Restituzioni

Dalla Procura di Manhattan restituiti 17 preziosi beni culturali all’Italia

Sei manoscritti gesuiti in cinese, una lettera di Alfonso d’Este ad Ariosto e un frammento Becchina da 1,5 milioni di dollari ritornano nella penisola

di redazione

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La Procura Distrettuale di New York ha recuperato e restituito 17 beni culturali all’Italia, per un valore complessivo di 1,5 milioni di dollari. Ad accogliere la delegazione italiana alla cerimonia di restituzione è stato il Procuratore distrettuale Alvin L. Bragg, Jr., che ha ringraziato «procuratori, analisti e investigatori per il lavoro svolto nella restituzione di queste antichità rubate». «Sono grato alle autorità italiane per la continua collaborazione, che continua a produrre risultati significativi nella lotta contro i danni causati dalle reti di traffico illecito», ha aggiunto. Alla cerimonia era presente anche il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, accompagnato da rappresentanti diplomatici e da esponenti del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. «Ciò che rende produttiva la cooperazione tra l’Italia e l’Ufficio del Procuratore Distrettuale è l’eccezionale lavoro di squadra tra autorità italiane e americane, impegnate nella tutela del patrimonio culturale e nel contrasto alla criminalità internazionale», ha dichiarato il Ministro.

Le indagini

I beni sono stati recuperati nell’ambito di diverse indagini su reti di traffico illecito di antichità. Secondo gli accertamenti, sarebbero stati illecitamente sottratti dall’Italia e successivamente immessi sul mercato internazionale da Frieda Tchakos e da altri trafficanti condannati, tra cui Giovanni Franco Becchina e Fritz e Harry Burki. Le indagini sono state supervisionate dal capo dell’Antiquities Trafficking Unit, il procuratore Matthew Bogdanos, e condotte dalla procuratrice Jacqueline Studley, dall’avvocata italiana Giuditta Giardini e dal dottor Michael Chapin. Hanno inoltre collaborato, l’investigatore John Paul Labbat e, per Homeland Security Investigations, l’agente speciale Robert Mancene.

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I beni restituiti

Tra i beni di maggiore rilievo si segnalano: un frammento in terracotta di un rilievo votivo (circa 470-460 a.C.), raffigurante una scena del mito di Ade e Persefone, già transitato nella galleria svizzera Antike Kunst Palladion di Becchina e successivamente donato al Metropolitan Museum of Art, da cui è stato sequestrato; sei libri gesuiti cinesi dei secoli XVI-XVII, sottratti dagli Archivi della Compagnia di Gesù a Roma e riemersi sul mercato antiquario londinese nel 2000, poi sequestrati presso l’Università di Notre Dame; una lettera del 31 gennaio 1524 di Alfonso I d’Este a Lodovico Ariosto, rubata dall’Archivio di Stato di Massa e successivamente venduta a Sotheby’s New York nel 1973, quindi acquisita dalla Morgan Library & Museum, dove è rimasta fino al sequestro. La Procura ha inoltre ringraziato la Morgan Library & Museum e l’Università di Notre Dame per la collaborazione prestata nel corso delle indagini.

“Dal 2021 ad oggi, gli Stati Uniti hanno restituito all’Italia oltre 900 opere d’arte e beni archeologici - ha dichiarato il ministro Giuli -. Una buona parte di esse sono rientrate da New York grazie all’attività investigativa svolta dall’Ufficio del Procuratore di Manhattan in collaborazione con i Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. La cerimonia si inserisce nel contesto della proficua e duratura cooperazione italo-statunitense nella lotta al traffico illecito dei beni culturali. “Il 5 dicembre scorso - ha proseguito il ministro -, ho avuto il piacere di rinnovare per cinque anni con la mia amica Sarah Rogers, Under-Secretary of State per la Diplomazia Pubblica del Dipartimento di Stato Usa, il Memorandum di Intesa tra Italia e Usa sull’imposizione di limitazioni all’importazione di materiale archeologico dall’Italia. Uno strumento essenziale per la tutela del patrimonio culturale, per il contrasto al crimine organizzato transnazionale e per lo sviluppo di un sano mercato dell’arte”.

I risultati dell’Antiquities Trafficking Unit

Durante il mandato del Procuratore Bragg, l’Ufficio ha recuperato oltre 2.500 antichità provenienti da 47 Paesi, per un valore complessivo di quasi 270 milioni di dollari. Dalla sua istituzione, l’Antiquities Trafficking Unit ha ottenuto 18 condanne per reati legati ai beni culturali, recuperato più di 6.200 opere (per oltre 485 milioni di dollari) e restituito finora oltre 5.860 beni a 36 Paesi.

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