcune occasioni, diminuisce le possibilità di distrazione alla guida. Così come il ritorno degli orologi analogici rispetto a quelli digitali. La tecnologia può cedere consapevolmente il passo alle qualità estetiche e strutturali di ciò che è stato e che è.

La MOBILIZE Duo (da6.853 €).

È questa la scelta di Porsche all’interno dell’abitacolo. Anche se su alcuni modelli il digitale permane, le lancette non possono mancare, foss’anche solo come pixel su uno schermo, con un mix tra passato e presente.

Rolls-Royce, casa automobilistica il cui lusso è quasi barocco, valorizza l’esclusività vintage con orologi artigianali montati sulle sue opere d’arte a quattro ruote. Si tratta di elementi di assoluta unicità, progettati su indicazione dei singoli clienti che, in questo modo, possono trasmettere qualcosa di sé anche negli oggetti d’uso quotidiano.

La FERRARI 12 Cilindri Bianco Artico (da 395.000 €)

Nel filone di amanti dell’altroieri dell’auto, i collezionisti di un vintage vicino nel tempo, ma non nell’estetica dilagante, si inseriscono a buon diritto anche Hyundai Santa Fe, con il suo design squadrato molto anni Novanta, e Volvo EX90, super suv elettrico, sviluppato con la collaborazione di grandi nomi del mondo hi-tech come Google, Qualcomm e Nvidia, il tutto vestito con il tradizionale minimalismo estetico degli interni e degli esterni. E ancora il maxi suv familiare Mazda CX-80.

La HYUNDAI Santa Fe (da 50.100 €).

Custom-made totale. Sempre in ottica di personalizzazione, sono state sviluppate vere e proprie strategie aziendali a tutto tondo, come nel caso di Mercedes. Si tratta di una metamorfosi da premium a luxury che proietta il brand in una nuova era che ridefinisce sia i posizionamenti sia i prodotti. Nasce da qui la scelta di rilanciare Manufaktur, l’atelier della casa della Stella a tre punte, dove i clienti possono customizzare i nuovi modelli in modo più dettagliato, grazie a vernici inedite, interni in pelle speciali, finiture rare. Questa spinta al su misura è condivisa anche da altre case automobilistiche, come Porsche con la sua linea Exclusive e, ancora, Ferrari con il rinomato Atelier Ferrari.

La RENAULT 5 E-Tech electric (da 27.900 €).

Il programma Manufaktur di Mercedes è attualmente gestito dalla stessa fabbrica che si occupa della produzione della limousine Classe S e sarà applicato per la prima volta al nuovo modello di berlina di lusso in arrivo nel 2025. Col tempo il programma si espanderà per coprire altri modelli di fascia alta progettati, ad esempio, da AMG come SL e GT, ma anche la nuova Classe G che è gestita nel suo centro di produzione in Austria, la location Steyr-Daimler-Puch. L’ampia varietà di soluzioni di verniciatura fa capo a un sistema automatizzato che riduce la quantità di ore di lavoro anche per opzioni complesse e multicolori. Il sistema, chiamato PixelPaint, funziona come una gigantesca stampante a getto d’inchiostro tridimensionale. La gamma dei colori si amplia e include anche nuance fashion, come le tonalità pastello. Così le linee più sinuose della carrozzeria, abbinate alle nuove sfumature moda, valorizzano il design dell’automobile con giochi di luce.

La SUZUKI Lapin (da 8.300 €).

La luce è design. Nella ricerca di linguaggi stilistici più attraenti, in un mondo contraddistinto da forme omologate e poco personali, il colore cessa di essere elemento ornamentale e recupera prepotentemente il suo ruolo di identità e riconoscibilità di marche e modelli. Le tinte giallo e verde, dalla forte profondità, che caratterizzano la nuova Renault 5, richiamano cromatismi degli anni Settanta. Distintivo è l’ormai iconico Soul Red Crystal di Mazda, mentre Fiat ha scelto di non produrre più auto grigie.

Se il colore è luce, i modelli di nuova generazione giocano sul light design con firme luminose distintive, realizzate con soluzioni hi-tech come i pannelli Oled, in grado di comunicare anche con le altre macchine. Basti citare i gruppi ottici posteriori Audi Q6 e-tron composti da sei elementi, che integrano un totale di 360 segmenti capaci di generare una nuova immagine ogni dieci millisecondi. Anche nella mega ammiraglia Bmw i7, con una calandra “doppio rene” gigantesca e una linea monolitica caratterizzata da linee squadrate e decise, spiccano i doppi gruppi ottici anteriori realizzati con due elementi sovrapposti.

Il cuore puro della funzionalità. Lusso non è solo sinonimo di grandi dimensioni. Vista la complessità della viabilità urbana, i problemi di traffico e parcheggi, torna in auge il “piccolo è bello”. Il fenomeno smart, ormai andato a scemare, viene sostituito dai nuovi quadricicli elettrici che popolano sempre più le città. Dalla minicar Mobilize Duo alla Fiat Topolino fino alla kei car Suzuki Alto Lapin: veicoli poco ingombranti e funzionali per brevi spostamenti, che quindi danno merito all’elettrico. Eccolo il senso alla mobilità elettrica, contestualizzato e valorizzato nelle sue qualità identitarie. Magari ci vorranno anni per comprenderlo appieno e allora diventerà un oggetto di lusso heritage. Oppure, in ottica sostenibile, possiamo aspettarci che domani l’elettrico perda attenzione e che ci sia un ritorno al diesel per le sue qualità tecniche. Perché alla fine, la storia è ciclica.

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