Dalla produzione alla vendita, Space 2000 vola con l’innovazione
Nell’azienda torinese microchip nei capi per gestire il commercio e robot per la movimentazione
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Tecnologia e innovazione. Così cresce un’azienda di abbigliamento che, in vent’anni, ha quasi decuplicato il suo organico e più che triplicato il suo fatturato. Nel 2004, quando Manuele e suo fratello Cristiano Musso hanno preso le redini di Space 2000, l’azienda fondata dal padre Giancarlo negli anni ’70, i dipendenti erano 15. Oggi sono 125, con un fatturato che nel 2024 ha sfiorato i 33 milioni di euro. La vera rivoluzione è stato il sistema di lavoro che la seconda generazione Musso ha sviluppato nell’impresa di Baldissero Canavese (Torino). L’azienda di famiglia è oggi diventata una piattaforma di gestione e creazione di brand nel settore dell’urban wear, dotata di un sistema altamente tecnologico che segue l’intero processo, dalla produzione fino all’ultima fase di commercializzazione.
Sono dieci i marchi che oggi fanno capo a Space 2000, dallo storico Bomboogie, la linea nata nei primi anni ’90, ad AI Riders, il brand della famosa felpa per bambini con gli occhiali incorporati nel cappuccio, che, dopo aver spopolato in Europa, è diventato il prodotto più venduto sul mercato coreano.
Cinque i canali distributivi. Il primo è il wholesale, con 2200 vetrine in tutto il mondo, l’80% in Europa e il 20% in Asia (il 40% della produzione di Space 2000 è destinata all’export). Seguono i negozi diretti, avviati a Torino, Verona, Milano, Firenze, Genova Sestri Levante e, ultima arrivata a novembre 2024, Cuneo. A questi canali si aggiungono i punti vendita negli outlet e i corner in Italia e in Europa. «Nella sede di Baldissero Canavese ci occupiamo dell’e-commerce con un digital department dedicato», spiega l’ad Manuele Musso. «Con la nostra piattaforma di gestione abbiamo sotto controllo tutto il processo».
Per ottenere la massima efficienza è necessaria un’infrastruttura ben organizzata e i 20.000 metri quadrati del quartier generale dell’azienda si sono evoluti in questa direzione con l’inaugurazione di un nuovo centro stile e l’organizzazione di un magazzino robotizzato. «Con un investimento di 7 milioni di euro dal 2018 al 2022 abbiamo delegato ai robot la movimentazione dei prodotti. Solo il 5% del picking viene fatto manualmente dai nostri magazzinieri, ed è una parte davvero residuale». Da 15 anni, poi, ogni capo d’abbigliamento Space 2000 è dotato di un microchip che lo identifica in modo univoco. «Questo ci permette di mettere ogni prodotto a disposizione contemporaneamente su tutti i canali distributivi, potendo controllare da remoto su quale canale viene venduto. Ci consente anche di spostare un prodotto solo quando ci serve davvero, ottimizzando l’intero processo». Un sistema che aumenta le possibilità di vendita e rende più efficiente un magazzino, che gestisce i restock in base agli input dei chip.
Non è solo una questione di fatturato, ma anche di organizzazione del lavoro e sostenibilità della produzione: ridurre gli spostamenti, rendere efficiente ogni fase del processo, limitando lo spreco di energia e risorse. «Ora l’obiettivo è integrare l’AI a tutti i livelli, a partire da quello creativo. A dicembre abbiamo lanciato un piano di formazione che va in questa direzione». Questo non significa che le persone contino meno, anzi: «A maggio è stato inaugurato il nuovo centro stile, un’enorme open space che garantisce il massimo comfort ai dipendenti».

