Export nazionale ai massimi storici

Dalla Lombardia la spinta per il record dell’Aerospazio

Nel 2025 dalla regione (+50%) un miliardo di vendite in più. Cerabolini: «Esito di un percorso di innovazione ai massimi livelli».

di Luca Orlando

 Lloyd Horgan

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«Siamo al massimo storico - spiega Angelo Vallerani - con ordini per 400 milioni e otto satelliti al momento in costruzione». «Da nove milioni di ricavi passeremo quest’anno a 14 - aggiunge Giuseppe Cilia - e le nuove commesse ci porteranno anche oltre».

Due voci non isolate, quelle del manager di Ohb e del fondatore di Optec, a testimonianza di un distretto, quello dell’aerospazio lombardo, che sta vivendo un momento di grazia.

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Visibile nei risultati dell’export, che per le aziende del settore lievita nel 2025 di un miliardo sfiorando per la prima volta quota tre, scatto che sfiora il 50% e che spinge le vendite internazionali del settore dell’intera Italia al massimo di sempre, superando per la prima volta gli otto miliardi di euro.

Crescita decisa, che su base nazionale vale un progresso di 23 punti e che produce anche il miglior risultato storico in termini di avanzo commerciale, per la prima volta a quota quattro miliardi di euro.

Trainante è il distretto lombardo, con la spinta principale in arrivo dalla provincia a maggiore tasso di specializzazione, Varese, che vede l’export di settore salire da 1,6 a 2,2 miliardi di euro.

Esito di un assetto produttivo regionale robusto, in cui ai big globali, Leonardo e Thales Alenia, si affianca una platea robusta di Pmi capaci di intercettare anche commesse internazionali, arrivando in più di un caso al massimo storico in termini di ricavi.

A spingere i valori sono però anzitutto le commesse di elicotteri e addestratori di Leonardo, gruppo che in Lombardia ha una presenza produttiva rilevante, forte di quasi 9mila addetti e di siti produttivi chiave, alimentati da una rete di 1300 fornitori.

Nel comparto elicotteri, ricavi e ordini superano le attese e crescono in modo significativo, dei 182 elicotteri consegnati a livello globale il contributo decisivo (126 unità) è della linea di assemblaggio di Vergiate. In forte crescita anche le attività di Customer Support, Services & Training, con il sito di Sesto Calende come hub di riferimento, a conferma della forte domanda sia per i prodotti sia per i servizi post-vendita.

Nuovo lavoro anche per il sito di Venegono, con l’ordine di 12 velivoli per la Forza Aerea austriaca e un portafoglio ordini consistente per l’addestratore M346 mentre dal sito Nerviano arrivano i pannelli fotovoltaici della capsula Orion per la missione Artemis II.

Tra fine 2023 e fine 2025 , alla luce della crescita, l’occupazione negli stabilimenti lombardi è lievitata del 14%.

«Da sempre le aziende di quest’area hanno una grande vocazione internazionale - spiega il presidente del Lombardia Aerospace Cluster Paolo Cerabolini - e i risultati raggiunti sono legati ad una leadership globale conquistata nel tempo grazie agli sviluppi tecnologici di altissimo livello realizzati: si vincono commesse nel mondo grazie a qualità e innovazione».

Ordini conquistati dai big a cui si aggiunge la crescita realizzata dalle Pmi del territorio, che in molti casi sono al massimo storico sia in termini di ricavi che di addetti. Accade ad esempio a Secondo Mona, produttore di sottosistemi di alimentazione, arrivata a 360 addetti e oltre 70 milioni di ricavi, il 25% oltre i livelli 2024.

Al settore aeronautico si aggiunge però l’ambito spaziale, che vede anche in questo caso realtà strutturate (Thales Alenia, Ohb) inserite in un contesto di Pmi vincenti. Nel caso di Ohb i 150 milioni di ricavi rappresentano uno scatto di oltre il 30%, esito di commesse legate anche al Pnrr per realizzare decine di nuovi satelliti.

«Sedici di questi sono già in orbita - spiega Vallerani, responsabile delle relazioni istituzionali di Ohb Italia - e altri otto sono in fase di produzione. Il momento è positivo, se pensiamo che fino a pochi anni fa qui in azienda l’assetto si basava su un team di 150-170 persone, mentre ora siamo il doppio e puntiamo ad arrivare a 400, con una quarantina di posizioni aperte al momento».

Altra crescita eclatante è quella di D-Orbit, arrivata ormai alla 22esima missione di lancio con il proprio carrier “porta-stalliti”, azienda arrivata a 600 addetti (in combinazione con Planetel) e che ha già posizionato 220 carichi nello spazio, continuando a vincere commesse per sviluppi successivi, tra fondi Pnrr e bandi Esa. Spinta visibile nei ricavi, raddoppiati nel 2025 a 36 milioni, che salgono a 70 tenendo conto dell’integrazione con Planetek.

Scenario di crescita rilevante anche per i sistemi ottici ad alta risoluzione di Optec, scelti per equipaggiare missioni Nasa o la costellazione europea Iride, con un lancio appena effettuato. «I ricavi quest’anno saliranno del 50% - spiega il fondatore Giuseppe Cilia - anche grazie alla messa in produzione della commessa vinta con il governo Usa, ordine che da solo vale 25 milioni di euro. Siamo anche presenti nel programma spaziale indiano mentre il governo cileno ci ha invitato il mese prossimo per avviare una nuova partnership»

«Il 2026? - A giudicare dalle stime delle aziende c’è molto lavoro in arrivo - conclude Cerabolini - , sarà un altro anno di numeri importanti».

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