Professioni sanitarie

Dalla radioterapia al nucleare, perché c’è bisogno di competenze e specialisti

Nella legge approvata dal Parlamento i fisici sono tra le figure per cui disciplinare modalità di formazione necessarie alla filiera nucleare

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L’approvazione del Disegno di legge in materia di energia nucleare sostenibile segna un passaggio cruciale non solo per il futuro del settore, ma sottolinea che nel nostro Paese le competenze professionali necessarie esistono già e da anni contribuiscono alla sicurezza di tutti.

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Il ruolo dei fisici medici

Nel corso dell’iter parlamentare, è stato integrato un emendamento che include espressamente i fisici tra le figure professionali per le quali dovranno essere disciplinate le modalità di formazione finalizzate allo sviluppo delle competenze necessarie alla filiera nucleare. Accanto a tecnici, ricercatori e ingegneri viene riconosciuto il contributo di una professionalità altamente specializzata, con competenze che spaziano dalla fisica nucleare alla radioprotezione, dalla dosimetria alla gestione delle radiazioni ionizzanti.

Per la nostra categoria, questo non è un mero riconoscimento formale: per la prima volta, una norma che guarda allo sviluppo del settore nucleare dichiara esplicitamente anche i fisici tra le professionalità da coinvolgere nei percorsi di formazione. Un passaggio importante perché viene riconosciuto il valore di competenze maturate in decenni di attività negli ospedali, nelle università e negli enti di ricerca.

Molti cittadini non sanno che dietro a una Tac, una Pet, una radioterapia oncologica e tante altre tecnologie sanitarie opera un fisico medico: è lui il professionista che verifica il corretto funzionamento delle apparecchiature, controlla le dosi di radiazioni, valuta i rischi e contribuisce a garantire che ogni trattamento o esame venga effettuato secondo i più elevati standard di sicurezza.

Ogni anno milioni di italiani entrano in contatto con tecnologie che utilizzano radiazioni ionizzanti e la sicurezza di questi percorsi è resa possibile anche grazie al lavoro, spesso poco visibile ma fondamentale, dei fisici medici, professionisti esperti capaci di coniugare ricerca, rigore scientifico e gestione del rischio; competenze che rappresentano un patrimonio prezioso anche al di fuori dell’ambito strettamente sanitario.

Formazione risorsa strategica

Il nuovo provvedimento non modifica la natura della nostra professione né il ruolo che i fisici medici svolgono all’interno del Servizio sanitario nazionale. Afferma però un principio rilevante: l’esperienza accumulata nella gestione sicura delle radiazioni costituisce una risorsa strategica per il Paese e può essere d’aiuto alla formazione delle figure professionali necessarie per affrontare le sfide del futuro.

In un settore tecnologicamente avanzato come quello nucleare, la qualità della formazione rappresenta il primo fattore di sicurezza e sostenibilità. Per questo accogliamo con entusiasmo la scelta del legislatore, che riconosce il ruolo della conoscenza scientifica come elemento essenziale per accompagnare sviluppo, innovazione ma sempre con responsabilità. Perché nessuna innovazione può essere davvero sostenibile senza professionisti preparati a governarla.

In un settore tecnologicamente avanzato come quello nucleare, la vera sfida non riguarda soltanto le tecnologie, ma soprattutto le conoscenze necessarie per gestirle in modo sicuro e responsabile.

Il significato più profondo di questo riconoscimento risiede nella consapevolezza che innovazione, sicurezza e sviluppo possono procedere insieme solo investendo nelle competenze: perché nessuna tecnologia può esprimere pienamente il proprio potenziale senza professionisti in grado di governarla con rigore, sicurezza e senso di responsabilità.

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* Presidente Aifm - Associazione italiana di Fisica medica e sanitaria

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