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Impara l’arte
Tre articoli in anteprima dalla domenica del Sole24ore presentati da Stefano Salis
Ascoltalo oradi Claudio Tucci
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Da un lato c’è il costo delle violazioni informatiche che pesano sulle imprese (soprattutto manifatturiere) e sulla Pubblica amministrazione, a cominciare da scuole e università, che va ridotto. Dall’altro c’è la necessità di aggiornare le competenze della forza lavoro e, ancora prima, di accrescere la consapevolezza e la cultura digitale su cyber resilienza, intelligenza artificiale e quantum safe. Per rispondere a entrambe queste esigenze, nel cuore di Roma, è nata IBM Cyber Academy, un centro dedicato alla consulenza per aziende e organizzazioni pubbliche.
«La struttura, una sorta di laboratorio interattivo - ci racconta Francesco Stronati, vice president IBM, Health and Public Sector - è progettata per aiutare manager ed esperti aziendali ad affrontare tutte le sfide dell’attuale economia digitale e interconnessa, con particolare attenzione alla sicurezza di sistemi e processi. Dalla inaugurazione del 19 marzo abbiamo ricevuto più di un centinaio di persone, di circa 80 organizzazioni, e abbiamo le prenotazioni di aziende e partner che si estendono già fino a fine maggio».
Secondo un studio IBM dello scorso anno il costo medio di una violazione di dati è stato di 3,55 milioni di euro, in aumento rispetto ai 3,03 milioni di euro del 2021. I giorni necessari per identificare e contenere una violazione dei dati è di 235 giorni. Le realtà che hanno adottato intelligenza artificiale e automazione nell’ambito della sicurezza hanno visto cicli di vita delle violazioni più brevi, mediamente di 112 giorni, e costi inferiori, in media di 1,56 milioni di euro in meno rispetto alle organizzazioni che non lo hanno ancora fatto.
L’esigenza di contrastare attacchi informatici malevoli è purtroppo molto avvertita: sempre nel 2023, i paesi più colpiti sono stati Regno Unito (27%), Germania (15%), Danimarca (14%), Portogallo (11%), Italia (8%) e Francia (8%). I principali punti deboli registrati sono le identità digitali e le e-mail, entrambi sfruttati nel 30% delle violazioni di account validi e phishing. Tra i settori più colpiti, vi è quello manifatturiero, che è passato dal secondo posto del 2022 al primo nel 2023, con il 28% degli incidenti. Ma anche tutta la Pa, scuole e università, alle prese in questo momento con la gestione e la messa a terra del Pnrr (per l’Education si stanziano oltre 30 miliardi) sono soggetti esposti.
«Gli esperti IBM in tecnologie e consulenza - ha spiegato Stronati - guideranno i partecipanti, attraverso diversi scenari di violazione reale, per lavorare sulle sfide che potrebbero trovarsi ad affrontare».