Mobilità

Dalla gomma al ferro: la scelta vincente di Autostrada Brennero

Un sistema di trasporto che integra strada e ferrovia per movimentare merci in modo efficiente; un modello che riduce il traffico pesante sulle autostrade e contribuisce a diminuire le emissioni di CO2

di Laura Bonadies

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(Il Sole 24 Ore Radiocor)- Coniugare efficienza nel trasporto merci e tutela dell’ambiente. Un binomio che a volte può essere considerato antitetico ma che Autostrada del Brennero è riuscita a conciliare attraverso l’intermodalità gomma-ferro. Si tratta di un sistema di trasporto che integra strada e ferrovia per movimentare merci in modo efficiente; un modello che riduce il traffico pesante sulle autostrade e contribuisce a diminuire le emissioni di CO2. Bisogna infatti considerare che il trasporto ferroviario copre le lunghe distanze, mentre il camion gestisce il primo e l’ultimo miglio. L’integrazione tra i due vettori migliora la sostenibilità e l’efficienza logistica. Nello specifico i terminal intermodali svolgono un ruolo chiave nel coordinare le operazioni di carico e scarico: l’intermodalità favorisce una maggiore sicurezza rispetto al trasporto esclusivamente su strada e permette inoltre di ottimizzare i costi nelle tratte medio-lunghe.

Fin dagli anni Novanta gli amministratori della società Autostrada Brennero si resero conto che l’arteria avrebbe raggiunto la saturazione. Ed ebbero un’intuizione importante: spostare progressivamente su rotaia il traffico merci destinato alla lunga percorrenza. Di lì la decisione di investire nel comparto: nacquero così prima Str, poi Rtc e Lokomotion GmbH destinate a operare rispettivamente al di qua e al di là del Brennero e del Tarvisio.

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Una data chiave è il 15 ottobre del 2001 quando il primo treno merci lasciava la stazione di Monaco Riem in direzione Verona: era l’inizio di una fase nuova e di continua crescita. Esattamente vent’anni dopo, il 15 ottobre del 2021, il Cda di A22 ha deliberato un aumento di capitale a Str per l’acquisto del 75% di un’altra impresa ferroviaria, In Rail. Una mossa che ha portato ad un potenziamento dell’asset ferroviario su cui si vuole continuare a investire. Già oggi Autostrada del Brennero trasferisce grazie al Gruppo circa 1.500 mezzi pesanti al giorno alla rotaia: grazie alle controllate In Rail e Rtc e alla collegata Lokomotion ogni anno movimenta circa 30mila treni. In questo modo vengono risparmiate all’ambiente quasi 300.000 tonnellate di Co2 all’anno.

Scali intermodali

Come detto un tassello importante dell’intermodalità gomma-ferro è rappresentato dagli scali intermodali. In quest’ottica Autostrada del Brennero, oltre al potenziamento dell’interporto di Trento, sta progettando la creazione di un polo intermodale a Isola della Scala, in sinergia con Quadrante Europa. Un luogo cioè dove i tir possano scambiare le merci con la ferrovia. Autobrennero però non si ferma qui: dopo la terra e la rotaia guarda anche all’acqua, cercando di spingersi sempre con un passo oltre il futuro. Nei progetti della società c’è anche lo sviluppo del porto di Valdaro che collega Mantova al mare attraverso 136 chilometri di canali privi di escursione idrometrica e pertanto navigabili 365 giorni l’anno.

Tunnel di base del Brennero – BBT

A completare il quadro il Tunnel di Base del Brennero. In particolare Autobrennero contribuisce alla realizzazione della Galleria di Base del Brennero, un’opera poderosa da oltre 10 miliardi di euro che dovrebbe essere ultimata nel 2032 e che consentirà di velocizzare il percorso e permetterà il passaggio a treni notevolmente più lunghi rispetto a quelli attuali, da 450 metri ad oltre 700 metri. La Galleria collegherà due Stati, estendendosi tra Innsbruck (Austria) e Fortezza (Italia) per una lunghezza di 55 km. La configurazione del tunnel prevede due gallerie principali a binario singolo.

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